Cronaca

I PRO PAL FESTEGGIANO IL 7 OTTOBRE

Al Campus di Torino l'evento choc nell'anniversario del massacro di Hamas. L'Università prende le distanze, ma il caso è esploso e si prospettano bufere

festa 7 ottobre
Segui nicolaporro.it su Google CLICCA QUI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Il giorno scelto è il 7 ottobre. Non una data qualsiasi, ma l’anniversario dell’attacco con cui Hamas e altri gruppi armati palestinesi, nel 2023, irruppero nel sud di Israele uccidendo circa 1.200 persone e prendendo centinaia di ostaggi. Tre anni dopo, al Campus Luigi Einaudi di Torino, la rete Torino per Gaza e l’Associazione Palestinesi in Italia hanno annunciato proprio per quella giornata un dibattito dal titolo destinato inevitabilmente a far discutere: “Tre anni di genocidio, tre anni di resistenza”.

Il caso è stato ricostruito da Lo Spiffero, che sottolinea soprattutto l’accostamento tra la ricorrenza del massacro del 7 ottobre e il termine “resistenza”. Una scelta che ha immediatamente provocato reazioni politiche e ha costretto l’Università di Torino a prendere le distanze. L’incontro, ha precisato la rettrice Cristina Prandi, non è stato richiesto né autorizzato dall’Ateneo. Le autorità competenti sono state informate e la stessa Prandi ha definito “provocatoria” la scelta della data, ricordando che il 7 ottobre è una giornata “segnata dal dolore”.

Non è la prima volta che nell’area di Torino per Gaza la parola “resistenza” viene utilizzata in relazione al 7 ottobre. Già nelle precedenti mobilitazioni il coordinamento aveva rivendicato la necessità di “ribaltare una narrazione” che individuava nell’attacco del 2023 l’inizio della guerra successiva. Ora l’accostamento ritorna, con il dibattito fissato alle 18.30 proprio al Campus Einaudi.

Ad alimentare ulteriormente le polemiche c’è poi il nome di una delle associazioni promotrici. L’Associazione Palestinesi in Italia è presieduta da Mohammad Hannoun, arrestato il 27 dicembre 2025 nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Genova sui presunti finanziamenti ad Hamas. Le indagini nei suoi confronti sono state chiuse il 18 settembre e Hannoun si trova ancora in carcere: secondo l’accusa avrebbe avuto un ruolo di vertice nella struttura italiana riconducibile all’organizzazione palestinese. Si tratta, naturalmente, di accuse ancora da verificare definitivamente in sede giudiziaria.

Va ricordato che Torino per Gaza, dopo gli arresti, aveva contestato duramente l’inchiesta, parlando di un “attacco repressivo” e di una volontà politica di colpire chi sostiene la causa palestinese. Nella stessa galassia del coordinamento gravitano inoltre realtà dell’area antagonista torinese, compreso Askatasuna. Ed è proprio il Campus Einaudi ad essere stato negli ultimi anni teatro di numerose contestazioni e tensioni legate alla questione israelo-palestinese.

Il precedente più delicato ricordato nella ricostruzione risale al maggio 2025, quando un incontro promosso anche dall’Unione Giovani Ebrei d’Italia e da Studenti per Israele venne interrotto dalla protesta degli attivisti pro Pal. Secondo gli organizzatori ci furono minacce e aggressioni e alla fine l’appuntamento non poté svolgersi. Un precedente che rende ora tutt’altro che secondaria la precisazione dell’Università: l’evento del prossimo 7 ottobre non è autorizzato.

Sul caso è intervenuto Gianni Vernetti, già parlamentare e sottosegretario agli Esteri nel governo Prodi, chiedendo alla rettrice, al sindaco Stefano Lo Russo e alla Questura di intervenire contro quella che ha definito una “inaccettabile apologia del terrorismo”. Critiche sono arrivate anche dai senatori di Italia Viva Silvia Fregolent e Ivan Scalfarotto, secondo i quali parlare di “resistenza” proprio il 7 ottobre rappresenta uno “sfregio” alla memoria delle vittime dell’attacco di Hamas.

E la vicenda potrebbe spostarsi dal Campus alla piazza. Secondo quanto riferito, nell’area di Spazio Pubblico, il movimento promosso dalla vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, e di Europa Radicale si sta valutando una contromanifestazione qualora l’iniziativa pro Pal venisse confermata. L’obiettivo sarebbe ricordare le vittime del 7 ottobre proprio mentre, dall’altra parte, viene rivendicata la parola “resistenza”.

Per ora dall’Università è arrivato un “no” netto: nessuna autorizzazione e nessun coinvolgimento dell’Ateneo. Ma la sede indicata dagli organizzatori resta il Campus Luigi Einaudi. E il 7 ottobre, a Torino, rischia così di trasformarsi ancora una volta in una giornata ad altissima tensione.

Massimo Balsamo, 30 settembre 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it

SEDUTE SATIRICHE

La prof non cambia idea - Vignetta del 29/09/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

La prof non cambia idea

Vignetta del 29/09/2026
L'inferno è pieno di buone intenzioni