Dobrilla ci cura dagli equivoci della medicina (Giorgio Dobrilla)

Medicina "insolita" per non medici

Autore: Giorgio Dobrilla
Anno di pubblicazione: 2020
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È questo il terzo volume della fortunata serie che Giorgio Dobrilla, con pazienza e competenza, ha dedicato ai propri pazienti cioè, presumibilmente, a non laureati in Medicina. Questa volta l’Autore, ormai ospite assiduo di questa rubrica, si avvale della collaborazione di Alessandro Cimino, giovane laureando in informatica ed esperto in ricerche bibliografiche. E, come già il primo volume della trilogia, anche questo si arricchisce della prefazione di Piero Angela.

Scopo principe di questa terza fatica di Dobrilla (Medicina “insolita” per non medici, C1V Edizioni) è rammentare errori o misfatti in ambito medico che il cittadino spesso ignora o dimentica, e aprire gli occhi di molti ingenui sulle fantasmagoriche bufale che vengono frequentemente propinate loro dai media, da giornalisti superficiali, da pseudo-medici e talora (purtroppo) anche da medici.
Come nei due precedenti volumi, ma forse con anche maggiore incisività, Dobrilla richiama l’attenzione sia su temi molto seri (come l’ingerenza della magistratura su alcune questioni mediche e che non possono essere risolte dalla legge degli uomini), sia su argomenti curiosi e divertenti, per informare senza annoiare, ma sempre con l’intenzione di aiutarci a capire come stanno le cose.

Il volume è strutturato in 7+2 sezioni dedicate rispettivamente a:

1. Medicina, magistratura e politica;

2. Pseudoscienze: inconsistenza, rischi e corresponsabilità;

3. Disinformazione e pseudo-divulgazione scientifica;

4. Prevenzioni che contano;

5. Apparato cardiovascolare: notizie utili;

6. Apparato gastrointestinale: notizie utili;

7. Malattie difficili e strane.

L’ottava sezione tratta di una miscellanea di circostanze non catalogabili nelle prime sette, e non mancherà di stuzzicare l’interesse di chi legge. Dove vivere gli ultimi giorni di vita, a casa o in ospedale? L’uso dei cellulari fa veramente correre dei rischi? Le donne sono discriminate anche in medicina? Lo stress post-traumatico dopo la tragedia delle Torri Gemelle può persistere dopo molti anni? Che differenza c’è tra razza ed etnia?

La nona sezione è dedicata alle curiosità paramediche, e Dobrilla ci rende edotti sul significato medico di essere transessuale, di subire la castrazione, di essere innamorati e di molte altre circostanze, inclusa la relazione tra salute e tennis (l’Autore è stato campione mondiale per la categoria amatoriale dei medici).

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8 Commenti

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  1. Buongiorno Gianluca:
    Tu li vedi i vigili che vanno normalmente in un campo rom, quando mai.
    La presenza del covid 19 nei campi rom-sinti è fortissima solo che nessuno li controlla, il problema è che girano come vogliono diffondendo la malattia, come i clandestini che si muovono senza regole.
    A tal proposito dovete sapere che si favorisce l’accoglienza agli immigrati positivi al covid19 a motivo protezione umanitaria.
    L’ingerenza della magistratura ha stabilito e deciso con il Tribunale civile di Milano mediante una serie di ordinanze depositate poco prima di Natale:
    “Quando questo dovesse apparire un rischio tale da aggravare ulteriormente uno straniero già vulnerabile”.
    Aggiungo un sorriso.
    Dottore dottore, ti voglio tanto bene, ma meno ti vedo e meglio mi sento.

    • D’accordo, però se è vero che il Covid19-20-21 è una malattia che non lascia scampo e porta rapidamente al decesso miliardi di persone, come mai costoro non muoiono come le mosche e, pur malati come dici tu, scorrazzano per le nostre città senza problema alcuno? Non è che ci stanno a….
      P.S. Viva i medici, viva le farmacie e viva gli ospedali, sia chiaro, io cerco solo di tenermi alla larga, è un mio diritto e secondo me, anche un mio dovere.

