Rassegna Stampa del Cameo

Erdogan spara, l’Europa chiacchiera - Seconda parte

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Gli Stati Uniti si sono sfilati. Prima Barack Obama (ci definì “scrocconi” sulla vicenda curdi), poi Donald Trump, ora persino Bernie Sanders. Da anni invitano l’Europa ad assumere il ruolo che le spetta in Medio Oriente e di aumentare il contributo in quattrini (investimenti e uomini) nella Nato. Da anni Germania e Francia in testa, da buoni bottegai, non lo fanno. Gli Usa ci hanno spiegato che loro, da primo acquirente di petrolio (quindi soggetti alle paturnie degli sceicchi) ora non solo sono autosufficienti ma sono il primo venditore netto al mondo di idrocarburi. Quindi per loro il Medio Oriente (e i suoi despoti di bianco vestiti) non è più un’area strategica, punto. Lo è per noi ma ormai siamo diventati dei bellimbusti, che pensano e parlano solo di quattrini, di spread, di debiti.

Che fare? Ora tocca all’Europa passare all’execution. Due opzioni secche:

1. Confermare a Erdogan l’outsourcing dei confini e continuare a vivere da bellimbusti chiacchieroni, pagando tangenti;

2. Rompere il contratto con Erdogan, blindare direttamente i confini terrestri e marittimi dell’Europa, stile Australia, con nostre truppe, e tornare soldati.

Tertium non datur.

Riccardo Ruggeri, 14 ottobre 2019

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