Sparisce una delle incombenze più inutili dell’era digitale: le ricevute cartacee del Pos. Il nuovo decreto Pnrr manda in pensione l’obbligo di conservarle per dieci anni, una semplificazione che riguarda cittadini e imprese e che il governo giustifica spiegando che si tratta di documenti che rappresentano solo una prova di pagamento e non hanno alcuna funzione contabile o fiscale, mentre la loro conservazione è spesso “un onere non sempre di agevole assolvimento”. Una misura concreta, dal forte impatto simbolico, che apre un provvedimento pensato per accelerare l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza entro la scadenza del 2026.
Semplificazioni digitali e documenti: cosa cambia nella vita quotidiana
Accanto allo stop alle ricevute Pos, il decreto interviene su altri fronti della quotidianità. Arriva la carta d’identità elettronica a vita per gli ultrasettantenni, valida anche ai fini dell’espatrio, mentre si fa strada la tessera elettorale in formato digitale, basata sui dati dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente e destinata a confluire nell’IT-Wallet. Le carte rilasciate prima dell’entrata in vigore delle nuove norme resteranno utilizzabili oltre i dieci anni, ma solo sul territorio nazionale e nei rapporti con la pubblica amministrazione.
Leggi anche:
- Il Pnrr, un rischio calcolato
- Crescita italiana debole, come affrontare il post-Pnrr
- Pnrr fallimentare e non solo: perché l’Italia cresce poco
Pnrr e trasporti: liberalizzazione degli Intercity e concorrenza
Il Dl Pnrr interviene anche sul settore ferroviario, con l’avvio della liberalizzazione dei servizi Intercity. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti darà il via a una procedura competitiva per l’affidamento dei contratti di servizio pubblico, dopo una ridefinizione dei collegamenti basata su analisi di mercato in linea con le indicazioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti e della Commissione europea. A sostegno della concorrenza viene autorizzata la nascita di Asset Ferroviari Italiani, una società pubblica pensata per garantire agli operatori l’accesso effettivo e non discriminatorio al materiale rotabile.
Governance Pnrr, cantieri e housing universitario
Sul piano della governance, il decreto rafforza la macchina amministrativa prorogando al 2026 gli incarichi dirigenziali della Struttura di missione Pnrr di Palazzo Chigi e potenziando la capacità digitale della Presidenza del Consiglio con nuove risorse, assunzioni e concorsi. Viene rafforzato anche il monitoraggio degli interventi, con l’obbligo per i soggetti attuatori di aggiornare i cronoprogrammi su ReGiS e con l’attivazione di meccanismi sanzionatori in caso di obiettivi non raggiunti.
Ampio spazio è riservato all’housing universitario, con la proroga fino al 2029 del commissario straordinario per garantire continuità amministrativa nella realizzazione e nella gestione degli studentati a prezzi calmierati. Per accelerare cantieri e investimenti, infine, il Dl Pnrr sospende fino a fine 2026 alcuni pareri preventivi sui partenariati pubblico-privato finanziati dal Piano e mantiene le semplificazioni anche per gli interventi definanziati, evitando che opere già avviate restino bloccate. Un decreto che parte dalle piccole semplificazioni “pop” e arriva al cuore della sfida del Pnrr.
Enrico Foscarini, 16 gennaio 2026
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google“
Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


