C’è un comparto che, quando si tratta di trovare nuove risorse per le casse pubbliche, non sembra conoscere crisi: quello dei giochi legali. Slot machine, video lottery, lotterie, scommesse e Bingo hanno già garantito al Fisco un gettito considerevole, ma la nuova legge di Bilancio individua nella filiera un’ulteriore opportunità di entrata. Il contributo aggiuntivo previsto per il settore è quantificato in circa 950 milioni di euro nel 2027, con un incremento complessivo stimato in 2,6 miliardi nel triennio.
Il punto di partenza rende evidente la dimensione del prelievo. Secondo l’Osservatorio dei conti pubblici dell’Università Cattolica, nel 2025 la raccolta del gioco d’azzardo in Italia ha raggiunto 165 miliardi di euro, equivalenti al 7,3% del Pil. All’Erario sono andati 11,47 miliardi, pari all’1,72% delle entrate tributarie complessive.
Non si tratta, dunque, di un’attività marginale per il bilancio dello Stato. Eppure la risposta del legislatore consiste nell’aggiungere nuovi oneri, aumentare alcune aliquote e rivedere le condizioni delle concessioni. Una strategia che conferma quanto il gioco sia diventato una componente strutturale delle entrate pubbliche, ma che pone anche una questione di sostenibilità del prelievo. La tassazione non grava soltanto sui concessionari: può incidere sulla raccolta, sui margini degli operatori e sulle condizioni economiche offerte ai consumatori.
Slot e video lottery, aliquote più alte
Il capitolo economicamente più rilevante riguarda gli apparecchi che distribuiscono premi in denaro. La manovra interviene innanzitutto sui limiti delle giocate: il costo massimo di una partita sale da uno a due euro e la vincita massima passa da 100 a 200 euro.
Contemporaneamente aumenta il Prelievo erariale unico (Preu), calcolato sul volume delle giocate e non sugli utili effettivamente realizzati dalle imprese. Per le slot machine, tecnicamente AWP, l’aliquota ordinaria sale dal 24 al 25%; per le video lottery (VLT) passa dall’8,6 al 9,6%.
C’è però una distinzione importante. Per le AWP programmate in modo da garantire una restituzione in vincite, o pay-out, almeno del 70% delle somme giocate, dal 2027 è prevista un’aliquota agevolata del 20%. L’obiettivo dichiarato è accompagnare la sostituzione degli apparecchi e incentivare una maggiore restituzione ai giocatori. Il beneficio fiscale dovrebbe essere introdotto progressivamente: la relazione tecnica ipotizza che aderiscano al nuovo regime 23mila macchine nel 2027, 69mila nel 2028 e l’intero parco AWP dal 2029.
Il governo stima che il maggiore pay-out e l’innalzamento dei limiti di giocata e vincita possano determinare un incremento del 30% della raccolta degli apparecchi interessati rispetto allo scenario senza modifiche normative. Una previsione che dovrebbe contribuire a compensare la riduzione dell’aliquota.
Il maggior gettito complessivo derivante dalle modifiche al Preu è stimato in 334 milioni nel 2027, 365 milioni nel 2028 e 456 milioni dal 2029. Nel primo anno, 160 milioni arriveranno dalle AWP e 174 milioni dalle VLT. L’intervento, quindi, non è un semplice aumento lineare delle imposte: combina un aggravio per le aliquote ordinarie con un incentivo alla modernizzazione tecnologica.
Concessioni, altri 843 milioni nel triennio
La pressione fiscale non si esaurisce nel Preu. La manovra proroga fino al 31 dicembre 2029 anche le concessioni per la gestione delle reti telematiche degli apparecchi e quelle per la raccolta delle scommesse sportive, ippiche e non sportive, comprese quelle su eventi simulati.
Per le concessioni delle scommesse sulla rete fisica è previsto un aumento del 50% degli oneri rispetto ai parametri precedenti. Considerando i diritti attualmente in essere e una riduzione prudenziale del 2% di quelli interessati dalla proroga, la relazione tecnica stima 114,5 milioni di euro all’anno.
Per le slot il corrispettivo sale a 150 euro per ciascuno dei 243mila nulla osta di esercizio, contro i precedenti 100 euro. Il gettito complessivo è di 36,45 milioni nel triennio, pari a 12,15 milioni annui.
Ancora più consistente il contributo richiesto per le video lottery: 7.500 euro per ciascuno dei 61.737 diritti rilasciati. Il totale supera 463 milioni, da ripartire nei tre anni della proroga, con un versamento annuale di 154,35 milioni.
