Esteri

Crans-Montana, la Svizzera dimostra che sulle tragedie si può essere pragmatici

Dopo settimane di tensioni sui costi delle cure ai feriti, la Svizzera scioglie il nodo dei rimborsi da 1,5 milioni di franchi

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La tanto attesa decisione del Governo svizzero è arrivata e pone fine alla vicenda del pagamento delle spese mediche per i feriti del terribile rogo di Capodanno 2026 a Crans Montana. Dodici vittime assicurate in Italia erano state sottoposte a cure ospedaliere in Svizzera prima di essere trasferite in case di cura italiane. Viceversa, un ferito assicurato in Svizzera era stato curato in Italia.

L’Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’UE (ALC) disciplina le modalità di copertura delle spese dei pazienti da parte del sistema sanitario svizzero e di quelli europei. Questo trattato prevede che, in linea di principio, ogni Paese si faccia carico delle spese necessarie per le persone assicurate dal proprio sistema assicurativo e che hanno ricevuto cure in un altro Paese, ma prevede anche la possibilità per gli Stati contraenti di derogare a questo meccanismo“.

Il Governo italiano aveva proposto che Italia e Svizzera rinunciassero reciprocamente a chiedere il rimborso delle spese sanitarie per le vittime dell’incendio assicurate nell’altro Paese. Questa possibile soluzione aveva purtroppo incontrato un secco “no” da parte della Confederazione, dove le spese mediche sono regolamentate e coperte da assicurazioni obbligatorie e rigide regole per i cittadini svizzeri. Questo braccio di ferro aveva rischiato di far scoppiare più di un caso diplomatico tra politici e istituzioni dei due Paesi.

Il comunicato stampa del Consiglio Federale (cioè il Governo) svizzero di ieri chiarisce finalmente i termini dell’accordo conclusivo e pone fine alla lunga bagarre: “Dopo varie discussioni tra l’Italia e la Svizzera, il Consiglio federale ha deciso, in occasione della sua seduta del 4 novembre 2026, di rinunciare a titolo eccezionale al rimborso di queste spese mediche, che ammontano a circa 1,5 milioni di franchi. In virtù delle competenze conferitegli dalla Costituzione federale (art. 184 cpv. 1 Cost.), nel settore degli affari esteri il Consiglio federale ha la possibilità di stanziare aiuti finanziari una tantum senza base legale specifica. Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha informato della decisione la presidente del Consiglio dei ministri italiano Giorgia Meloni. Il Governo svizzero è pienamente cosciente dell’immenso dolore che grava sulle famiglie delle vittime e sulle persone che soffriranno per tutta la vita delle sequele delle gravi ferite subite. Subito dopo il rogo, la Svizzera ha beneficiato di un aiuto rapido, senza burocrazia e gratuito da parte dell’Italia e di diversi Paesi europei per la cura o il trasporto all’estero dei feriti, nell’ambito del Meccanismo di protezione civile dell’UE (UCPM). Per il Consiglio federale, la decisione di rinunciare al rimborso di queste spese mediche si inserisce in un’ottica di reciprocità ed esprime un gesto di gratitudine della Svizzera per la solidarietà ricevuta“.

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Quindi ancora una volta la pragmatica politica elvetica ha trovato la migliore soluzione ad una situazione che sembrava ormai cristallizzata su posizioni molto diverse. Come spesso accade da queste parti, le regole scritte, se opportunamente discusse e valutando opportunamente la situazione, permettono molte volte un accordo favorevole per entrambe le parti coinvolte.

Andrea Gebbia, 5 novembre 2026

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