Cronaca

I placcaggi in strada, maxi blitz della polizia: controllati 236mila giovani ribelli, migliaia di arresti

Nell'elenco dei controlli ci sono 23mila minorenni. Sequestrati droga, armi e contanti. In Lombardia le chat svelano l'organizzazione degli scontri di ottobre

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Oltre 236mila giovani controllati, 644 arresti e 1.695 denunciati, tra cui centinaia di minorenni. È il bilancio di una vasta operazione della Polizia di Stato contro la criminalità giovanile, condotta nelle ultime due settimane su tutto il territorio nazionale. Migliaia di agenti, coordinati dal Servizio Centrale Operativo, hanno passato al setaccio piazze, locali della movida, stazioni e luoghi di ritrovo, concentrandosi sui gruppi coinvolti in episodi di violenza, rapine, spaccio e detenzione illegale di armi.

L’operazione ha coinvolto le 106 Squadre mobili italiane, affiancate dai Reparti Prevenzione Crimine e da altri uffici della Polizia di Stato. Complessivamente sono stati identificati 236.138 giovani, di cui 23.060 minorenni. Gli arresti hanno riguardato 575 maggiorenni e 69 minori, mentre tra i 1.695 denunciati a piede libero figurano 373 minorenni.

Le indagini hanno preso di mira una vasta gamma di reati: dal tentato omicidio alle lesioni, dalle risse alle estorsioni, fino a furti, rapine e traffico di stupefacenti. In diversi casi, secondo quanto riferito dalla polizia, gli stessi protagonisti ostentavano sui social le proprie condotte violente, pubblicando immagini e contenuti legati alle attività criminali.

Armi, droga e quasi 270mila euro in contanti

Il bilancio dei sequestri è significativo. Gli investigatori hanno recuperato 28 armi da fuoco, 210 armi bianche e altri 25 oggetti atti a offendere, tra cui mazze da baseball, tirapugni, sfollagente telescopici e cacciaviti. Rinvenuti anche ordigni esplosivi, strumenti da scasso e numerosi oggetti ritenuti provento di furto, come collane d’oro, telefoni cellulari, tablet e capi d’abbigliamento.

Sul fronte degli stupefacenti sono stati sequestrati 69,4 chili di cocaina, 174,8 chili di cannabinoidi e oltre 328 grammi di eroina, oltre a quantitativi di ecstasy, ketamina, anfetamine e altre sostanze. Recuperati anche 269.863 euro in contanti.

I controlli hanno interessato 299 abitazioni, comprese 39 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, 365 sale giochi, 896 esercizi commerciali, 177 stazioni ferroviarie, 198 parchi e 1.149 luoghi della movida, tra piazze e centri cittadini. Le verifiche hanno portato inoltre a 1.394 sanzioni amministrative, soprattutto per consumo di stupefacenti, violazioni del Codice della strada e irregolarità nei pubblici esercizi.

Le «crack house» scoperte a Foggia

Un capitolo dell’operazione riguarda la provincia di Foggia, dove gli investigatori, anche grazie alle segnalazioni arrivate attraverso l’applicazione YouPol, hanno individuato alcune strutture utilizzate come vere e proprie «crack house».

Si tratta di locali adibiti alla trasformazione artigianale della cocaina in crack, ma anche alla vendita di diverse sostanze stupefacenti. Gli ambienti, secondo quanto ricostruito dalla polizia, venivano messi a disposizione dei consumatori insieme alle attrezzature necessarie per assumere la droga.

Gli scontri in Lombardia e le chat sui cellulari

Particolare attenzione è stata riservata alla Lombardia, anche alla luce dei gravi disordini verificatisi durante le manifestazioni del 17, 18 e 24 ottobre 2026. I controlli si sono concentrati nelle province di Milano, Como, Cremona e Monza e Brianza, territori nei quali la polizia ha registrato una particolare incidenza di episodi di criminalità legati ai gruppi giovanili di strada.

Le attività investigative hanno portato a perquisizioni personali e domiciliari, identificazioni e denunce per danneggiamento aggravato, rissa e resistenza a pubblico ufficiale. Sono stati inoltre adottati provvedimenti di Daspo urbano e fogli di via obbligatori.

Un elemento rilevante è emerso dall’analisi dei telefoni cellulari dei giovani coinvolti. Attraverso l’esame delle chat e dei gruppi di messaggistica, gli investigatori hanno raccolto, secondo quanto riferisce la polizia, elementi decisivi per ricostruire l’organizzazione e il coordinamento dei disordini avvenuti durante le manifestazioni.

L’attività di monitoraggio si è estesa anche alle piattaforme social: 1.115 i profili esaminati dagli investigatori. Per tre account, individuati nella provincia di Torino, è già stata avanzata una richiesta di oscuramento a causa della pubblicazione di contenuti violenti e dell’ostentazione di armi.

Un’operazione su scala nazionale che, attraverso arresti, denunce e sequestri, restituisce la dimensione delle attività criminali giovanili finite sotto la lente degli investigatori, con un’attenzione particolare alla violenza di strada e al ruolo dei social network nell’esibizione e nel coordinamento delle condotte illecite.

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