Cronaca

Corteo pro-Ghali, l’ira della polizia: “Ci schiacciavano, reazione scontata”

A Milano la manifestazione dei “No Olimpiadi” si è svolta senza problemi. Gli scontri sempre con i cortei di sinistra

Polizia Rai Palestina

Dopo gli scontri sotto la sede della Rai a Napoli, che vedeva alcuni esponenti di sinistra manifestare contro la presunta censura ai danni di Ghali per le sue parole sul “genocidio” in corso nella Striscia di Gaza, abbiamo chiesto a Pasquale Alessandro Griesi, Coordinatore nazionale Reparti Mobili Fsp Polizia di Stato, cosa ne pensa di chi contesta le “manganellate” degli agenti e parla di “repressione”.

Qualche giorno fa ho assistito personalmente a Milano alla manifestazione dei “No Olimpiadi“: pioveva a più non posso, i manifestanti hanno seguito alla perfezione le indicazioni della Questura, un corteo di circa 4 km, hanno democraticamente manifestato e sapete cosa è successo? Nulla! I reparti Mobili della Polizia di Stato hanno aperto e chiuso il corteo senza neanche la necessità di indossare il “casco”. Questo giusto per dire che ad ogni azione corrisponde una reazione!

Ho letto delle cose assurde sui fatti di Napoli. Qualcuno addirittura si chiede: “quante ore di formazione sono necessarie per «fare un poliziotto», che sia rispettoso della Costituzione e delle garanzie e capace, allo stesso tempo, di risolvere i conflitti col minore ricorso possibile all’uso della forza?”

https://twitter.com/PasqualeGriesi/status/1757480457006940274?t=6BeFS1blfeRsq4bG-JfPjA&s=08

Noi invece ci chiediamo da tempo, quale è il problema che hanno evidentemente delle frange di manifestanti che si dichiarano PACIFISTI ma altro non sono che “PACIFINTI”, chiedono pace ma portano guerra nelle nostre strade. Chiedono a noi di risolvere i conflitti col minore ricorso possibile all’uso della forza ma non si rendono conto che le azioni criminali sono poste da loro stessi.

A Napoli abbiamo visto colleghi essere schiacciati contro le cancellate della Rai, una pressione continua che andava ad aumentare, che ti schiaccia letteralmente e che porta le persone a cercare un’area cuscinetto, un’area di movimento. Per farvi capire, secondo gli scienziati, questa fase sopraggiunge quando si ammassano più di 6 persone per metro quadrato e dalle immagini probabilmente sono molte di più, quindi immaginate solo quegli scudi quanto peso devono sostenere.

Lo so: è poco importante, perché le braccia e i corpi che tengono quegli scudi sono dei poliziotti, per alcuni sacrificabili, costano poco, 6,80 euro ad ora e probabilmente per qualcuno quegli uomini sono solo numeri. Ma non è così: quegli uomini e donne sono cittadini/e con grandi responsabilità, come garantire a tutti -anche ai delinquenti- di manifestare.

Anche a Torino stessa manifestazione alla sede RAI abbiamo visto le stesse scene, con una piccola aggravante dove il sindaco con la giunta ha attuato un piano per “regolarizzare l’occupazione del centro sociale Askatasuna”.

Con questa gente è un po’ come combattere contro i mulini a vento. Se si rispettano le regole e si manifesta senza alcuna violenza non accade nulla, come dimostra il caso di Milano di ieri sera. Bisogna mettere per iscritto in grassetto che attaccare o affrontare i reparti schierati provoca una reazione. È scontato. Dopotutto se si è abbastanza grandi e capaci di attaccare lo Stato, non vedo il motivo per cui non pagarne le conseguenze. La certezza della pena rimane la base di tutto. I colpevoli non sono i poliziotti, avete ancora una volta sbagliato l’obbiettivo.

Coordinatore nazionale Reparti Mobili Fsp Polizia di Stato
Pasquale Alessandro Griesi

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