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Caro Porro, ti racconto la movida Lgbt che nessuno contesta

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Ricevo e pubblico con piacere la lettera di questo ragazzo che ci fa capire quanto il politicamente corretto sia presente soprattuto al tempo del Covid. Ci racconta infatti che esistono assembramenti di Serie A e assembramenti di Serie B.

Caro Nicola,
era da tempo che pensavo di scriverti e dopo lo scorso lunedì, dopo aver seguito il tuo processo “nuovi contagi, è colpa dei giovani?”, ho deciso di farlo.

Sono un 29enne di Bergamo, laureato in architettura, abilitato alla professione, felice, sano, non un bravo scrittore come constaterai, ma comunque facente parte di quella brutta categoria dei “giovani coglion*” che si è rotta le palle! Non voglio tornare su tutti quei punti già trattati da voi nella vostra puntata, alla fine arriviamo quasi alla rassegnazione.. “noi giovani pezzenti, untori, egoisti, non abbiamo diritto di parola”, BENE!

Il colmo è che veniamo zittiti proprio dai nostri genitori, quei Sessantottini che uccidevano, che distruggevano le città, per far sentire la propria voce, il proprio pensiero!! Ma non è questo il tema della mia lettera, bensì una cosa più agghiacciante a parere mio!
Esiste Nicola una distinzione anche tra “giovane e giovane”/“movida e movida”.
Una distinzione dettata, a mio parere, dal “politically correct” di sta ceppa.

Sai, io sono gay, sempre stato gay, non ho mai rotto le palle perché sono gay, eppure faccio parte di quella “categoria” (a quanto pare) che oggi vanta e pretende privilegi assurdi solo perché… “boh… non riesco ancora a capire il motivo… io sono Igor punto, che poi sia gay quello è affar mio, e dato che non mi pare brucino i gay per strada non capisco tutta sta differenza tra gay e etero” ma vabbè, non tergiversiamo, quella categoria chiamata LGBT..

Dove voglio arrivare. Agli occhi dei giornali e della politica c’è “giovane” e “giovane” Nicola, quello “brutto e untore” e quello “meno brutto perché gay”. Cerco di spiegare meglio dove voglio arrivare prendendo in causa la movida milanese per argomentare la mia tesi.
La movida è dunque brutta e cattiva, i giovani “il male”, come ci stanno spiegando.
Perché la movida, per questi ben pensanti moralisti,non va bene!! Peccato che dipenda da quale….
Proprio così.. perché durante questi mesi io l’ho frequentata la movida LGBT milanese in via Lecco in centro milano (porta Venezia).

Io lì gli assembramenti li ho visti, li ho vissuti e ne ho fatto pure parte (con tutte le accortezze e rispettando le regole da buon cittadino come sono). Voglio mettere a paragone le due movide milanesi, quella “non gay” e quella “LGBT”. Quello che più mi fa rabbia sai cosa è? È che le pattuglie passavano, facevano le loro sfilate serali, ma mai una volta che si siano fermati, mai un rimprovero, mai un verbale, mai un guaito inquisitorio in stile Selvaggia Lucarelli, mai un servizio televisivo moralistico alla Che tempo che fa.

Eppure, le stesse sere, negli stessi orari, il trattamento da parte delle forze dell’ordine, dei giornalisti, dei politici contro i giovani, in altri luoghi della movida milanese non erano gli stessi, esempio corso Como o Navigli, come abbiamo potuto constatare. Quindi mi è sorta una domanda che rigiro a te. Vedi tu che il sindaco Sala, cosciente che gran parte dei suoi voti arrivano dal mondo LGBT milanese, abbia deciso che la movida in via Lecco fosse meno assembrata, meno incosciente, rispetto ad altre identiche “movide” non targate LGBT?

Vuoi vedere che pure i giornalisti kompagni non abbiano volutamente prendere in considerazione ciò che accadeva nel quartiere gay della città per lo stesso motivo? La mia personale risposta, a malincuore, è “certo che sì!!”. Questo Nicola vuol dire che c’è da fare una distinzione anche tra “giovani” e “giovani”. I primi, gli stronzi che pensano solo ad essere giovani ma che non portano voti; e i secondi, gli LGBT, sempre “stronzi pari ai primi” ma che piangono miseria perché reietti della società, che pretendono diritti senza doveri, ma che danno il voto proprio a quei politici che vantano alta moralità, ma che in realtà sono i peggiori individui che potessimo mai avere.

Quindi giovani bastonati e martoriati da una parte, e altri giovani a cui non si è chiuso solo un occhio, ci si è proprio messi due salami davanti agli occhi! Questa non vuole essere una lettera accusatoria contro gay o non gay, siamo tutti giovani e chissene importa delle parole di sti vecchi cacasotto. Quello che mi fa incazzare Nicola è la solita strumentalizzazione tramite sto politically correct da parte di questa sinistra solo per un unico scopo, il potere. Una sinistra che è capace di dire “tu si” e “tu no” solo in base alla tessera o in questo caso alla categoria sessuale.