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Dalla Serbia al Donbass: quello che non vi dicono sull’invasione di Putin - Terza parte

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In termini umanitari, in realtà la guerra c’è già da anni in queste regioni dell’Ucraina di lingua russa e ci sono stati già migliaia di morti dopo che sono sorte queste milizie nazionaliste. Gli Usa hanno speso miliardi di dollari andati ai movimenti nazionalisti spesso violenti. Si può anche ricordare che all’epoca dell’insurrezione contro il governo ucraino apparve l’intercettazione famosa in cui ancora una volta la Nuland parlando all’ambasciatore Usa gli disseFuck the Eu”, in riferimento appunto alle preoccupazioni e interessi divergenti tra americani ed europei nel far saltare il governo ucraino dell’epoca (qui ne parlava la Bbc). Questi gruppi e movimenti nazionalisti che gli Usa, per rovesciare il governo precedente hanno finanziato per anni, ora giurano che combatteranno fino alla morte per tenere anche le province abitate da russi dentro l’Ucraina. Questa è una situazione in parte simile a quando per anni gli Usa hanno finanziato e aiutato i talebani e Osama Bin Laden stesso in Afghanistan perché combattessero l’Urss. Come si sa, questa politica ha dato risultati terribili.

Volendo allora sintetizzare, se parliamo di “guerre umanitarie”, gli Usa hanno già causato centinaia di migliaia di morti in tanti paesi arabi e in aggiunta in questo modo provocato in risposta del terrorismo islamico in Europa. Sempre parlando di vittime civili, la Nato aveva già bombardato Belgrado nel 1999 per due mesi per far separare il Kosovo. Infine, gli Usa hanno finanziato nell’ultimo decennio i nazionalisti ucraini che hanno rovesciato un governo eletto nel 2014 e da anni sparano sui russi del Donbass. È pur vero che gli americani hanno liberato dai tedeschi l’Italia nel 1945 e ne siamo ancora oggi grati. Sono però passati quasi ottanta anni e tante cose sono cambiate, anche se migliaia di film ci ricordano sempre quei momenti come se fosse oggi. Ci sono state, come abbiamo ricordato, poi tante altre guerre in cui spesso, per qualche motivo, era coinvolta l’America e il bilancio umanitario è stato disastroso. Pochi oggi sostengono che qualcuna di queste guerre, Vietnam incluso, valesse la pena.

Oggi l’Occidente pesa di meno, la Russia molto di meno dell’Urss e l’Europa pesa sempre di meno. La maggioranza della popolazione del mondo è altrove e in India, Sudafrica, Brasile, Pakistan, Cina, Medio Oriente o anche Messico non danno molto retta ai media americani che parlano di interventi umanitari e lotta contro il pericolo russo. Persino Israele non ha adottato nessuna sanzione contro i russi. Sembra però ora che, ancora una volta, l’élite Usa stia trascinando l’Europa, oltre che l’Ucraina, in una guerra inutile, ma questa volta contro una potenza nucleare, nel mezzo dell’Europa, un paese, la Russia, che ci fornisce molte materie prime ed energia.

Se tutto questo fosse per salvare milioni di vite umane ovviamente ci sarebbero sacrifici che si possono fare, come nel ‘42-’45. Il bilancio di questo conflitto in Ucraina finora, spiace dirlo perché ogni vita umana ha valore, è molto inferiore a quello delle guerre Usa che abbiamo ricordato. In conclusione, se l’Ucraina cedesse formalmente le province a est di lingua russa in cui si combatte da anni e in questo modo la guerra finisse, forse quasi tutti alla fine in Europa ne beneficerebbero. E allora proprio non si capisce perché l’Unione europea e il nostro governo in primis stia facendo di tutto per continuare questa guerra, invece di porsi l’obbiettivo di fermarla.