Sommando le tre componenti, le proroghe delle concessioni produrranno 281 milioni di entrate all’anno, per un totale di 843 milioni nel triennio 2027-2029. Una cifra che testimonia quanto il rinnovo dei titoli autorizzativi sia diventato uno strumento di finanziamento del bilancio pubblico.
Anche i giochi senza vincita in denaro finiscono nel mirino
L’intervento raggiunge anche gli apparecchi di intrattenimento che non distribuiscono premi in denaro. Si tratta di un mercato composto da macchine con i braccetti per pescare peluche, flipper, freccette e altri giochi meccanici o elettromeccanici.
Anche qui il costo massimo della partita raddoppia, passando da uno a due euro. Poiché il premio in oggetti non può superare venti volte il costo della giocata, il valore massimo sale da 20 a 40 euro.
La manovra introduce inoltre una procedura per regolarizzare alcune categorie di apparecchi installati prima del primo gennaio 2003 e ancora in esercizio. I proprietari dovranno presentare una dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, attestando caratteristiche, ubicazione e conformità dei dispositivi, e versare un contributo una tantum di 1.000 euro per ciascun apparecchio.
La relazione tecnica ipotizza che siano interessati 15mila dispositivi, da cui deriverebbero 15 milioni di maggiori entrate nel 2027. Non viene invece quantificato l’eventuale incremento dell’imposta sugli intrattenimenti, che potrebbe derivare dalla maggiore attrattività degli apparecchi e dalla loro permanenza sul mercato.
E-games, il digitale diventa una nuova fonte di gettito
La novità più significativa sul fronte della regolamentazione riguarda gli e-games, i videogiochi di abilità erogati attraverso piattaforme online e utilizzati nelle sale LAN. Si tratta di un settore in espansione, nel quale si organizzano tornei e competizioni con computer e console, dai campionati di League of Legends ai combattimenti virtuali di Tekken.
Finora questo comparto non disponeva di una disciplina fiscale specifica. La manovra introduce un sistema di autorizzazioni biennali rilasciate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, subordinando l’attività al pagamento di contributi differenziati: 200 euro per ciascun apparecchio, 1.000 euro per ogni sala dedicata, 2.000 euro per ciascun gioco offerto e 10mila euro per ogni piattaforma online utilizzata.
A questo si aggiunge l’imposta sugli intrattenimenti (ISI), con un’aliquota dell’8% e una base imponibile forfettaria annua di 15mila euro per ciascun apparecchio, elevata a 25mila per i grandi simulatori. La tassazione riguarda anche la singola postazione quando un dispositivo consente l’accesso remoto a più postazioni.
Per stimare il gettito, il governo parte da un’ipotesi prudenziale di 200 sale LAN già presenti in Italia, con 20 postazioni ciascuna, per un totale di 4mila apparecchi. Da questa base deriverebbero 4,8 milioni di imposte nel 2027. A regime, tuttavia, la relazione tecnica ipotizza un’espansione fino a 2.300 sale e 46mila postazioni, con un gettito ISI di 55,2 milioni annui dal 2028.
Le autorizzazioni produrrebbero inoltre entrate per 1,07 milioni nel 2027, 10,83 milioni nel 2028 e 1,07 milioni nel 2029. La differenza dipende dalla durata biennale dei titoli: per il terzo anno la relazione considera soltanto il rinnovo delle autorizzazioni già rilasciate, senza ipotizzare ulteriori aperture. Il gettito complessivo stimato per il nuovo regime è quindi di 5,87 milioni nel 2027, 66,03 milioni nel 2028 e 56,27 milioni nel 2029.
Un mercato ancora giovane viene così accompagnato nella sua crescita da un sistema di autorizzazioni e prelievi che rischia di appesantire l’avvio delle attività proprio mentre il legislatore ne riconosce le potenzialità economiche.
Bingo, canoni legati al fatturato e distanze più flessibili
Anche le sale Bingo dovranno contribuire alle entrate della manovra attraverso la proroga delle concessioni fino alla fine del 2029. Il nuovo sistema abbandona il precedente criterio del canone fisso per introdurre 81 scaglioni di fatturato, con un incremento dell’indennità mensile di 100 euro ogni 200mila euro di ricavi aggiuntivi.
Il gettito stimato per il triennio è di 21,5 milioni di euro all’anno. A questa cifra si aggiunge la rideterminazione retroattiva, dal primo gennaio 2018, dei canoni relativi alle precedenti proroghe. Il ricalcolo dovrebbe produrre un effetto positivo netto di 4,64 milioni nel 2027, tenendo conto anche degli importi già versati e delle somme dovute per il 2026.
Il totale delle entrate previste dall’intervento sul Bingo raggiunge così 26,14 milioni nel 2027 e 21,5 milioni negli anni successivi.
