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Il rilancio impresso dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul tetto massimo del trenta per cento di studenti stranieri nelle classi, accompagnato dalle precisazioni del ministro Giuseppe Valditara, si rivela un clamoroso caso politico montato quasi interamente sul nulla e una questione meramente propagandistica. A un’analisi lucida e basata sui fatti, la misura appare del tutto sproporzionata e priva di riscontri nella realtà delle aule scolastiche italiane.
Se si analizza la composizione della popolazione scolastica, infatti, il perimetro si riduce drasticamente: vanno giustamente esclusi dal computo i minori nati in Italia, quanti risiedono nel Paese da tempo e coloro che padroneggiano perfettamente la lingua italiana. Di conseguenza, l’intero problema si circoscrive ai cosiddetti NAI, i Nuovi Arrivati in Italia. E qui arriviamo al dato che smaschera l’intera narrazione emergenziale: lo stesso Valditara ha ammesso che gli alunni effettivamente coinvolti dalla misura sarebbero poco meno di mille in tutta Italia, concentrati quasi interamente nelle scuole elementari.
Di fronte a una platea così ristretta, sorge spontanea una domanda: di cosa stiamo parlando? È francamente incomprensibile la necessità di agitare il dibattito pubblico nazionale, mobilitare l’agenda di governo, impostare decreti e alimentare un clima di intolleranza e di sospetto per meno di mille studenti su milioni di iscritti.
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Laddove esistano realtà circoscritte in cui si registrano effettive difficoltà di inserimento, basterebbe intervenire con buon senso: dove possibile si attua una redistribuzione flessibile, e dove ciò non fosse praticabile si investono risorse mirate per dotare le scuole di adeguate figure professionali dedicate all’inclusione e all’integrazione linguistica. Trasformare una micro-esigenza didattica in uno scontro politico e identitario dimostra chiaramente che l’obiettivo non è risolvere i problemi concreti della scuola, ma alimentare costantemente la propaganda per esigenze di carattere elettorale.
Salvatore di Bartolo, 22 settembre 2026
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