Politica

Quanti innamorati di Gaza: ma perché non ci vanno a vivere sul serio?

Da Francesca Albanese a Silvia Salis passando per Enzo Iacchetti. Un anno fa sul "Fatto Quotidiano" Tomaso Montanari ripudiava il 2 giugno: "la vera patria è Gaza"

Montanari (screenshot La7)
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Ogni giorno Tomaso Montanari ci allieta l’umore sparando affermazioni degne di un cabarettista: “2 giugno, che ridicole parate. La vera patria oggi è Gaza”, il titolo di un suo commento sul Fatto Quotidiano un anno fa. L’altro suo degno compare, ma senza pretendere di fare il comico, tal Enzo Iacchetti, aggiunge: “Il Nobel lo dobbiamo dare alla Flottiglia”. Poi c’è l’inarrivabile quasi-avvocato Francesca Albanese: “La Palestina come la bussola morale dei nostri tempi”.

Senza parlare di Silvia Salis che assieme ai portuali di Genova celebra con la fascia tricolore gli arabi che occupano la Palestina israeliana: e non possono mancare i flottigliari che amano talmente Gaza da cercare di andarci con ogni mezzo possibile, tranne quelli che permetterebbero loro di arrivarci veramente, ossia un aereo fino a Tel Aviv e poi seguendo Strada 2 e Strada 4 e in un’ora e mezzo d’auto senza problemi fino al check point di Erez. Ma capiamo che farsi crociere in barca a vela nel Mediterraneo risulti più romantico.

Comunque, tutti questi innamorati di Gaza, ma perché non ci vanno a vivere? Potrebbero prenderci la residenza. O almeno per qualche mese, che so, una vacanza estiva. Invece no. Stanno a vagheggiare questo paradiso terrestre dai salotti di casa, o davanti alla consueta libreria da cui si collegano con la Gruber o la Berlinguer.

Siamo davvero tutti dispiaciuti che un tale desiderio di vivere nell’eden di Gaza non possa da loro essere esaudito. E siamo altrettanto certi che tutti loro sarebbero accolti a braccia aperte dagli assassini e stupratori di Hamas e dagli altri clan rivali lì presenti, Isis compreso.

Ma almeno potrebbero farsi un giro per Israele, dato che non fanno altro che parlarne, e magari osservare da vicino come vivono gli arabi che dal 1948 hanno occupato Giudea e Samaria rinominandole Cisgiordania. Ah, no, dimenticavo che nelle zone A e B di questi territori che Israele ha ceduto agli arabi con gli Accordi di Oslo (terra in cambio di pace, e pace mai arrivata) gli stranieri non possono entrarci, pena la morte.

E Montanari afferma: “Abbiamo la documentazione del fatto che l’esercito israeliano usa i cani per stuprare le persone, che ci sono sottrazioni di minori, commerci di organi”. Beh, ci andrei piano con queste battute comiche copiate dal New York Times, dato che il giornale è appena stato querelato dal governo israeliano, e il consiglio d’amministrazione sta per licenziare chi ha dato questa fake news presa da Hamas senza – naturalmente – alcuna prova.

Per completezza ricordiamo che un serissimo sondaggio del dottor Khalil Shikaki, presidente di un istituto arabo di ricerche demoscopiche a Nablus, ha stabilito che oltre l’80 per cento dei gazawi approvava i massacri del 7 Ottobre.

Ma non occorrono i sondaggi: basta guardare i video della gente di Gaza – donne, bambini, giovani, anziani – che applaudivano, festeggiavano e ridevano quando Hamas trascinava le donne israeliane stuprate e mutilate e i prigionieri appena rapiti. Davvero non pensano Montanari & C. di fare un viaggetto da quelle parti? Da quello che dichiarano forse si troverebbero a loro agio a Gaza, e gli affitti stagionali pare si siano abbassati.

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