      • Gianluca, ci leggiamo spesso e sai che abbiamo un’ottima affinità di pensiero, la penso come te.
        Il covid19 è come un colino che porta alla morte dai settantenni in poi o chi ha altre sofferenze che lo indeboliscono come nel mio caso, meglio stare alla larga.
        Il virus è stato enfatizzato per tenerci sempre a testa bassa evitando altre soluzioni troppo faticose per i somarelli, mentre per l’argomento rom, clandestini, cinesi è blindato dal governo, nessuno sa niente di preciso.
        Gli hanno messo la coperta della vergogna per la disparità di trattamento.
        Tuttavia i rom, vivendo nel degrado e la sporcizia hanno sviluppato maggiori anticorpi, basti pensare che da quando sono in gestazione corrono scappando dagli scippi, nella vita fanno un lavoro da funamboli, camminano sui cornicioni, saltano i balconi, passano attraverso i muri, salgono per le grondaie e ti va bene se scappando non si fanno male, altrimenti gli devi risarcire il danno.
        Vanno in ferie nel loro paese d’origine in cui hanno accumulato notevoli ricchezze e come passatempo spacciano, trombano le donne degli altri con gentilezza e occupano abusivamente le case che il governo deve provvedere a riparare.
        Poverini devono essere risarciti dalle sofferenze fascio-naziste dal 1945 in poi, niente tasse, luce acqua e gas a carico dei contribuenti.
        Certo che non vogliono integrarsi, non sono stupidi.
        Meglio che mi fermo.
        Saluto fraterno Gianluca.

  2. Vi racconto questa e magari domani morirò ma non me frega un tubo: ho imparato che se uno riesce a stare alla larga da ospedali e studi medici ne ha risolto la metà. Cerco di vivere bene, di mangiare bene, dormo regolare e non ho vizi particolari, Ho sempre praticato attività sportiva, rifuggo le persone portatrici di negatività e se ho qualche disturbo, lo curo cercando le cause e mettendomi a riposo, confidando nei miei anticorpi. Che devono essersi ben sviluppati se il mio medico di famiglia l’ultima volta che mi ha visto, circa 25 anni fa, è stato per farmi un certificato di idoneità alla pratica sportiva. Domanda finale: perchè i rom non muoiono in tenera età, pur vivendo in condizioni igieniche precarie? E quanti sono ad aver preso il Covid, ad essere morti di Covid?

    • Meglio non usare le medicine se si può, ma quando servono possono essere veramente utili. I beta bloccanti per gli asmatici, per esempio. Gli antibiotici (se usati correttamente) per le infezioni batteriche.

      Anche un banale antiinfiammatorio topico nel caso si prenda una botta accelera quel che succede normalmente.

      L’importante è non abusarne, o pensare che ci sia una medicina per tutto (quello che il Prof.Garattini chiamava “medicalizzazione della società”).

    • @gianluca
      Anch’io la pensavo come lei. Quasi mai visto il medico. Vita sana, sport, buon cibo, lavoro e famiglia.
      Poi un giorno, a causa di una tonsillite trascurata, mi son beccato una malattia asintomatica e autoimmune che ha rischiato di rovinarmi i reni. L’ho scoperta solo grazie all’insistenza di mia moglie che mi costrinse a fare degli esami di controllo insieme a lei.
      Grazie a quegli esami provvidenzialmente “preventivi” la malattia non è degenerata e dopo circa 30 anni dalla diagnosi, seppur con controlli di routine (ormai è cronica) e le terapie del caso, vivo benissimo continuando a lavorare, far sport e mangiar bene (vivo in campagna e coltivo il mio orticello).
      La morale che ne ho tratto (anche a seguito della prematura morte di mio cognato che si sentiva menomato a ricorrere al medico) è che far visita al medico ogni tanto per esami di controllo, soprattutto dagli “anta”, è propedeutico a sana e lunga vita.

  3. Da noi le cose vanno particolarmente male perché i 5s, coerentemente con la loro lotta agli sprechi, hanno deciso che, se é pur vero che uno vale uno, un cervello a testa é, appunto, uno spreco, ne deve bastare uno per tutti. Quello di chi ? Ovviamente quello di Travaglio.
    P.S. L’unico dei 5s ancora in possesso di un cervello personale é Sileri, ma da solo non può fare più di tanto. Comunque é meglio che non si sappia, altrimenti glielo requisiscono subito.

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