Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo provvedimento d’urgenza contenente misure per il sostegno economico, il contenimento dei costi energetici e interventi in materia fiscale. Il testo introduce una proroga rimodulata per il taglio delle accise sul gasolio e dispone l’esenzione dal pagamento del bollo auto per il 2027 destinata alle vetture di piccola e media potenza e ai motoveicoli. La misura viene accolta positivamente da automobilisti e comparti produttivi in quanto punta a dare sollievo alle famiglie riducendo la pressione fiscale sui beni di proprietà.
L’esenzione dal bollo auto per il 2027
La novità di maggior impatto per i contribuenti riguarda la misura che cancella il bollo auto per il 2027 per le persone fisiche. L’agevolazione è valida per un solo veicolo regolarmente assicurato per cittadino e si applica alle autovetture alimentate a benzina, diesel o ibride aventi una potenza pari o inferiore agli 80 kW, corrispondenti a circa 108 cavalli.
La platea potenziale stimata comprende oltre il 70% del parco auto circolante, coinvolgendo i modelli più diffusi e venduti in Italia come Fiat Panda, Grande Panda e 500 Hybrid, Lancia Ypsilon, Citroën C3, Peugeot 208 e 2008, Jeep Avenger. I motori del gruppo Stellantis interessati sono il 1.0 Hybrid, il 1.2 Mild Hybrid e il 1.2 PureTech benzina. Per il gruppo Renault si segnalano le Renault Clio e Captur, Dacia Sandero e Duster tutte con motorizzazioni 1.0. Stessa cilindrata anche per Seat Ibiza e Arona e Skoda Fabia e Kamiq oltre a Volkswagen Polo e T-Cross. Idem per gran parte delle utilitarie dei marchi Toyota (AygoX 1.0, Yaris 1.5 benzina), Hyundai (i10, i20 e Bayon 1.0 e 1.2), Kia (Picanto e Stonic 1.0 e 1.2) e Nissan (Juke 1.0).
L’esenzione viene estesa anche a tutti i motocicli e ciclomotori, a patto che il proprietario non possieda già un’autovettura agevolata sotto la soglia degli 80 kW. Per compensare le Regioni del mancato gettito fiscale, lo Stato ha disposto un trasferimento diretto pari a 2,362 miliardi di euro per il 2027.
Meloni: «Oggi il governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani»
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato il significato della misura alla vigilia del Consiglio dei ministri. «Oggi il governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani», ha dichiarato Meloni, commentando l’intervento sul bollo. La dichiarazione sintetizza la natura politica della scelta: intervenire su un tributo che colpisce la proprietà dell’automobile e che, proprio per la sua applicazione generalizzata, entra direttamente nei bilanci delle famiglie proprietarie di un veicolo.
Durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, la Premier ha poi chiarito il meccanismo di rimborso agli enti territoriali affermando che “il bollo auto viene riscosso dalle Regioni, non stiamo varando un provvedimento che deve pagare qualcun altro. Trasferiremo alle Regioni il mancato introito”. Fonti di governo hanno spiegato che saranno utilizzati 2,1 miliardi di risorse non spese del Pnrr.
Il provvedimento assume inoltre un peso particolare perché non si concentra esclusivamente sulle auto nuove. La platea comprende infatti i veicoli già presenti nel parco circolante, con un effetto potenzialmente molto più ampio rispetto alle agevolazioni normalmente collegate all’acquisto di un’automobile.
Oltre 14 milioni di veicoli: una misura di massa
I numeri danno la dimensione dell’intervento. Circa 14,5 milioni di veicoli potranno beneficiare dell’esenzione e la quota supera il 70% delle auto oggi in circolazione. A questi si aggiungono tutti i motocicli, per i quali è prevista la stessa agevolazione, fermo restando il limite di una sola esenzione per cittadino.
Il criterio scelto, quindi, non è quello del reddito o dell’Isee, ma quello della potenza del mezzo. L’obiettivo dichiarato è concentrare il beneficio sulle automobili di piccola e media potenza, quelle che più frequentemente vengono utilizzate per la mobilità ordinaria delle famiglie.
È una scelta che modifica anche l’impostazione rispetto alle ipotesi circolate nelle ore precedenti. Prima dell’annuncio di Palazzo Chigi erano emerse indiscrezioni su un taglio progressivo del bollo, più consistente per le vetture meno potenti e destinato a ridursi per i modelli più grandi e potenti.
Il taglio delle accise sul gasolio
In considerazione del perdurare del caro-carburanti, l’esecutivo è intervenuto rideterminando le aliquote sui carburanti per alleggerire l’impatto sui consumatori e sugli autotrasportatori. In base al testo approvato, dal 18 settembre 2026 e fino al 25 settembre 2026 l’aliquota di accisa sul gasolio da autotrazione è rideterminata nella misura di 572,90 euro per mille litri, garantendo uno sconto effettivo alla pompa pari a 12,2 centesimi al litro comprensivi di Iva con una riduzione rispetto ai 17 centesimi attuali.
Successivamente, dal 26 settembre 2026 e fino al 5 ottobre 2026, l’aliquota passerà a 622,90 euro per mille litri, corrispondenti a una riduzione finale al distributore di 6,1 centesimi al litro. L’intervento complessivo sulle accise comporta una spesa di 111,8 milioni di euro per il 2026 a cui si affianca la proroga degli incentivi per l’autotrasporto fino a ottobre.
La prospettiva di Giorgetti
L’impianto complessivo della manovra d’emergenza è stato delineato anche dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha spiegato cime eliminare il bollo auto “era un desiderata e ci siamo arrivati in modo sofferto, valutando tante opzioni”, auspicando che la misura “che nasce in una situazione emergenziale, diventi strutturale”.
Giorgetti ha focalizzato l’attenzione sull’andamento dei mercati energetici, evidenziando come la situazione legata agli effetti sui rincari per la crisi in Iran stia “peggiorando”. In vista del prossimo Ecofin, il titolare del Mef ha rilanciato una missiva promossa con altri Paesi dell’Unione Europea per un intervento coordinato a livello comunitario, spiegando che “siamo partiti in cinquwe ma rapidamente si uniranno altri”, concludendo poi con pragmatismo che “quando si parla di Ue si può essere ottimisti ma in modo assai prudente”.
Enrico Foscarini, 16 settembre 2026
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