Politica

Ubriachi a sinistra, un campo largo che ricorda troppo l’Unione prodiana

Un cocktail politico tra giustizialismo, assistenzialismo e woke. Le contraddizioni del campo largo dentro ed oltre la storia dell'Unione prodiana del 2006

Schlein Renzi Conte © STILLFX tramite Canva.com
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Il campo largo dell’attuale centrosinistra è troppo stretto per i cittadini di buona, riformistica volontà. Il mix tra Conte, Schlein, Renzi, Fratoianni e Bonelli sembra una specie di Unione post-prodiana che non ha imparato la lezione del biennio 2006-2008.

Questa nuova Unione rischia anzi di far peggio, perpetuando un complessato immobilismo che non vuole riforme istituzionali significative, nel migliore dei casi. Un’unione di forze per lo più radical che prospettano all’Italia una decrescita infelice tra populismi giudiziari, assistenzialismi e massimalismi woke, nel peggiore dei casi.

Strani amori

Ho visto Matteo Renzi che bacia Elly Schlein, che bacia Giuseppe Conte, che non bacia Renzi. Si tratta di nuovi amori nati già con l’avvocato divorzista in tasca. D’altronde la casa più divorzista d’Italia è proprio il centrosinistra: oggi come ieri. Oltre alla canzone di Annalisa sui baci occorre ricordare la canzone “Strani amori” di Laura Pausini. È proprio strano, oltre che confuso, un rebus di alleanze dove Renzi vuole il campo largo con la Schlein, la quale è in buone intese con il M5S di Conte, il quale invece detesta le idee di Renzi.

L’unico campo dove Conte può stare con Matteo è il campo di calcio, come nella partita tra politici e cantanti dell’estate 2024. Ogni altro campo è troppo stretto per Giuseppe e Matteo. Specifichiamo: Matteo Renzi; con l’altro Matteo della Lega Conte ha già dato nel suo esordio politico del 2018.

Non si tratta di mere simpatie o antipatie fra leader, ma di contenuti politici che già nella loro nebulosità risultano antitetici. Renzi aveva sbandierato l’idea di un referendum per abolire il reddito di cittadinanza, così come esso era stato istituito nella prima ora. Ad istituirlo fu Conte, alleato perfetto attuale della Schlein, la quale invece per unire Renzi e Conte – al di là del calcio – dovrà far passare qualche mal di testa a Landini, che ha lanciato la raccolta firme contro il Jobs Act di Renzi e tra le cui firme d’onore risultava sbandierata proprio quella della Schlein.

Da Mastella a Bertinotti

Sui nodi socioeconomici che generano enormi sacche d’astensionismo, le sinistre nebulosità massimaliste non riescono ad incidere significativamente. Nel 2025 si sta forse riesumando l’Unione prodiana che andava dall’Udeur di Clemente Mastella alla Rifondazione Comunista di Fausto Bertinotti passando per la cattolica Bindi? La sinistra new age vorrebbe far fuori la Meloni unendo i bolscevichi e i menscevichi dell’oggi, come quando per far fuori Berlusconi nel 2006 – salvo poi renderlo vittorioso nel 2008 – si facevano cocktail politici, tra anime che passavano più tempo a tracciare differenze piuttosto che a realizzare fattibili alternative.

Progressismo senza progresso

I cittadini necessitano di giustizia giusta, sicurezza e libertà. Andiamo quindi oltre quelle retoriche stanche del perbenismo progressista senza progresso, il cui unico compito oggi pare essere la demonizzazione del nuovo che democraticamente avanza, sulle due sponde dell’Atlantico.

Con speranza liberalpatriottica e popolare possiamo affidarci a chi coltiva un equilibrio politico-istituzionale nuovo (o almeno ci prova). A chi, memore delle battaglie contro i poteri forti del vecchio establishment, contempera oggi le diverse anime sociali nazionali e le diverse spinte globali per ricondurle ad un ordine fattivo, riformatore. A coloro che sedendo sugli scranni del governo, dopo essersi seduti dalla parte del torto poiché tutti gli altri posti erano occupati (per dirla alla Bertolt Brecht), prova a limare l’Europa partendo dall’Italia, patria italeuropea del Mediterraneo.

Lo sapevi che...

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