Sul versante delle regole territoriali, viene ridotta a 15 chilometri la distanza minima stradale da altre sale da rispettare nel caso di trasferimento della concessione in un altro Comune. Una maggiore flessibilità per gli operatori che accompagna il nuovo sistema di canoni.
Gratta & Vinci, 188 milioni per anticipare il rinnovo
La manovra interviene anche sulle lotterie a estrazione istantanea, anticipando la proroga della concessione per i Gratta & Vinci, originariamente in scadenza il 30 settembre 2028. Il rapporto con l’attuale concessionario viene esteso fino al 31 dicembre 2029, a fronte di un corrispettivo di 188 milioni di euro.
La cifra deriva dalla rivalutazione del 70% degli 800 milioni versati nel 2009 per la concessione novennale. Il calcolo considera la crescita della raccolta registrata tra il 2009 e il 2025, pari al 38%, e un’ulteriore maggiorazione del 32% motivata dalla posizione di monoconcessionario, cioè dall’assenza di rischi concorrenziali legati alla presenza di altri operatori.
Il valore rivalutato viene poi rapportato ai 15 mesi di proroga. Il concessionario dovrà versare l’importo in due rate, entrambe nel 2027. Anche in questo caso il rinnovo del titolo diventa una fonte immediata di liquidità per le casse pubbliche.
Lotto e SuperEnalotto, la quinta estrazione per aumentare la raccolta
L’ultima leva riguarda le lotterie a estrazione differita. Dopo l’introduzione della quarta estrazione settimanale, che nel 2023 aveva determinato un aumento della raccolta superiore al 6%, il governo introduce una quinta estrazione ogni mercoledì per il Lotto e il SuperEnalotto, oltre che per i giochi opzionali e complementari.
La relazione tecnica ipotizza una crescita della raccolta del 4% rispetto al 2025, depurata dall’effetto di spostamento delle giocate tra i diversi giorni della settimana.
Per il Lotto, che nel 2025 ha registrato una raccolta di 2,22 miliardi e un utile erariale di circa 590 milioni, il maggior gettito previsto è di 15,7 milioni nel 2027 e 22,2 milioni annui dal 2028.
Per il SuperEnalotto, con una raccolta di 1,66 miliardi nel 2025 e un utile erariale di 524 milioni, l’incremento stimato è di 14,8 milioni nel primo anno e 20,9 milioni negli esercizi successivi. Le stime tengono conto anche dei tempi tecnici necessari per introdurre la nuova estrazione, che nel 2027 dovrebbe essere operativa per circa otto mesi e mezzo. Per il SuperEnalotto, inoltre, la raccolta resta condizionata dall’ammontare del jackpot.
Nel complesso, la quinta estrazione dovrebbe assicurare 30,5 milioni di maggiori entrate nel 2027 e 43,1 milioni annui dal 2028.
Il conto della nuova fiscalità: oltre 2,5 miliardi nel triennio
Le relazioni tecniche degli articoli 23-29 consentono di ricostruire un quadro articolato delle nuove entrate. Sommando le stime delle singole disposizioni, si arriva a circa 880,5 milioni nel 2027, 776,6 milioni nel 2028 e 857,9 milioni nel 2029, per un totale di circa 2,52 miliardi nel triennio.
Non tutte queste risorse hanno la stessa natura. Accanto agli incrementi del Preu e all’imposta sugli intrattenimenti figurano corrispettivi per proroghe, contributi autorizzativi e versamenti straordinari. Una distinzione necessaria per non confondere le entrate strutturali con quelle legate a singole operazioni concessorie.
Il dato restituisce comunque la dimensione dell’intervento: il gioco legale viene coinvolto su praticamente tutti i fronti, dagli apparecchi tradizionali alle piattaforme digitali, dalle scommesse alle lotterie.
La manovra dimostra anche quanto il legislatore consideri strategico questo comparto per finanziare la spesa pubblica. Ma la possibilità di ottenere nuove risorse non dovrebbe far dimenticare gli effetti economici delle scelte fiscali. Un prelievo calcolato sulla raccolta, anziché sui profitti, può incidere anche sugli operatori con margini più ridotti; un sistema autorizzativo complesso può frenare gli investimenti; una pressione crescente può rendere meno conveniente l’offerta legale.
La legalità del mercato si tutela anche garantendo regole stabili, concorrenza e un carico fiscale sostenibile. Trasformare ogni segmento del gioco in una nuova occasione per fare cassa può assicurare entrate nell’immediato, ma non è detto che rappresenti la strategia migliore per lo sviluppo di una filiera industriale e commerciale che già contribuisce in misura rilevante al bilancio dello Stato.
Enrico Foscarini, 4 novembre 2026
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