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Draghi, meglio un padrone che un azionista - Seconda parte

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Per quel che vale (nulla) la ringrazio, caro dottor Draghi, perché si sta comportando da Ceo, quelli veri, votati a fare gli interessi degli shareholder, non di loschi azionisti che perseguono ricchi “spezzatini”. Mi dicono che ascolti pazientemente tutti, poi decida, da solo, di norma all’opposto dei suggerimenti ricevuti. Esattamente come facevano alcuni illuminati “padroni” di un tempo: ascoltavano i maggiordomi, i questuanti, il podestà, l’arcivescovo, per ultima la più saggia di tutti, la loro vecchia tata, poi decidevano.

Noi cittadini tenuti per un quarto di secolo ai margini, è ovvio che piuttosto di essere comandati da ignobili fattori o maggiordomi, preferiamo il “padrone”. Per mal che vada lui almeno sarà paternalista, come quelli.

Riccardo Ruggeri, 19 giugno 2021

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