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Giggino ‘o democristiano: la linea contraddittoria di Di Maio

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Com’è risaputo, gli elettori del M5S giungono sia da destra che da sinistra e si sono uniti sotto il simbolo pentastellato per esprimere il loro forte malcontento verso la politica tradizionale nel suo complesso, la cosiddetta casta di privilegiati che si cura di tutto tranne che del bene generale dell’Italia, ma con lo sguardo avvelenato rivolto in particolare al sistema di potere del Partito Democratico. In effetti il PD, da Monti a Gentiloni, è stato ininterrottamente al governo del Paese, pur avvalendosi di pezzi di centrodestra, iniziali larghe intese con Forza Italia e patti del Nazareno.

Il Movimento 5 Stelle rimane di difficile interpretazione per quanto riguarda molti settori importanti, dall’economia alla politica estera, semplicemente perché mancano le posizioni chiare, ma almeno una cosa è sempre stata netta finora e vale a dire: il M5S è l’anti-casta per eccellenza che ha raccolto la rabbia maturata dagli italiani nei tempi più recenti, quindi tradirebbe se stesso se scendesse a patti con chi ha governato l’Italia negli ultimi anni ed ha appunto esasperato i cittadini. Se i grillini rinnegassero questa loro caratteristica fondamentale, davvero non si capirebbe più nulla! Eppure Luigi Di Maio, Giggino per gli intimi, dice di essere disponibile a mettere su un governo con la Lega oppure, in alternativa, con il Pd. Sì, con il medesimo Pd contro il quale ha preso molti voti.

Potremmo pensare, siccome il M5S pesca sia a destra che a sinistra, che l’aspirante premier pentastellato voglia tentare di rappresentare tutti i suoi elettori, offrendosi a Salvini, ma anche al Partito Democratico. Peccato solo che il dialogo con la casta piddina significhi una contraddizione grande come un condominio per la retorica protestataria dei Cinque Stelle. Di Maio fa il democristiano e non se ne cura. Evidentemente vuole fare il premier a tutti i costi ed è disposto a rasentare il ridicolo, oltre che a tradire la natura del M5S. Al di là delle varie opinioni su Berlusconi e Salvini, fa ridere l’affermazione secondo la quale un governo del M5S con tutto il centrodestra, incluso Berlusconi, sarebbe un’ammucchiata incapace di cambiare il Paese. Un esecutivo con il PD, sarebbe invece una cosa inedita e seria?