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I Megatrend battono l’inflazione, ecco perché

Le banche centrali hanno avvertito gli investitori: la lotta contro l’inflazione è lontana dall’essere vinta e proseguirà fino a raggiungere l’obiettivo, anche a costo di innescare una recessione. Che cosa fare allora in Borsa per evitare che la corsa dei prezzi eroda il potere d’acquisto del denaro lasciato sul conto corrente? Una buona soluzione è puntare sui “Megatrend”, le tendenze strutturali di lungo periodo che promettono di costruire il mondo nei prossimi anni: dalla transizione energetica alle infrastrutture, dall’immobiliare fino alla digitalizzazione o all’intelligenza artificiale.

David Docherty, Investment Director – Thematics di Schroders

A fare la differenza è tuttavia anche in questo caso la selezione perché, avverte Schroders, il caro vita impatta in modo diverso su ciascun megatrend. E ognuno di essi vede ulteriori distinzioni al suo interno: “Ogni tema è diverso dall’altro, quindi non saranno tutti influenzati dall’inflazione allo stesso modo”, premette David Docherty, Investment Director – Thematics del colosso inglese con oltre 898 miliardi di dollari in gestione e 37 sedi nel mondo. E anche all’interno di un singolo megatrend, ci sono asset che rispondono in modo diverso alla crisi in corso. Vediamo allora un megatrend alla volta con l’aiuto di alcuni gestori del gruppo finanziario internazionale.  Con una premessa: la febbre dei prezzi, lontano dall’essere “transitoria” come speravano molti banchieri centrali, si sta allargando dai beni ai servizi e potrebbe attestarsi globalmente al 7,2% a fine anno, un livello più che dopo rispetto al 2021 (3,4%), per poi scendere al 4,3% nel 2023, secondo le stime di Schroders.

 

Mattone e digitalizzazione

Tom Walker, Portfolio Manager di Schroders

L’immobiliare è tra i settori che meglio reagiscono all’inflazione anche perché l’aumento del costo dei materiali disincentiva l’apertura di nuovi cantieri con l’effetto di rivalutare gli edifici esistenti. “Molti contratti di locazione prevedono impegni espliciti per aumenti di canone legati all’inflazione”, ricorda Tom Walker. Per cogliere le occasioni migliori, è tuttavia fondamentale una attenta analisi per distinguere gli immobili essenziali (come abitazioni e ospedali) o molto richiesti (come centri dati e alloggi per studenti) da quelli invece dove i proprietari hanno meno forza contrattuale complice la nuova normalità post Covid, per uffici e spazi commerciali. Importante poi l’ubicazione per strappare prezzi più elevati.

 

 

Transizione energetica

Alex Monk, Portfolio Manager di Schroders

L’aumento dei costi e la stretta dei tassi interesse hanno inciso sulla redditività di molti gruppi dell’energia: a  soffrire maggiorente sono state proprio le rinnovabili (si pensi al caso delle pale eoliche), lo stoccaggio e l’idrogeno. Resta tuttavia il fatto che l’Europa ha preso l’impegno di affrancarsi dal gas russo mentre aumenta senza sosta la fame di energia a livello mondiale e sono proprio le quotazioni di luce e gas a spingere il Pil verso la recessione, sottolinea Alex Monk. Secondo l’esperto di Schroders, insomma, “avremo bisogno di molte più energie rinnovabili, di molti più accumulatori di energia e persino dell’idrogeno per risolvere la crisi” attuale.

 

 

Cibo e acqua

Felix Odey, Portfolio Manager di Schroders

Il conflitto in Ucraina ha fatto lievitare il costo del carrello della spesa, come dimostra il caso del grano con le sue ricadute sul prezzo al dettaglio di pane e pasta. “La tensione tra domanda e offerta potrebbe peggiorare nel 2023 e oltre”, afferma il collega Felix Odey. A influire sono sia eventi climatici sempre più ardui da prevedere sia la probabile instabilità delle forniture da Kiev, prima capace da sola di coprire un quarto delle esportazioni globali del cereale. I produttori alimentari sono stati tuttavia più rapidi nell’aumentare i prezzi rispetto ai rivenditori, probabilmente timorosi di subire un danno di immagine. I consumatori potrebbero inoltre optare per cibi no logo ma, trattandosi di beni essenziali, la domanda non scenderà mai molto. I supermercati potrebbero quindi addirittura trarre vantaggio, magari anche fornendo kit per pasti alternativi al (più costoso) ristorante.

 

Manifattura 4.0

Dan McFetrich, Portfolio Manager di Schroders

L’industria manifatturiera ‘smart’ è centrale per la rivoluzione industriale digitale, che a sua volta è alla base dell’efficienza energetica. Ecco perché Dan McFetrich si attende “un aumento della domanda di tecnologie che consentano l’elettrificazione e il risparmio energetico”. Certo sono in atto anche trend che creano inflazione, piuttosto che ridurla come il re-shoring, ovvero la tendenza delle aziende a spostare la produzione più vicino alla domanda. Ma questo – sottolinea l’esperto – permette “catene di approvvigionamento più resilienti, costi logistici ridotti e minori emissioni di carbonio dovute al trasporto”. Altro punto interessante è quello della automazione, che si avvantaggia della discesa dei costi dei robot, come soluzione alla progressiva carenza di manodopera nei Paesi sviluppati e alla pressione sui salari.

 

Insomma, conclude Schroders, per gli investitori che sanno guardare oltre la volatilità a breve termine causata dall’inflazione, tutti questi temi rimangono estremamente interessanti.

 

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