Mentre le bombe americane e israeliane colpivano obiettivi a Teheran, sulla piattaforma di prediction market Polymarket si muovevano capitali per 529 milioni di dollari legati ai contratti sulla tempistica degli attacchi. Nel giro di poche ore, diversi wallet anonimi hanno incassato profitti milionari, alimentando sospetti e polemiche su possibili informazioni privilegiate.
Secondo la società di analisi blockchain Bubblemaps, sei account creati a febbraio avrebbero guadagnato complessivamente circa un milione di dollari puntando sull’ipotesi che gli Stati Uniti colpissero l’Iran entro il 28 febbraio. Alcune quote sarebbero state acquistate poche ore prima delle prime esplosioni nella capitale iraniana, quando il mercato prezzava probabilità ancora contenute.
Il boom del contratto del 28 febbraio
Il contratto con scadenza 28 febbraio ha raccolto circa 90 milioni di dollari di volumi, diventando di gran lunga il più scambiato sulla piattaforma. Il secondo, relativo a un possibile attacco entro il 31 gennaio, si era fermato a 42 milioni. Numeri che mostrano come i mercati predittivi siano ormai un vero barometro finanziario della tensione geopolitica.
Eppure la lettura dei dati non è univoca. In un contesto in cui l’ipotesi di un intervento militare circolava da settimane, il confine tra convinzione informata e conoscenza riservata resta sottile. “I prediction market sono tra i primi strumenti che permettono di scommettere direttamente su eventi geopolitici”, ha spiegato Nicolas Vaiman, Ceo di Bubblemaps, osservando che in scenari di guerra “le informazioni possono circolare in ambienti più ampi prima di diventare pubbliche”. Il fatto che su Polymarket sia sufficiente un wallet crittografico per operare garantisce anonimato elevato, ma rende anche complesso distinguere tra intuito e fuga di notizie.
Il mistero del wallet “Magamyman”
A infiammare ulteriormente il dibattito è stato un singolo account, noto come “Magamyman”, che avrebbe incassato oltre 431mila dollari scommettendo settimane prima sull’attacco. In un’altra operazione avrebbe guadagnato 278mila dollari prevedendo un raid israeliano entro fine gennaio. Secondo osservatori crypto, dal 2024 il wallet avrebbe effettuato 88 previsioni tutte concentrate sull’Iran, sempre legate a scadenze e scenari militari.
Tempismo e ripetizione delle vincite hanno sollevato accuse sui social. “I prediction market non possono diventare un veicolo per monetizzare informazioni anticipate su operazioni militari”, ha scritto un analista su X, chiedendo maggiore trasparenza.
Non esistono prove pubbliche che colleghino l’account a funzionari governativi o ambienti istituzionali. E non tutti i conti sospetti hanno sempre vinto: uno dei sei wallet individuati da Bubblemaps aveva perso denaro in precedenti scommesse, prima di centrare la puntata più redditizia.
Regole, concorrenza e vuoti normativi
Polymarket opera offshore e non accetta clienti statunitensi, collocandosi fuori dalla supervisione diretta della Commodity Futures Trading Commission. Diversa la posizione della rivale Kalshi, regolata negli Stati Uniti, che ha dichiarato di non offrire mercati legati alla morte di individui e di aver già adottato misure disciplinari contro utenti sospettati di insider trading.
A gennaio un altro mercato aveva attirato l’attenzione: quello sulla possibile uscita di scena della guida suprema iraniana Ali Khamenei entro marzo. Anche lì si erano registrate concentrazioni anomale di puntate su uno specifico esito.
Nel frattempo, la piattaforma è finita al centro del dibattito politico anche per la presenza nel comitato dei consulenti di Donald Trump Jr.. Le indagini avviate in passato dal Dipartimento di Giustizia e dalla CFTC su Polymarket erano state successivamente archiviate.
Mercati predittivi tra efficienza informativa e rischio abuso
I sostenitori dei prediction market sostengono che aggregano informazioni in modo più efficiente rispetto ai commentatori tradizionali e forniscono un termometro immediato del rischio percepito. I critici replicano che quando l’oggetto della scommessa è un conflitto armato, il rischio di abusi aumenta e l’incentivo economico può premiare chi dispone di informazioni riservate.
La verità, al momento, è che la blockchain mostra i movimenti ma non le motivazioni. In un mercato globale dove la geopolitica diventa asset negoziabile in tempo reale, la questione non è se qualcuno abbia fatto una buona previsione, ma se abbia semplicemente letto meglio degli altri segnali già pubblici o se abbia avuto accesso a qualcosa che il resto del mercato non poteva vedere.
Enrico Foscarini, 1 marzo 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


