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Le insidie del turismo

Le insidie del turismo
Le insidie del turismo

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Tra qualche giorno potrà dirsi conclusa la stagione turistica 2022. La prima dopo un lungo periodo di incertezze e restrizioni dovute alla pandemia.

Iniziata con ritardo e qualche incertezza la stagione turistica ha dimostrato come il settore è la risorsa principale del Paese. Travolgente è la velocità con cui riesce a riorganizzarsi. I dati di presenze e arrivi per quasi tutte le località dimostrano che  nel 2022 è mancato poco per riconfermare i numeri del 2019 ed in alcune località a vocazione turistica internazionale i mesi di giugno, settembre ed ottobre sono stati da record con presenze superiori a quelle pre-pandemia.

Per certi versi la crisi pandemica è servita per sensibilizzare molte amministrazioni regionali sulla importanza strategica del turismo e quindi sulla necessità di investimenti in marketing e programmazione. In questo senso gli esempi del Trentino Alto Adige e della Puglia sono stati imitati anche da altre amministrazioni regionali come Veneto, Abruzzo, Umbria, Marche ed i numeri hanno premiato queste scelte. In questo contesto “competitivo” rappresenta un caso di studio la Sicilia dove ad una innovativa campagna di promozione con premialità si è affiancata una rilevante attività di aziende – Averna, D&G, Birra Messina, Condorelli – che promuovono il loro brand raccontando la Sicilia. 

Il fermento del settore si è toccato con mano anche alla fiera Internazionale del Tursimo di Rimini, conclusa pochi giorni fa, dove si è appreso che il booking 2023 per molti tour operator è già completo.

Nonostante questi positivi risultati, la stagione turistica ha messo in evidenza le fragilità di un settore completamente cambiato da due anni di pandemia e da una crisi energetica insopportabile.

Il primo problema in ordine di urgenza è rappresentato proprio dalla crisi energetica che ha visto lievitare i costi di energia oltre il 300%. Aumenti che rendono  le attività turistiche a forte rischio chiusura. Il costo dell’energia è per il settore turistico un problema strategico che il governo dovrà affrontare con urgenza e chiarezza, considerando che le agevolazioni per le energie rinnovabili poco incidono sulla tenuta delle aziende per il fatto che, oltre il 60% del turismo italiano è in località a vincolo pasaggistico ed archeologico.

Il secondo problema è invece legato al forte indebitamento che le aziende turistiche hanno accumulato in questi due anni di pandemia. Buona parte del debito è garantito dallo Stato per cui è auspicabile che il Governo promuova a breve una moratoria sui debiti, atteso che due anni di bilanci in perdita hanno compromesso pesantemente il rating aziendale. In questo contesto precario si inserisce il fallimento della prima gestione dei fondi PNRR – procedura ex art. 1 DL 152/2021 “SuperBonus Alberghi”. Sono stati ammessi a finanziamento n. 3700 progetti per un importo medio di agevolazione pari a euro 162.000, in totale euro 600.000.000. L’importo dell’agevolazione riconosciuta è in molti casi inferiore al 30% dell’investimnto da realizzare e questo elemento determinerà che molte aziende non potranno procedere agli investimenti e di conseguenza i soldi impegnati del PNRR non saranno utilizzati. Questa riflessione è ancora più veritiera se si considera che gran parte dei preventivi presentati a febbraio già ad ottobre 2022 non sono attualizzabili per il rincaro dei prezzi  delle materie prime che in molti casi è superiore al credito d’imposta riconosciuto. Per i bandi futuri è auspicabile adottare formule agevolative più immediate e semplici. Molti operatori auspicano un credito d’imposta che azzeri gli interessi passivi da pagare su un finanziamento bancario erogato a fronte degli investimenti aziendali da effettuare.

Il terzo problema è il più insidioso, nel corso del 2022 il guest rating online di molte località turistiche italiane è peggiorato rispetto a quello degli anni precedenti. Questo fenomeno non va sottovalutato e va esaminato congiuntamente con un altro dato relativo alle recensioni che soprattutto gli ospiti stanieri hanno lasciato per molte strutture ricettive inserite nella top ten di località (TripAdvisor). A leggerle ci si accorge che una delle denunce più comuni è quella inerente la scarsa professionalità nel fornire servizi di ospitalità. Inutile continuare ad ignorare il problema della disponibilità di manodopera specializzata nel settore del turismo. Purtroppo, la stagionalità e la flessibilità degli orari sono il limite da superare in una società del lavoro il cui modello ideale è l’ufficio pubblico.

Gianofrio Pagliarulo, 1 novembre 2022