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Con il coprifuoco la Lega rischia di bruciarsi - Seconda parte

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Le Lega in Consiglio dei Ministri non ha votato il decreto-legge, aprendo di fatto un problema politico per Draghi. Ha prevalso purtroppo la linea dura di Speranza, quella dello stato moralizzatore, del Grande Fratello terapeutico. La Lega potrà ora chiedere di modificare il decreto-legge in Parlamento nel percorso di conversione in legge, chiedendo di abrogare il coprifuoco già dalla metà di maggio e levigando le regole del “certificato verde”, limitandole ad esempio solo per chi esce o entra nelle zone rosse e non anche arancioni.

Se queste modifiche non passassero, il Capitano dovrà valutare se gli conviene restare in un governo che proroga il coprifuoco fino al 31 luglio e che introduce un “certificato verde” per gli spostamenti tra Regioni, senza accogliere le istanze della Lega. A perdere consensi non ci vuole niente, soprattutto quando si parla alla gente di riaperture in assenza di riaperture. Fino a che punto gli italiani potranno tollerare l’intollerabile? L’obiettivo di D’Alema è quello di logorare la Lega e farle perdere consenso. E ora purtroppo con l’aiuto di Draghi ci sta riuscendo.

Paolo Becchi e Giuseppe Palma, 22 aprile 2021