Economia

IL FATTO

Il Fisco mette le mani sulla fortuna: trattenute alla fonte

Imposta al 20% sulle vincite dei giochi numerici. Scopri come cambia il prelievo statale su Lotto, SuperEnalotto e Gratta & Vinci

Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Da oggi entra in vigore la nuova riforma del fisco per i giochi d’azzardo legali, basati sui numeri e concessi dallo Stato ai privati. Il settore è in continua crescita e nel 2024 ha registrato un giro d’affari di 157 miliardi e 453 milioni di euro, dei quali però solo 10,4 miliardi sono confluiti nelle casse statali. Il decreto firmato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti disciplina giochi popolari come Lotto, Enalotto e Superenalotto, ricordando che l’accesso è vietato ai minori di 18 anni.

Violazioni e controllo

Il provvedimento punta ad aumentare trasparenza e sicurezza in un mondo dove l’illusione di una facile ricchezza spesso si scontra con pratiche opache e illegali. La sottosegretaria all’Economia Lucia Albano ha evidenziato come tra il 2020 e il 2024 la Guardia di finanza abbia riscontrato oltre 5.000 violazioni, con basi imponibili evase per circa 2 miliardi, pari a un mancato gettito di quasi 184 milioni. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha aggiornato la “black list” dei siti non autorizzati e, solo nel 2026, ha disposto l’oscuramento di altri 172 portali, portando il totale vicino ai 12.000.

La riforma dei giochi numerici

La riforma distingue i giochi numerici in due categorie: quelli a quota fissa, come Lotto, 10eLotto e MillionDay, e quelli a totalizzatore nazionale, come SuperEnalotto, Eurojackpot e Win for Life. La posta minima è di 0,10 euro e la massima di 200 euro, con intervalli minimi di 10 centesimi. La posta complessiva non può superare i 1.000 euro.

Una delle novità più rilevanti è che il 20% delle vincite sarà trattenuto dall’Erario. Quindi, vincendo un milione di euro, il premio netto per il fortunato sarà di 800.000 euro, mentre 200.000 finiranno al Fisco. Sono esenti dalla trattenuta le vincite sotto i 500 euro. I risultati delle estrazioni devono essere pubblicati in un Bollettino ufficiale, riportando almeno i numeri estratti e il concorso di riferimento.

Riscossione e termini

Chi vince deve ritirare il premio entro 60 giorni dalla pubblicazione del Bollettino ufficiale; per giochi a totalizzatore nazionale come SuperEnalotto, SuperStar e Eurojackpot, il termine sale a 90 giorni. Se la vincita non viene reclamata nei termini, l’importo viene versato all’Erario, cioè al Fisco.

Dall’esenzione totale alla tassa del 20%

Fino al 2011 le vincite erano considerate già tassate alla fonte tramite il margine dei biglietti venduti. Il denaro rientrava nel circuito economico tramite spesa, risparmio o investimento, senza bisogno di dichiarazione Irpef. La svolta arriva nel 2012 con il Decreto Legge n. 138: nasce la cosiddetta “tassa sulla fortuna”, inizialmente al 6% per le vincite eccedenti i 500 euro, destinata a reperire risorse immediate in tempo di crisi.

Dal 2017 al 2020 l’aliquota è salita progressivamente: 12% nel 2017, 15% nel 2019 e infine il 20% dal 1° marzo 2020 per vincite sopra i 500 euro (eccetto il Lotto, rimasto all’8%). Oggi, ciò che una volta era una somma netta, viene decurtata di un quinto prima ancora di arrivare nelle mani del vincitore, anche se non deve essere ulteriormente dichiarata.

Una fortuna sempre più “progressiva”

Nel 2019 era già chiaro che la fortuna e il fisco viaggiano a braccetto. Con la riforma, il prelievo del Fisco si è fatto più salato e progressivo: chi più vince più paga, arrivando fino al 25% per premi straordinari superiori a 10 milioni di euro. La cosiddetta “Dea Bendata” diventa quindi anche un’alleata dello Stato, ricordando a ogni giocatore che la fortuna ha sempre un prezzo.

Enrico Foscarini, 27 gennaio 2026

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