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Cara Meloni, ora serve coraggio: dica addio alla follia dei bonus

Il Bonus Cultura è solo la ciliegina sulla torta. Il premier riascolti questa memorabile lezione di Antonio Martino

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In merito alla vicenda del cosiddetto bonus 18 anni, che dopo l’inconsulta reazione di buona parte dell’opposizione, con in testa Matteo Renzi, ideatore di questo imbarazzante esempio di democrazia acquisitiva (quella che, per intenderci, si compra i voti attraverso la spesa pubblica), avrebbe costretto il governo Meloni a fare una parziale retromarcia, risulta ancora molto drammaticamente attuale un brano di una memorabile intervista del 2010, rilasciata dal compianto Antonio Martino.

La lezione di Antonio Martino

“Il venditore può guadagnare molto e arricchirsi soltanto se riesce a vendere molto, e a vendere bene, ma per farlo deve avere cose che gli acquirenti apprezzano. Cioè: l’interesse dell’egoista e l’interesse dell’altro sono coincidenti. L’egoista vuole fare il suo interesse solo a condizione che faccia l’interesse dell’altro. In politica non è così. L’avidità in politica non è controllata dalla concorrenza per la prima fondamentale ragione che non rischiano soldi propri e non spendono soldi propri. Quindi i politici sono altruisti, nel senso che vogliono fare del bene col denaro altrui. Se lo volessero fare con denaro proprio li chiameremmo propristi. Ma, invece, sono altruisti. Ora, la politica è basata sull’acquisizione del consenso. Come si acquista il consenso? Il consenso si può conquistare proponendo in progetti di interesse generale di altissimo livello che davvero possano convincere tanta gente ad aderirvi. Ma questi sono casi rari. Normalmente il consenso va acquistato, anziché conquistato, spendendo denaro di altri. E quindi ci si inventa continuamente una qualche motivazione nobile o apparentemente addirittura sacrosanta per appropriarsi del denaro di Pietro e dare i soldi a Paolo, con ciò non ci si fa amici Pietro, ma certamente si può sperare forse che gli sarà grato Paolo. La politica consiste in questo. Prendere a Pietro per dare a Paolo. Fintanto che esistono i Pietri ciò potrebbe andare avanti, ma prima o poi i Pietri finiscono. La Thatcher diceva: ‘Il socialismo è l’idea di poter vivere alle spalle degli altri, il guaio è che prima o poi gli altri finiscono, e gli altri in Italia son finiti”.

Per approfondire

Appello alla Meloni

Ebbene, così come è accaduto in parte in merito alle restrizioni sanitarie ancora in essere, al pasticciaccio brutto del reddito di cittadinanza e adesso con il timore di cancellare tout court una vergognosa e umiliante mancetta elettorale per chi compie la maggiore età, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha di fronte le due possibili alternative teorizzate dal grande economista messinese: o si impegna, nell’ambito di un scenario di lunga durata, a gestire il consenso con provvedimenti di altissimo interesse generale, i quali per definizione comportano rischi di impopolarità, o si fa prendere dalla tentazione di seguire chi l’ho ha preceduto rinverdendo la stagione fallimentare dei bonus un tanto al chilo.

Soprattutto in considerazione di un elemento che nella nostra politica appare latitante da fin troppo tempo, ossia il principio di realtà, non credo che ci siano alternative alla prima opzione. Altrimenti, la legge non scritta dell’alternanza obbligatoria di governo, a cui nessuno è mai sfuggito negli ultimi trent’anni continuerà inesorabile a colpire.

Claudio Romiti, 12 dicembre 2022