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L’Economia del Vino in Campania

Economia e numeri del vino in Campania

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La Campania Felix, terra di antichi e pregiati vitigni, vanta una produzione vinicola di forte tipicità, apprezzata e riconosciuta in tutto il mondo. Il vino campano è frutto di una storia millenaria, che trova le sue radici in antichissimi insediamenti, con la presenza, ancora oggi, in molti vigneti, di ceppi plurisecolari.

I “vini degli imperatori”, dalla Vitis Ellenica, al Vinum Album Phalangium e la Vitis Apiana, citati da Virgilio, Plinio, Cicerone, e Marziale, sono gli antenati del Greco di Tufo, della Falanghina e del Fiano. A testimonianza di questa antichissima storia, oggi si possono vedere nelle aree archeologiche di Ercolano e Pompei anfore ed affreschi che testimoniano come, anche allora, il vino fosse un elemento centrale nell’economia e nella società del tempo. Nessun altro territorio al mondo può vantare questa narrazione storica del vino.

La Campania si presenta con una straordinaria ricchezza varietale, unica al mondo, fatta da oltre 100 vitigni autoctoni. Da questo territorio, grazie all’oculata scelta di produttori, che hanno scelto di puntare sulla varietà locali, nonché alla stessa diversità territoriale e delle zone climatiche, nascono vini fortemente caratterizzati dal punto di vista aromatico.

Non a caso il vino, della Regione Campania più che altrove, è in perfetta armonia con l’ambiente che lo circonda. In quanto, nei secoli, ogni area di produzione è andata selezionando i propri vitigni. Oltre alla presenza di vitigni storici, la Campania si caratterizza per la molteplicità di ambienti vocati alla coltivazione della vite, ciascuno con le sue specificità.

Tra di essi, è possibile distinguere, in linea generale un:

  • nucleo costiero,
  • nucleo vulcanico
  • nucleo afferente alle aree interne.

Ogni zona ha selezionato nei secoli i propri vitigni, che nel tempo si sono perfettamente adattati alla geografia dei luoghi, entrando in completa sintonia con l’ambiente e il territorio. Alcuni vitigni – come nel caso dei caratteristici terrazzamenti delle Costiera Amalfitana e Sorrentina, e delle isole di Ischia, Capri e Procida – si sono adattati al mare e alla salsedine, dando origine a vini noti e prestigiosi.

Altri vitigni si sono invece conformati ai terreni vulcanici, ricchi di ceneri e lapilli, nelle terre del Vesuvio, delle solfatare di Pozzuoli, degli Astroni, del vulcano Roccamonfina, etc. Nelle aree interne, caratterizzate da inverni più rigidi e piovosi, e da terreni per lo più argillosi che hanno subito l’influenza dell’attività vulcanica nel corso dei secoli, le “viti della terra” della Campania hanno generato vini di grande eleganza.

Nelle vigne interne spiccano il Greco, e il Fiano, entrambi DOCG dal 2003, e la Falanghina che dona il suo nome alla DOC campana più diffusa, la “Falanghina del Sannio“. Su tutti primeggia l’Aglianico, un vitigno antichissimo, noto da tempo nel panorama internazionale, che ha originato vini di eccellente qualità: il Taurasi, in provincia di Avellino, primo come DOCG dell’Italia meridionale; l’Aglianico del Taburno, ultima tra le DOCG campane; il Falerno del Massico, dalle origini antichissime, e il Galluccio, in provincia di Caserta; ancora le varie altre tipologie della DOC Sannio, e il Cilento, in provincia di Salerno.

Articolate sul territorio, le Denominazioni di Origine Protetta (DOP) sono presenti in Campania con 4 DOCG, 15 DOC e 10 IGT. Ciononostante, la percentuale di vino campano “certificato” supera di poco il 30% del totale prodotto (la restante parte riguarda la produzione di vini da tavola non a marchio), contro il 70% nelle principali regioni vitivinicole italiane. La Campania rappresenta il 15% della produzione del Mezzogiorno, con un fatturato che, negli ultimi anni, si avvicina ai 350 milioni di euro. L’internazionalizzazione dei vini a marchio registra una crescita costante che ci pone al primo posto tra le regioni italiane per l’aumento delle esportazioni nell’ultimo decennio, con un incremento del 250% e con una crescita dei vini a marchio DOP e IGP ad un ritmo maggiore della media nazionale (+18,4%).

L’economia e i numeri del vino testimoniano la ricchezza che la Campania può esprimere in termini di enoturismo nel legame con la cultura, la bellezza, le tradizioni e la storia dei luoghi di produzione. Dobbiamo solo narrare bene questo favoloso tesoro e proporre “Wine Experience” innovative, legandole alla nostra storia, alla cultura delle genti e alla bellezza del paesaggio.

Eugenio Gervasio

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