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Come influenzare le società in cui investiamo: i sei temi caldi del 2022

Investire in Borsa oggi per un piccolo risparmiatore non significa più solo far fruttare i propri risparmi, evitando che l’inflazione corroda, come farebbe un acido con il metallo, il denaro accantonato sul conto corrente ma anche spingere le società in cui si investe a migliorarsi sotto il profilo ambientale, sociale e di governance, creando un circolo virtuoso con evidenti benefici per tutti. Tutto questo avviene grazie all’approccio attivo con cui la casa di investimento prescelta seleziona e analizza le società prima di inserirle nei propri fondi e ne monitora quindi i progressi interagendo con le stesse in modo continuativo: è quello che gli addetti del settore chiamano “engagement”, un “coinvolgimento” per raggiungere insieme gli obiettivi Esg prefissati e quindi aiutare il Pianeta, con riflessi positivi anche in termini di rendimenti finanziari. Se Schroders decide di investire in una società “lo fa nella convinzione di poter proteggere e accrescere il valore dellinvestimento” e quindi il denaro del risparmiatore “grazie alle attività di azionariato attivo e di engagement”, sottolinea Kimberley Lewis, Head of Active Ownership del big del risparmio anglosassone che abbraccia questa filosofia dal 2000 e gestisce un patrimonio di 871,3 miliardi di euro su scala globale.

 

Accanto alle aziende per aiutarle a vincere le sfide Esg

Kimberley Lewis, Head of Active Ownership di Schroders

Il “filtro” da superare per essere ammesse nei fondi è a maglie strette e vede intrecciarsi i pareri dei gestori di portafoglio e degli analisti finanziari a quelli del team di investimento sostenibile, così da puntare al massimo risultato sia dal punto di vista ambientale sia del rendimento.  L’interazione con le società si sviluppa attraverso incontri con il management, i membri del CdA o i responsabili di aree specifiche, e confronti con i consulenti e gli stakeholder della società. Rientrano nell’analisi – sottolinea Hannah Simons, Head of Sustainability Strategy di Schroders – la struttura della governance e la relazione con i principali stakeholder: dipendenti, clienti, comunità, ambiente, fornitori e autorità normative. Tutto è quindi pensato per conoscere le singole aziende, toccare con mano l’efficacia delle loro strategie e se necessario – prosegue Kimberley Lewis – chiedere loro di cambiarle. Il percorso culmina quindi nel voto in assemblea e financo nella possibilità di disinvestire se la società non ha raggiunto gli obiettivi sperati. Tale lavoro è poi tradotto in report trimestrali, redatti con il fine di tenere traccia degli interventi effettuati e dei progressi riscontrati. Un modo non solo per migliorare l’approccio, ma improntato alla massima chiarezza: “I clienti ci chiedono spesso informazioni sui progressi. La trasparenza del processo è fondamentale anche per permettere ad altri soggetti di chiederci conto delle scelte operate in qualità di investitori”, rimarca Hannah Simons.

 

Dalle emissioni all’inclusione: ecco le sei priorità del 2022

Andrew Howard, Global Head of Sustainable Investment di Schroders

Schroders ha individuato sei direzioni chiave su cui baserà la sua attività di pressing sulle società e ha lanciato uno specifico strumento, Engagement Blueprint, stabilendo nuovi standard per l’azionariato attivo. “Siamo in un’era di transizione in diverse aree chiave, tra cui il cambiamento climatico, l’uguaglianza e la diversity. I vecchi modi di lavorare vengono stravolti e le aziende hanno più che mai bisogno di adattarsi per prosperare. In quanto gestori attivi, abbiamo un ruolo cruciale da svolgere nel sostenere questa transizione. L’engagement è uno degli strumenti importanti che possiamo usare per influenzare le aziende in cui investiamo”, spiega Andrew Howard, Global Head of Sustainable Investment, Schroders. Questi nuovi obiettivi nellambito della sostenibilità si applicheranno a tutti i desk azionari e obbligazionari del big inglese e faranno parte degli obiettivi di performance personali dei gestori di fondi. Ecco gli obiettivi uno per uno:

  1. Il taglio alle emissioni, il cui trend proseguirà malgrado la guerra in Ucraina: “Continueremo a chiedere a tutte le società in portafoglio, in particolare quelle più esposte, di fissare degli obiettivi chiari” nella lotta climatica, assicurano Kimberley Lewis e Andrew Howar rimarcando che anche il gruppo è impegnato ad azzerare le proprie emissioni nette.
  2. La lista delle priorità prosegue con la Biodiversità: limpatto delluomo sullambiente sta accelerando a un ritmo allarmante, rendendo pressante il problema delle risorse e quindi della deforestazione (qui la testimonianza nell’ambito di MyStory di una azienda che svedese che compensa il carbonio piantando alberi), dell’agricoltura e della produzione sostenibile di cibo, nonché della gestione dei rifiuti.
  3. Schroders continuerà il dialogo con le aziende anche sulle modalità con cui esse gestiscono il capitale umano post pandemia (dallo smartworking alla salute-sicurezza dei lavoratori) a partire dalla Gig economy.
  4. Grande importanza sarà data anche al tema dell’inclusione: il pressing per la differenza di genere nei consigli di amministrazione si allargherà ai team esecutivi e alla forza lavoro in senso lato, considerando la diversità razziale, socioeconomica e Lgbt. Schroders in particolare, a partire dal 2022, voterà contro il presidente del comitato nomine di qualsiasi società del paniere Ftse 100, il principale indice della Borsa di Londra, che non soddisfi il requisito della diversity e dell’inclusione.
  5. Completano quindi il quadro i diritti umani – dove l’obiettivo dell’attività di engagement sarà incrementare ladozione e lintegrazione degli UN Guiding Principles on Business & Human Rights (Ungp), di cui ricorre il decennale nel 2022.
  6. L’ultimo tema è quello della governance, su cui Schroders si aspetta di vedere un maggiore controllo sui registri di voto e sulle decisioni degli azionisti, in particolare riguardo al clima, oltre a un aumento nella reportistica dei parametri che misurano la sostenibilità.

 

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