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Così Simest accompagna il made in Italy nel mondo

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Un assegno da oltre 4 miliardi per accompagnare 3.842 imprese del made in Italy in 112 Paesi nel mondo. Sono i numeri dell’impegno che Simest, società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, ha profuso lo scorso anno – quindi nel pieno della pandemia – schierandosi accanto al nostro sistema produttivo per aiutarlo ad affrontate i mercati internazionali. Fattore, quello dell’export, che diventa ancora più strategico nel rilancio post Covid del nostro Paese, accanto al Recovery plan predisposto dal governo far ripartire i consumi interni e alla riuscita del piano vaccinale per tornare a una vita normale. L’Italia, infatti, da sempre celebre nel mondo per la qualità dei suoi prodotti e manufatti (dalle specialità alimentari al lusso, dalla moda al design fino all’alta tecnologia), deve – secondo le statistiche – otto lavoratori su dieci (82%) proprio alle piccole e medie imprese. E tra i fattori cruciali per essere competitivi, accanto alla capacità di innovare in cui la Penisola spesso eccelle, ci sono quello della dimensione e delle sinergie. Da qui la centralità del lavoro svolto da Simest, il cui bilancio è stato di recente approvato dall’assemblea dei soci: la società fa capo a Sace (76%) e a un nutrito gruppo di banche italiane e associazioni imprenditoriali, con il risultato di ingenerare un virtuoso effetto di sistema.

Il record dei finanziamenti agevolati

Mauro Alfonso, amministratore delegato di Simest

Analizzando i dati del bilancio, è evidente come il successo ottenuto da Simest sia stato appunto trainato dal record senza precedenti raggiunto lo scorso anno dai finanziamenti agevolati, lo strumento che la società presieduta da Pasquale Salzano e guidata da Mauro Alfonso gestisce in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) proprio per aiutare le imprese italiane a intraprendere e sostenere quel percorso di internazionalizzazione necessario per crescere a livello dimensionale. Grazie agli oltre 1,2 miliardi stanziati, le 7 linee di finanziamento a tasso agevolato (attualmente lo 0,055% annuo), che coprono tutte le spese connesse all’espansione sui mercati esteri, sono state ampliate negli importi, estese anche ai Paesi Intra UE e rese fruibili senza la richiesta di garanzia e con una quota parte a fondo perduto. Sono state deliberate operazioni per 1 miliardo, a fronte di più di 13.000 richieste pervenute nel corso dello scorso anno.

 

L’aiuto ai settori più colpiti dal Covid

 

Pasquale Salzano, presidente di Simest

Simest, la cui missione è chiara già dal tricolore che campeggia nel logo, ha, inoltre, attivato iniziative di supporto specifiche a favore degli Enti Fieristici, che sono al contempo tra i comparti più colpiti dalle restrizioni dovute alla pandemia e vetrina indispensabile per il made in Italy, In particolare ha attivato una linea di finanziamento a sostegno della patrimonializzazione di Enti Fiera e società organizzatrici di eventi fieristici e uno strumento di ristori a fondo perduto a copertura dei costi fissi non coperti da utili. 

 

Il lavoro nella veste di partner  

Simest ha inoltre confermato il proprio ruolo di partner delle imprese italiane che vogliono intercettare la domanda estera, sia producendo direttamente nel mercato di interesse, sia esportando fuori Italia beni capitali e servizi. 

Con riferimento alla prima strategia, è intervenuta con quote di minoranza in progetti di Investimento Diretto Estero di imprese italiane per complessivi 90 milioni di euro nel 2020, contribuendo alla realizzazione di un portafoglio di circa 720 milioni. 

Simest si configura, quindi, come un socio “speciale” almeno per tre motivi: 1) è un partner finanziario, che fornisce il capitale necessario ad investire nello sviluppo e nella crescita esterna per acquisizioni; 2) è un partner istituzionale, che semplifica le interazioni con gli attori pubblici locali; 3) è un partner che non interviene nella gestione aziendale e quindi lascia piena autonomia al singolo imprenditore e alla sue strategie di crescita. Inoltre per i progetti all’estero, alla partecipazione di Simest, sempre nel limite di una quota minoritaria rispetto a quella del partner italiano, si può aggiungere quella a condizioni promozionali del Fondo di Venture Capital gestito in convenzione con il Maeci. 

Per rendere più competitive le esportazioni delle imprese italiane nello scenario internazionale, Simest ha infine ampliato la gamma degli strumenti a disposizione degli esportatori, che supporta con il riconoscimento di un Contributo Export a fondo perduto – a valere su fondi gestiti per conto del Maeci – che consente di offrire ai committenti esteri condizioni di pagamento dilazionato a medio/lungo termine a un tasso di interesse fisso agevolato. Su questo fronte, Simest ha contribuito nel 2020 a operazioni di esportazione per 3,2 miliardi, raggiungendo un portafoglio di quasi 40 miliardi.

 

Un bilancio solido e in utile 

Il premio per questo forte aumento dell’operatività – reso possibile anche dalle  risorse e dalle agevolazioni straordinarie assegnate dal Patto per l’Export dell’8 giugno 2020 – è stato un andamento positivo anche sul fronte dei risultati economici: l’utile lordo si è attestato a 9,2 milioni di euro, il netto a 4,6 milioni.

 

 

 

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