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La ricerca farmaceutica corre…a fare annunci

La ricerca farmaceutica corre
La ricerca farmaceutica corre

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La guerra ora è sulla comunicazione. A leggere i lanci delle agenzie di stampa si ha chiara la sensazione che ci sia tanto che bolle in pentola e che nessuno voglia perdere l’occasione di dire ce l’ho io la panacea per cancellare una volta per tutte il problema Covid-19.

Oggi persino i mercati finanziari se ne sono accorti, mercati che hanno presso a correre ancor prima di aprire.

I future sugli indici americani, nella tardissima serata di ieri segnavano già i forti rialzi che poi sono stati confermati all’apertura vera e propria. L’euforia nasce per le dichiarazioni di una casa farmaceutica americana che ha dichiarato di aver testato su circa 130 persone un nuovo antivirale e di averne verificato l’efficacia.

La notizia è arrivata direttamente da Bloomberg e da quel momento l’intonazione dei mercati finanziari che negli ultimi giorni era stata contrassegnata da forte volatilità, ha cambiato subito orientamento.

Eppure proprio oggi i responsabili dell’OMS (organizzazione mondiale della sanità) hanno invitato tutti i Paesi del Mondo a fare attenzione alla Pandemia, una Pandemia che proprio l’OMS aveva ritardato a dichiarare tale, scatenando, nelle ultime ore, l’ira del presidente americano Donald Trump ed il sospetto di essere, in qualche modo, invischiata nell’operazione Pandemic Bond lanciata dalla World Bank nel 2015 e di cui abbiamo abbondantemente parlato nell’articolo che segue.

Ma torniamo al farmaco che ha scatenato l’euforia finanziaria delle ultime ore e che è stato già testato sull’uomo.

L’Università di Chicago Medicine ha reclutato 125 persone affette da Covid-19. Di queste, 113 erano malate gravemente. Tutti i pazienti sono stati trattati con infusioni quotidiane di Remdesivir (questo il nome del farmaco).

La notizia è che la maggior parte dei pazienti è stata dimessa, dicono dal’Università di Chicago. La notizia non è uscita in forma ufficiale ma “rubata” da una registrazione interna.

In termini scientifici, tutti i dati sono aneddotici fino alla lettura dell’intera sperimentazione, il che significa che non dovrebbero essere utilizzati per trarre conclusioni definitive. Tuttavia è bastato questo per scatenare rialzi degli indici.

Ma intanto la sorpresa più grande è che letto il resoconto di Bloomberg dagli USA, facendo ricerche sul farmaco è apparso tra i tanti link anche quello del sito dell’AIFA l’agenzia italiana del farmaco.

https://www.aifa.gov.it/web/guest/-/covid-19-aifa-autorizza-programma-di-uso-compassionevole-con-remdesivir

Dove appare chiaro che il farmaco americano non solo non è sconosciuto, ma viene anche fornito a pazienti:

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato il programma di uso compassionevole del medicinale antivirale Remdesivir nei soggetti con polmonite da COVID-19. Tale programma è attivo in 10 centri clinici italiani.

Insomma la velocità con cui si stanno cercando soluzioni corre più dell’informazione stessa. Ciò che in Italia viene già utilizzato negli USA genera un effetto positivo sui mercati finanziari.

Mentre mi preparo a scrivere le ultime righe di quest’articolo ricevo un’altra agenzia fa riferimento ad un altro centro farmaceutico, stavolta in Israele.

https://www.jpost.com/HEALTH-SCIENCE/Israeli-scientists-In-three-weeks-we-will-have-coronavirus-vaccine-619101

Insomma le soluzioni sembrano vicine, tanto vicine che da più parti non solo si corre nella ricerca, ma soprattutto si corre a comunicare quanto la ricerca sia quasi sul filo di lana della gara intrapresa. E’ come se ogni casa farmaceutica volesse dire (visti gli enormi interessi in gioco) “IO CI SONO”

Staremo a vedere.

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