Non è vero che è necessario andare a prendersi rischi elevatissimi su azioni e bond o arrivare persino a scommettere sulla roulette delle cripto per ottenere un rendimento extra e fare meglio del mercato. Ci sono delle valide opportunità anche nel “tranquillo” settore delle obbligazioni societarie investment grade, cioè quelle che il mercato considera più affidabili. Bisogna però avere la vista aguzza per individuare i bond sottovalutati. Per riuscirci – spiega Julien Houdain, Head of Global Unconstrained Fixed Income della società d’investimento globale Schroders – il modo migliore è adottare un approccio ibrido, dove si uniscono il fattore umano e la potenza di calcolo automatizzato. Vediamo perché e come fare.

Differenza tra quotazione e valore fair
Il mercato del credito vale diverse migliaia di miliardi solo nel segmento investment grade; tale vastità comporta inevitabilmente alcune “sviste”. Ed è proprio sfruttando il divario tra la quotazione di una obbligazione e il suo fair value (valore equo) in termini di fondamentali e di competitor che si può guadagnare grazie all’approccio ibrido. “Se si investe solo nelle aree su cui il mercato si concentra, si avranno rendimenti simili ai suoi. Viceversa, puntare sulle aree trascurate può generare rendimenti superiori, semplicemente tramite una selezione attenta delle obbligazioni”, sintetizza l’esperto di Schroders.
Gli aspetti che il mercato trascura
Ma quali sono gli aspetti su cui il mercato sovente non presta la dovuta attenzione? Si va dai margini di profitto alla leva finanziaria di ciascuna società. Ecco perché la bussola per orientarsi è data dalle analisi dei fondamentali di bilancio e delle proiezioni degli analisti. “Una volta determinato il valore equo dell’obbligazione, si potrà acquistare quello ritenuto sottovalutato e rivenderlo una volta raggiunto il prezzo target”, spiega Houdain (vedi grafico).

Le regole per costruire il portafogli
Per fare tutto questo su vasta scala, è utile impiegare regole predefinite e algoritmi per identificare obbligazioni sottovalutate e sfruttare le relative opportunità di ritorno. Si otterranno così tre grandi vantaggi:
- sfruttare al massimo la grande potenza di elaborazione della macchina per scandagliare il mare magnum delle obbligazioni. Sono infatti oltre 12mila i bond quotati solo considerando le emissioni in dollari ed euro.
- Seguire un modello di investimento codificato rende certa la costruzione del portafoglio che avrà così un’esposizione neutrale sia al rischio di mercato sia a quello di tasso di interesse, un livello di trasparenza che supera già quello degli approcci tradizionali.
- Eliminare i rischi comportamentali, grazie alla “disciplina” della macchina nel rispettare. Questo significa che non esiste una “migliore idea” con cui identificarsi emotivamente: un’obbligazione viene semplicemente venduta quando raggiunge il valore equo stimato.
Ma c’è bisogno di un tocco umano
Anche i processi di calcolo più sofisticati non sono tuttavia infallibili. Da qui la scelta di Schroders di chiedere ai propri analisti di approfondire tutto ciò che non può essere rilevato da un approccio esclusivamente sistematico, così da evitare rischi inutili e appunto cogliere delle opportunità. Per guadagnare con i bond occorre in sintesi un approccio ibrido e attivo. Questo, conclude Houdain, consente “di adeguarsi alle dinamiche di mercato in modo molto più efficace rispetto alle strategie passive. E offre la granularità e la sofisticazione necessarie per sfruttare appieno i benefici di una buona diversificazione all’interno di un medesimo settore, dove due obbligazioni possono reagire in modo diverso agli stessi eventi di mercato”.

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