Economia

IL FATTO

Fornero propone una nuova ricetta: “Aumentiamo le tasse”

L'ex ministro torna a proporre di ritoccare l'imposizione su affitti, successioni, Iva e autonomi. Tra lacrime di coccodrillo e contraddizioni

Fornero Patrimoniale © welcomia e denphumi tramite Canva.com
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C’è chi propone riforme e chi, come avrebbe detto Fabrizio De André, non potendo più dare cattivo esempio, si dedica con zelo a dispensare buoni consigli, possibilmente dolorosi. Elsa Fornero rientra ormai a pieno titolo in questa seconda categoria. Le sue celebri “lacrime di coccodrillo”, versate ai tempi della riforma delle pensioni, sono rimaste scolpite nella memoria collettiva. Un sottofondo musicale quasi naturale accompagna ancora oggi ogni sua apparizione televisiva, soprattutto quando, con aria contrita, spiega agli italiani perché dovranno pagare di più per il loro stesso bene.

La ricetta Fornero: tasse, tasse e ancora tasse

Secondo la professoressa, intervistata ieri dalla Stampa, il Paese è sull’orlo del declino, la situazione è drammatica e i giovani sono sempre meno. Il paradosso, ha spiegato con tono grave, è che proprio per questo bisognerebbe investire su di loro, perché un giorno dovranno occuparsi degli anziani. Un ragionamento nobile, se non fosse che molti di quei giovani sono stati lasciati per strada proprio dalle riforme di cui lei è stata protagonista.

Alla domanda fatidica su come trovare le risorse, Elsa Fornero non ha esitazioni. Dal suo personale campionario di lacrime e sangue escono quattro certezze granitiche: nuove imposte sugli affitti, aumento della tassazione sulle successioni, rimodulazione al rialzo dell’Iva sugli acquisti online e addio alla flat tax per i giovani autonomi, da trasformare in una più rassicurante tassazione progressiva.

Il tutto viene presentato con voce rotta dall’emozione, spiegando che “aiutiamoli quando sono giovani ad avere una vita degna di questo nome”. Peccato che, a uno sguardo appena più attento, le contraddizioni emergano senza nemmeno troppo sforzo. I giovani dovrebbero costruirsi una vita autonoma, ma tassare gli affitti significa rendere le locazioni ancora più care. Dovrebbero restare in Italia e lavorare ad alta qualificazione, ma togliere la flat tax agli autonomi equivale a colpirli proprio all’inizio del percorso. Dovrebbero occuparsi degli anziani, che però sono invitati a pagare in anticipo la tassa di successione.

I numeri che non commuovono

Forse le lacrime aiutano a far passare il messaggio, ma i numeri restano testardi. Durante il governo Monti, con Elsa Fornero ministro del Lavoro, la pressione fiscale ha toccato il record storico del 45,1% del Pil. Sono arrivati l’Imu sulla prima casa, la Tobin tax e l’aumento delle addizionali Irpef. In cambio, l’Italia ha ottenuto un debito pubblico schizzato a oltre 2.040 miliardi e una disoccupazione giovanile salita dal 27,4% al 33,9%, con punte drammatiche tra le giovani donne del Mezzogiorno.

Difficile dimenticare che, in quegli anni, il Pil crollava e il numero dei disoccupati cresceva di oltre 750.000 unità. Credenziali eccellenti, verrebbe da dire, per tornare oggi a spiegare come si salvano i giovani aumentando le tasse.

Meglio i tassi delle tasse

Nel frattempo, piaccia o no, alcuni dati raccontano una storia diversa. Lo spread è ai minimi dal 2008, il rating dell’Italia è migliorato dopo venticinque anni e l’occupazione ha toccato livelli record. Certo, anche la manovra di Giorgetti sulle tasse lascia molto a desiderare ma non si può certo negare che il quadro macro sia migliorato rispetto alla narrazione apocalittica dell’ex ministro.

Meglio questi tassi delle tasse, verrebbe da chiedere. Ma non c’è da preoccuparsi: quando Elsa Fornero evoca il disastro imminente e propone nuovi balzelli, qualcuno che ascolta con devozione si trova sempre.

Enrico Foscarini, 13 dicembre 2025

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