Il Bisconte manettaro - Seconda parte

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Ha del paradossale anche la dichiarata guerra al contante quando pure il Premier dovrebbe sapere che perfino i suoi colleghi avvocati sono costretti, soprattutto al Sud, a pagare cash nelle Cancellerie dei Tribunali le spese di giustizia.

Tra “cash back” ed estrazioni degli scontrini, il Paese si trasformerà in una grande “Lotteria Italia”. Nemmeno a due habitué di programmi TV e quiz a premi, come La Ruota della Fortuna dei due Mattei, Renzi e Salvini, erano mai venute idee così bizzarre. Tanto più che, se è vero che la restituzione del 10% delle spese pagate con carta di credito avverrà con il “bonus Befana”, la tempistica è perfetta. Tutto questo pasticcio è stato fatto in una notte, dopo che per giorni Conte si faceva scorrazzare dagli aerei dei servizi di sicurezza lontano da Palazzo Chigi. In altri tempi, i giorni che precedevano la finanziaria erano dedicati a continui incontri con le parti sociali, i sindacati, gli industriali e gli enti locali, e si metteva a punto un testo da sottoporre al Consiglio dei Ministri.

Quando Andrea Monorchio era Ragioniere generale dello Stato, la sua presenza nell’anticamera era obbligatoria. I ministri uscivano e verificavano con lui la fattibilità delle varie richieste. Ogni volta, il Ragioniere tirava fuori il suo taccuino, lo compulsava, faceva i conti e poi dava il vaticinio. Se era positivo, indicava a quale capitolo imputare la spesa e come inserirla nel quadro complessivo. Era questa la famigerata Prima Repubblica. Godetevi ora questa, seconda o terza che sia.

Luigi Bisignani, Il Tempo 20 ottobre 2019


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9 Commenti

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  1. Beltrame, navigare nell’oro senza generare utili, da un punto di vista aziendale ed anche fiscale, è una cosa che ha a che fare con la magia, più che con la gestione e con la corretta applicazione delle leggi fiscali degli stati in cui opera. Se Trump è imbufalito contro Bezos, un motivo ci sarà. Se poi riesce a dichiarare zero usando in modo spregiudicato la pianificazione fiscale internazionale, piuttosto che i paradisi fiscali, poco cambia. In Italia i contribuenti forfettari o minimi, hanno subito la concorrenza spietata del gigante AMAZON, con il tacito consenso di politici e burocrati, buoni a nulla. Molte piccole imprese hanno chiuso battenti e questo è in forte contrasto con i principi costituzionali e con il principio di capacità contributiva.

  2. Codesto giurista da strapazzo non si è neanche reso conto che la globalizzazione, il dumping fiscale,
    i paradisi fiscali e la pianificazione fiscale internazionale usata dai grandi gruppi, hanno reso ridicolo l’art. 53 della Costituzione più bella del mondo, e non dice anzi si guarda bene dal dirlo che i vari Jeff Bezos con le loro Amazon e compagnia, pagano in percentuale molto meno dei contribuenti forfettari italiani, che ora per accontentare i burocrati europei dei quali è cameriere, pagheranno ancora di più.
    Forse il curriculum gonfiato, ora comincia a spiegarsi meglio.

    • > che i vari Jeff Bezos con le loro Amazon e compagnia, pagano in percentuale molto meno dei contribuenti forfettari italiani,

      Per dovere di cronaca, Amazon per “ovviare” al problema delle tasse non usa paradisi fiscali, ma semplicemente genera pochi (o nulli) utili, o almeno faceva così fino ad un po’ di tempo fa.

  3. Il bisconte dracula, se continua così, a mio avviso, si scava la fossa da solo ed i vari Renzi e gigino, nonostante le smentite, fiuteranno l’aria ed al momento opportuno lo seppelliranno con le loro mani o faranno in modo che lo seppellisca lo stesso Zingaretti che, in un rigurgito di dignità, si stancherà di questa ridicola commedia.

  4. Mi permetta una piccola modifica del titolo, Bisignani, io direi Il bisconte smanettone. Lui non sta facendo altro che smanettare con i voti raccolti dal Mov.5 Stelle, per dirottarli su UFO PD per i desiderata del popolo di Macron o se si preferisce di Dombrovski autorevolmente rappresentato nel governo dal burocrate impostoci di nome Gualtieri. Giggino Farnesino a quanto pare si è svegliato, ed ha capito che sia il Bisconte zio Giuseppinocchio ed il Matteo di Rignano stanno provando a lasciarlo in mutande. Dichiarare la lotta all’evasione, non avendo risolto nulla sui paradisi fiscali UE e sul dumping intra UE, nè sulla capacità di intercettare i deflussi di capitali verso l’estero, è come pretendere di andare su Marte, con una bagnarola acquistata dagli scafisti. Un davvero inaffidabile individuo, il cui unico credo e la poltrona migliore per il proprio back side, che gli italiani smaschereranno tra non molto, da cui non acquisterei neanche un triciclo ecologico e gretino al prezzo di 1 € in comode rate mensili.

    • LA TUA RABBIA E’ CONDIVISA DA TANTISSIMA GENTE ONESTA, CHE SENTO NELLE PIAZZE, NEI BAR, A PASSEGGIO, ECC..

      CHI GIOCA COL FUOCO STIA ATTENTO, PRIMA O DOPO IL POPOLO DIRA’ BASTA, O VEDREMO SITUAZIONI COME LA CATALOGNA, HONG KONG, PERU E ALTRE.

  5. a mio parere l ‘evasione fiscale è una scusa. Due sono i rischi che comporta, il primo che i soldi evasi siano portati all’estero ed il secondo, ovviamente, che se meno contribuenti pagano pagano di più…ma lo Stato ha pochi svantaggi, visto che restando comunque in circolo servono per acquistare beni e servizi sui quali lucra comunque con le tasse. Nemmeno la disoccupazione mi pare un argomento vitale, in definitiva se 90 italiani su 100 si alzano al mattino e vanno a lavorare i restanti 10 devono pur fare qualcosa per vivere e siccome si parla comunque di sopravvivenza non è che mandino i soldi in svizzera, ma spendono da bottegai e negozi vari che le tasse le pagano. Il vero problema della Nazione è l’immigrazione, clandestina o meno, dove anche quella regolare si offra a un terzo del salario minimo stabilito. Trovo indignante che si lesini sui centesimi agli italiani e si spenda per gli immigrati senza limite ne ritegno, spesso alimentando mafie e collusioni

  6. Finalmente! Sono decenni che paghiamo tasse e tasse e tutti i furboni patrioti evadono. Ma non mi illudo.
    Nella trilogia di Calvino non c’è il Bisconte manettaro. Purtroppo.

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