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Conti correnti a rischio, ecco chi pagherà - Seconda parte

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Chi lo paga il conto? Finora lo hanno fatto le banche. Ma in Germania il vento è cambiato e molte banche stanno scaricando quel conto sui risparmiatori, così come avviene in Austria, Olanda, Francia, così come avrebbe voluto fare Unicredit in Italia. Le domande vera, a questo punto sono: Perché banche e risparmiatori sono afflitti dalla stessa malattia, cioè dalla voglia di non investire? Come fare a sbloccare questo circolo vizioso che sta portando ad una stagnazione economica l’intera Europa? Perché risparmiatori e banchieri sono disposti a perdere denaro lasciando i soldi in liquidità?

E soprattutto, da questo impasse come se ne esce? Forse l’unica strada a questo punto potrebbe essere rappresentata da una forte politica d’incentivi fiscali a favore degli investimenti, ma l’austerity imposta dalla politica europea e che sta bloccando anche la Germania, va nella direzione opposta e non lascia presagire nulla di buono… soprattutto per i conti correnti…

Leopoldo Gasbarro, 19 ottobre 2019

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Tersigni Amelia
Tersigni Amelia
22 Ottobre 2019 1:41

Non ci resta altro che “depositare” i soldi “sotto” il mattone…. come si è sempre fatto dai tempi antichi….
Con la differenza che i “posteri” trovavano la pentola con i “marenghi d’oro”, ora, invece, solo carta straccia….

karla amadori
karla amadori
20 Ottobre 2019 21:32

Il solito commento di un analfabeta funzionale, e scusami , non e una offesa, e che e un commento senza senso il suo, due sono le cose o lo fa per scrivere qualcosa senza pensare e dire che ha partecipato alla discussione o lei è veramente un analfabeta funzionale.
A volte e meglio stare zitto quando non si conoscono i temi trattati e andare a informarsi per poi commentare.

Borgatti Emer
Borgatti Emer
20 Ottobre 2019 13:39

L’unico modo per tutelarsi e’ ritirare i depositi in contanti e spendere sempre e solo cash,nessun balzello statale(ulteriore),sconto da arrotondamento per tanti settori merceologici e soprattutto la certezza che non te li rubino direttamente con la leggina dei ladri di governo dell’ultimo minuto.

karla amadori
karla amadori
20 Ottobre 2019 13:33

La classica risposta di un analfabeta funzionale

Walter
Walter
20 Ottobre 2019 12:01

Beh, però io non vedo la fila di investitori fuori dalle banche, è più verosimile che tanta liquidità depositata non trova poi nell’economia, ancora in crisi, qualcuno che voglia investire e questo soprattutto in Italia.
Giocoforza le banche o non accettano più clienti depositanti, che costano, o depositano dove perdono, BCE, oppure investono in titoli e quindi alimentano anche involontariamente le bolle speculative. Comunque trovo assolutamente giusto che se i tassi creditori sono sottozero anche i tassi debitori siano negativi se non altro per la legge del mercato.

Alex10103
Alex10103
20 Ottobre 2019 10:52

Basterebbe uscire dall’Europa che tanto male sta facendo…

Persio Flacco
Persio Flacco
20 Ottobre 2019 10:48

Ho omesso la conclusione. :-(
Dunque, se nonostante l’inondazione di liquidità immessa dalle banche centrali nel circuito bancario gli investimenti nella economia reale sono asfittici, costosi, gravati da garanzie, è perché la liquidità rimane all’interno del mercato dei capitali finanziari, dove grazie a certi strumenti creativi, produce un profitto virtuale, svincolato dal valore reale prodotto dalle aziende.
Da qui il formarsi di gigantesche bolle speculative che periodicamente, scoppiando, vanno a gravare col loro costo sulla economia reale e sulle tasche di persone e imprese, chiamate a ripianare coi loro sudati risparmi gli ammanchi.
In definitiva si tratta di una rapina, per quanto ammirevole per l’ingegno e l’abilità degli esecutori.

Persio Flacco
Persio Flacco
20 Ottobre 2019 10:26

La spiegazione non mi convince affatto, per due ragioni. La prima è che i soldi depositati sul conto corrente diventano di proprietà della banca, che ne fa quel che vuole, salvo impegnarsi a restituirli a richiesta del correntista. Dunque, se i soldi sul conto corrente sono “infruttiferi” è solo perché la banca non vuole impiegarli in investimenti nell’economia reale: imprese e famiglie. Temo che lo scopo di questa manfrina sia portare il maggior numero di risparmiatori ad investire in proprio, ad improvvisarsi “trader” dal salotto di casa col miraggio di facili e lauti guadagni. Questo sia per indurre il risparmiatore a perdere i suoi soldi, che passerebbero di mano in direzione dei colossi della finanza, sia per fornire ai medesimi colossi una massa di trepidi investitori da guidare nella direzione che vogliono. I trader casalinghi tipicamente investono piccole somme, ma sono milioni, e sono molto impressionabili: dirigerli è facile. La seconda ragione è che ormai da un paio di decenni la Finanza, ormai priva di regole, è dilagata occupando ogni occasione di profitto che la fantasia e l’ingegno riescono ad escogitare. Tra le più “pittoresche” ci sono i cosiddetti “derivati”: strumenti finanziari in grado di spremere profitto da un mutuo immobiliare concesso a persone di dubbia solvibilità. Soprattutto ci sono le HFT (Transazioni ad alta frequenza) gestite da software capaci… Leggi il resto »