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Democrazia morta: vogliono negare all’Afd l’accesso ai piani segreti di guerra

Il governo Merz valuta una stretta sull’accesso ai dossier più sensibili: nel mirino le informazioni su Russia, intelligence e piano di difesa tedesco

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L’avanzata dell’Afd mette in allarme Berlino. Il governo federale guidato da Friedrich Merz starebbe infatti preparando una serie di misure per limitare l’accesso del partito ai dossier più sensibili dello Stato, nel caso in cui Alternative für Deutschland riuscisse a entrare al governo della Sassonia-Anhalt. Al centro delle preoccupazioni c’è soprattutto un documento classificato: il piano militare elaborato dalla Germania per rispondere a un’eventuale nuova aggressione russa nell’Europa orientale.

Secondo quanto ricostruito dal New York Times, il piano, noto informalmente come “Oplan”, venne redatto nel 2024, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, e conta circa mille pagine. Tra i pochi funzionari autorizzati a consultarlo ci sono anche alcuni vertici dei sedici Länder tedeschi. Proprio questa possibilità potrebbe ora essere limitata. L’Afd ha ottenuto il 44 per cento dei voti alle recenti elezioni in Sassonia-Anhalt e sta cercando di costruire una maggioranza per formare il nuovo governo regionale. Se dovesse riuscirci, alcuni responsabili tedeschi temono che il partito possa avere accesso a informazioni militari e di intelligence particolarmente delicate. Tre alti funzionari citati dal quotidiano americano, rimasti anonimi per la sensibilità della materia, hanno riferito che tra i timori esaminati a Berlino c’è anche quello che informazioni contenute nel piano possano essere trasmesse alla Russia.

Il ministero della Difesa tedesco ha fatto sapere di stare valutando quali informazioni relative alla sicurezza debbano essere maggiormente protette, senza fornire ulteriori dettagli. L’Afd respinge invece le accuse. Il portavoce Jork Herrmann ha definito “completamente antidemocratico” impedire al partito di accedere alle informazioni sulla base di accuse che considera “non dimostrate e indimostrabili”.

La questione va però ben oltre il solo piano militare. Secondo il New York Times, il governo federale sta studiando anche la possibilità di impedire alla Sassonia-Anhalt di ricevere determinate informazioni sulle attività russe in Europa, mantenendo invece aperto il flusso dei dati necessari a contrastare terrorismo e altre minacce alla sicurezza.

Un altro dossier riguarda l’intelligence interna. Ogni Land tedesco dispone di un proprio ufficio e riceve informazioni dai servizi federali. Il ramo dell’Afd della Sassonia-Anhalt è sottoposto a sorveglianza ed è classificato dalle autorità come organizzazione estremista accertata, definizione contestata dal partito. Secondo alcuni funzionari, un governo regionale guidato dall’Afd potrebbe utilizzare il normale scambio di informazioni per conoscere dettagli sulle indagini e sulle attività di sorveglianza condotte nei suoi confronti. Anche per questo Berlino starebbe pensando di escludere determinati dossier dalla normale condivisione con il Land.

Sul tavolo ci sarebbe inoltre una modifica delle regole che disciplinano la cooperazione tra i sedici governi regionali. Attualmente alcune decisioni richiedono l’unanimità e, secondo i funzionari sentiti dal quotidiano americano, Berlino vorrebbe evitare che un governo Afd possa bloccare programmi di polizia o sicurezza che coinvolgono più Länder.

A spingere il governo Merz verso una stretta sarebbero anche le preoccupazioni degli alleati. Polonia e alcuni Paesi scandinavi avrebbero espresso timori sulla possibilità di continuare a condividere con la Germania informazioni riguardanti la Russia qualora queste potessero arrivare, attraverso un governo regionale, nelle mani dell’Afd. Berlino avrebbe assicurato ai partner di essere al lavoro su misure per proteggere i dossier più delicati.

Non è comunque previsto un blocco totale delle informazioni destinate alla Sassonia-Anhalt. Una misura del genere potrebbe infatti compromettere la capacità del Land di reagire ad attentati terroristici o ad altre emergenze. La soluzione allo studio sarebbe quindi una selezione dei dossier, con particolare attenzione alle informazioni riguardanti Russia, estrema destra e la stessa Afd.

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Il precedente ricordato dal New York Times è quello dell’Austria. Quando nel 2017 il Partito della Libertà entrò nel governo e Herbert Kickl diventò ministro dell’Interno, diversi Paesi alleati ridussero la condivisione di alcune informazioni per il timore che potessero arrivare alla Russia o agli ambienti dell’estrema destra.

Ora Berlino vuole evitare uno scenario simile. Ma qualsiasi intervento rischia di aprire anche una battaglia politica e giudiziaria. L’Afd sostiene infatti che i partiti tradizionali stiano cercando di limitarne i poteri nonostante il consenso ricevuto dagli elettori. Il governo federale, al contrario, ritiene necessario proteggere le informazioni più sensibili dello Stato. Ed è proprio su questo terreno che si prepara il nuovo scontro tedesco.

Massimo Balsamo, 23 settembre 2026

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