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L’innovazione non ammette improvvisazione

Mettiamo il focus del digitale al servizio dello sviluppo di imprese, territori e comunità locali

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Nello scenario economico italiano, le PMI ricoprono un posto speciale. Esse rappresentano, infatti, ben il 92% delle imprese attive sul territorio nazionale e, anche in virtù del fatto che generano da sole l’82% dell’occupazione, svolgono un ruolo altamente strategico per la ripresa economica e sociale del Paese.

A molte di queste imprese, inoltre, corrisponde spesso un ridottissimo numero di dipendenti o rispondono essenzialmente ad un unico professionista, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che ciò comporta.

Buona parte delle piccole imprese che popolano l’ecosistema produttivo italiano, infatti, hanno esigenze particolari commisurate alle loro dimensioni e difficilmente riescono a intercettare i trend del cambiamento e le iniziative di supporto che sono spesso concepite per soddisfare le esigenze dei grandi gruppi.

Oggi, il focus delle iniziative di supporto alla digitalizzazione deve essere riorientato e messo al servizio delle PMI, dei territori e delle comunità locali con un approccio che parli a tutti in termini semplici, diretti ed efficaci.

Una recente ricerca CNA ha mostrato che tra le aree di maggiore interesse da parte delle PMI vi sono tutti aspetti che riguardano la trasformazione digitale tra cui:

  • la creazione e l’indicizzazione di un sito,
  • l’organizzazione interna,
  • il marketing innovativo,
  • l’assistenza evoluta al cliente,
  • lo sviluppo del commercio elettronico.

Ciò che cozza, però, con la loro capacità di accedere effettivamente a finanziamenti, formazione e sostegno nello sviluppo innovativo. Secondo uno studio di Confindustria e Cerved, invece, il covid non ha fatto altro che esacerbare una situazione che per le PMI, già dal 2017, viveva una fase difficile, sintomo che oggi non si può più davvero fare a meno di una profonda rivisitazione in chiave digitale coerente con l’ecosistema produttivo e coordinata tra tutti gli attori.

L’Italian Digital Hub è nato per offrire costante supporto alle piccole imprese in virtù di una vasta rete di  oltre 250 professionisti dislocati sul territorio e specializzati nel sostenere lo sviluppo digitale delle PMI e la valorizzazione delle comunità locali nelle quali sono inserite.

In tanti parlano di digitale e di soluzioni tecnologiche, ma pochi sanno davvero di cosa si tratta. È arrivato il momento che gli improvvisati del digitale si mettano da parte e permettano agli altri di far crescere le filiere.

La predisposizione di una rete capillare di centri specializzati nel servizio alle imprese/PMI sul tech tranfer è di fondamentale importanza. Tra smart e south working, poi, le imprese sono diventate ancora più “diffuse” nei territori, permettiamo loro di svilupparsi in armonia con il contesto circostante attraverso iniziative mirate, semplici e fruibili grazie anche alla collaborazione degli enti di prossimità territoriale che possono giocare un ruolo determinante nella ripresa economica post pandemia contribuendo a valorizzare davvero le eccellenze di cui è ricca la nostra imprenditoria e il nostro territorio.

 

Maurizio Pimpinella

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Geogio
Geogio
18 Marzo 2021 20:36

Articolo lodevole, ma siccome e’ il mio territorio mi permetto un commento populista: e’ ancora troppo un argomento lasciato agli stregoni. Ricordo come ieri quando feci un corso di scrittura dos, vanificata quasi subito dall’avvento del mouse e del sistema windows. al corso che mi offriva l’azienda (era incluso nell’acquisto dei pc) partecipavano giornalisti, managers, professionisti. io che ero un giovane apprendista, avevo la sensazione di partecipare ad una societa’ segreta di carbonari. In realta’ ho imparato poi con gli anni, non e’ la conoscenza tecnica che fa’ il successo nell’impresa. sono solo dei strumenti che l’impresa dovrebbe avere familiari come familiare e’ adesso mandare una mail. Chi si ricorda cosa era il telefax, sacro strumento che solo pochi eletti avevano il permesso di usare, mi puo’ capire. L’azienda dovrebbe avere chiara la missione, e nel suo corpo, per affrontare “l’impresa”, il digitale e’ solo uno dei tanti strumenti che bisogna saper usare come sappiamo usare una penna, il telefono, le mail, una calcolatrice, il gestionale, il crm, il marketing, eccetera. Per carita’, utilissimo il digital hub di supporto. Ma e’ come dire, per tornare alle battuta populista, non ho bisogno di saper scrivere, se devo scrivere una lettera chiamo uno che sa farlo. Un secolo fa era diffuso, beh, io direi che se vuoi fare l’inprenditore e’ meglio che… Leggi il resto »

Fabry
Fabry
18 Marzo 2021 18:14

Buon pezzo. ottimi spunti. concordo in particolare con una Sua affermazione :
“….In tanti parlano di digitale e di soluzioni tecnologiche, ma pochi sanno davvero di cosa si tratta.”.
Non nel senso che io sia un esperto. Tutt’altro. ma vede…..chi è stato dipendente e poi imprenditore per decenni…..diciamo che annusa il “fumo”.
Basterebbe analizzare l’ hashtag #marketing o digitale su Linkedin per sentire odore di fumo e vendita di corsi o siti lontano kilometri.
All’imprenditore interessa lo sviluppo del proprio brand e la diffusione e crscita di quote di mercato del proprio prodotto. i “mezzi” rimangono mezzi. se poi innovazione è un concetto che cambia anche il parametro del fare impresa, allora ha ragione Lei. ovvero :

Non può esserci un upgrade formativo e investimenti in tecnologia o marketing che non siano supportati da un robusto supporto FINANZIARIO.
Perchè vede, siccome siamo in Italia, il fenomeno surreale è che vengano stanziati fondi per la (giusta) riqualificazione del lavoro dipendente, e la cosa si faccia un po “eterea” se si parla di fondi per la riqualificazione imprenditoriale. cosa che peraltro avrebbe riflessi positivi anche su tutto il resto del comparto lavorativo. questa la mia modesta opinione. e visto che si scatena la corsa a saltare sul carro del Recovery……Le auguro buone gambe !!