PoliticaQuotidiano

L’eterna idiozia ideologica delle estreme di destra e di sinistra unite dall’antioccidentalismo

3.2k 0

I confini della libertà non si decidono sui social a colpi di rimozioni forzate

Viene voglia di lasciar perdere tutto. Uno scrive per anni, migliaia di articoli in difesa della libertà e si ritrova letto da gente che della libertà ha un concetto miserabile: la mia contro il Green Pass, ma quella di un intero popolo sotto le bombe no, quella non conta niente. Putin dittatore? Ma no, se mai liberatore, uomo forte, eroe solitario. E ci senti la eterna idiozia ideologica delle estreme di destra e di sinistra unite dall’antioccidentalismo, dall’odio verso l’America colonialista. Ah, tu, maiale, sei per la Nato. Ma quando mai hai scritto in favore della Nato, quando ti sei sognato di tacere le responsabilità del blocco atlantico? No, hai scritto che c’è una invasione di uno stato sovrano, ci sono i bombardamenti e i bambini che muoiono per non potersi curare, che vivono nei cunicoli della metropolitana. “Iiih, che esagerazioni, e poi si sa, la guerra è guerra, allora Obama?”.

E tu, che di Obama hai sempre scritto peste e corna, sei tentato di piantare tutto perché non si può sempre risalire all’Iraq, al Vietnam, all’atomica su Hiroshima, al generale Custer, all’Impero Romano, a Ciro il Grande. Le manovre imperialiste dell’America sì e quelle di Putin no? Come fa uno come Franco Cardini a sostenere decentemente che tutto dipende dal tradimento degli accordi del 2014? Eh no, cazzo, questa è la storia riscritta con le speculazioni di un accademico che, in spregio all’Occidente, arriva a giustificare il terrorismo islamista: il tradimento degli accordi in Ucraina vale anche per la Crimea, la Georgia, la Siria, domani la Moldavia? Putin non ha forse la paranoia imperiale per la quale si dice disposto a scatenare “qualcosa che l’occidente non ha mai visto”? Non minaccia già la Svezia e la Finlandia? Non è un ex Kgb che non ha mai digerito la fine del comunismo? “Iiih, lui è un patriota, lo fa per liberare tutti quei Paesi, la colpa è della Nato”. E tu pensi, ma chi me lo fa fare?

Gli ucraini non meritano la libertà? No, sono nazisti, tutti, in blocco, devono scomparire, hanno massacrato le popolazioni russofone. D’accordo, ma basta oggi a godere per questa sorta di pulizia etnica che rischia di dilatarsi all’Europa, al mondo? C’è questa rabbia, questa voglia di distruzione catartica, da “muoia Sansone”, così imparano questi che da due anni mi impediscono di vivere. C’è chi dice: chi se ne importa dell’Ucraina, la vera dittatura è qui. Come se la libertà cambiasse a seconda della latitudine, come se i confini della libertà si decidessero sui social a colpi di rimozioni forzate. Così i veterocomunisti che non rinunciano alle antiche suggestioni da Terza Internazionale e così i neofascisti, in modo anche grottesco, che tra nazionalismo e nazionalismo preferiscono quello potenzialmente catastrofico dello Zar. Avendo io osservato che c’è un massacro in corso, che fa orrore vedere una popolazione schiacciata, mi hanno risposto su Twitter: crepa, nazista di merda. E uno dovrebbe continuare a consacrare la vita a un mestiere che non ha più senso, consumato da gente senza senso?

Sempre quello scantonare, quel cavillare da sedicenti esperti di geopolitica, ma la gente ucraina terrorizzata, sfollata, i bambini sconvolti, gli animali morti a migliaia non fanno effetto? No, basta dire che “la guerra è brutta”, come l’ultimo dei populisti pacifisti, e subito aggiungere: del resto se la sono cercata. “Del Papa sei un maiale, ci sbatterai la faccia come col vaccino”. Sì, ricordo, ero maledetto perché non mi vaccinavo e lo ero dopo essermi vaccinato. Infame, traditore, ma traditore di cosa? Vai bene finché denunci la compressione delle libertà democratiche qui, ma se non butti tutto nel mucchio della irrazionalità, se ti azzardi a stabilire che il Donbass non è il Green Pass, si rivoltano come cani arrabbiati e te lo dicono: “Ah io di queste cose non so niente, voglio capire ma tu sei una merda”.

Le immagini tremende, le testimonianze degli inviati al fronte? Ma dai, come sei ingenuo, si vede che non conosci l’informazione, il mainstream mente su tutto, c’è il grande reset come per i vaccini. E se gli parli dei bombardamenti contro la torre della televisione, sfottono: tanto è rimasta in piedi. Forse è vero, il mondo è finito, divorato dalla sua assurdità, da una follia irreversibile. Da una parte le groupie di Putin che dicono, la guerra è brutta ma questa non è guerra, è la liberazione dagli ucraini nazisti; dall’altra lo squallore di quelli che vietano Dostoevskji, che vogliono silenziare i media russi, che confondono un popolo con chi lo soffoca. Si legge di tutto, il presidente ucraino Zelenskyi un boia, un pagliaccio da circo, uno che si fa fotografare con la svastica. È un fake? Mah, così dicono, comunque lui è nazista dentro. Putin invece è democratico nel Dna.

Certo il ricorso a scene di film o a guerre lontane e diverse squalifica i notiziari, ma di qui a dire che il complotto mediatico giudaico massonico cancella qualsiasi veridicità, ce ne corre. In compenso vengono presi come oro colato i reporter improvvisati o le signorine con due tette così, russe o ucraine, questo non è precisato, che su TikTok dicono: italiani fatevi gli affari vostri, qui è tutto stupendo. Come non bastasse, abbiamo un ministro degli esteri che va in televisione a definire serenamente Putin peggio di un animale. Chi prova a non perdere la testa viene sputtanato, chi si sforza di scindere, di distinguere, di tornare al punto, una invasione che sta mietendo morte e distruzione, passa per nazista agli occhi di quelli che affidano la libertà a un dittatore: “Grande Vlad, dopo l’Ucraina vieni qui, bombarda tutto e porta via il Green Pass”. E tu ti chiedi se abbia senso bruciare i giorni che ti restano per fare quello che hai sempre fatto.