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Scacco all’Europa (Danilo Taino)

Scacco all'Europa

Autore: Danilo Taino
Anno di pubblicazione: 2019
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Per i liberali che ancora cercano uno di loro al Corriere della Sera, Danilo Taino ha sostituito nel cuore e nella penna ciò che per anni fu Piero Ostellino. È il primo motivo per a leggere Scacco all’Europa (Solferino), titolo bruttissimo, per un libro bellissimo. La prefazione con un aneddoto dice tutto. Ricordate la famosa foto dell’elicottero che salva gli americani a Saigon, in Vietnam, nel 1975? Ebbene quello scatto realizzato da un fotografo olandese non raccontava l’epopea degli ultimi funzionari dell’ambasciata americana, come poi fu detto per anni, ma il fuggi fuggi degli spioni dagli uffici della Cia.

Ebbene, quando si parla di Asia e oggi di Cina, resta la presunzione di sapere molto, e invece di capire poco. Taino dice: «Per secoli abbiamo avuto la convinzione che l’intero pianeta sarebbe diventato una grande Europa» e dopo il «crollo dell’Unione sovietica e del comunismo all’inizio degli anni ’90, gli Stati Uniti marciavano sicuri che il mondo li avrebbe copiati, che si sarebbe messo sul sentiero tracciato dai vincitori della guerra fredda». Ciò non è avvenuto. «L’egemonia dell’occidente è in difficoltà», ma la situazione dell’Europa è ancora peggiore e «rischia di essere la penisola occidentale del supercontinente Eurasia dominato dalla Cina».

La Cina, aggiunge Taino, «mentre proietta al mondo e verso i suoi cittadini l’immagine di una potenza giovane e irrefrenabile, ha una leadership che si rende conto di avere molte debolezze, di essere forse un gigante dai piedi di argilla». Ma ha un progetto, una strategia. La cosiddetta via della Seta, la «Belt and Road Initiative» di cui si parla oggi, ha radici solide. I cinesi hanno conquistato il porto interno più importante d’Europa, Duisburg, senza che gli stessi tedeschi se ne accorgessero. L’Europa ha molti problemi, «ma due risaltano rispetto agli altri: non è più il centro del mondo e non può più limitarsi a difendere l’euro. Il guaio è che li nega entrambi».

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4 Commenti

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  1. A mio modesto avviso, non c’è nessuno SCACCO, c’è solo la plastica e macroscopica, evidenza di un “conflitto” ma il termine è improprio, direi che andrebbe meglio di un vuoto, quello di OTAN UE, e di una presenza quella del Dragone. La Belt and Road, sarà fatta molto prima della ferrovia LISBONA KIEV.
    Il Pireo è stato regalato ai cinesi da una Grecia sotto usura da parte di Otan Ue. I vuoti in politica ed in geopolitica, prima o poi si riempiono.

  2. Porro, troppo facile parlare/scrivere ex post, il difficile è farlo ex ante come fece Friedman nel 1998 e come fece addirittura il nostro Paolo Savona sin dal 1992 ovvero dalla firma del trattato di Maastricht e per questo è stato messo all’indice dai vari Fubini & Co della stessa testata. Tra l’altro il documento inviato recentemente alle varie istituzioni conteneva anche le uniche soluzioni possibili agli errori madornali commessi in questi 27 anni.

    Sarebbe ora che noi italiani ci svegliassimo sul serio.

  3. Gentile Nicola,

    visito la Cina dal 1994 (oltre 40 volte) e sono testimone della vitalità della sua economia, della sua intraprendenza e della sua gente che invece di piangersi addosso ci dà dentro di sodo…

    Tanto per dare un’idea, mentre i nostri geni populisti predicano la chiusura dei negozi la domenica – poi dopo aver ottenuto una tale cretinata, chissà che non inventino la chiusura anche dei ristoranti… – i Cinesi mantengono i loro affollati negozi aperti fino alle 11 di sera anche di sabato e domenica!

    Perfino le banche sono aperte durante i fine settimana; pertanto, contro un ambiente attivo del genere non è difficile immaginare come l’Europa burocratica, fannullona, sciovinista ed ora ambientalista non possa più reggere la concorrenza.

    La Cina sta silenziosamente conquistando anche l’Africa; e lo fa già fin dagli anni ’60 quando lavoravo in Africa Centrale.

    I Cinesi hanno già acquistato tutta una serie di marchi del nostro prestigioso tessile sportivo ed io posso assicurare a coloro che credono ancora che la Cina sia un produttore di “paccottiglia” che ormai nel tessile i Cinesi hanno raggiunto livelli qualitativi che possono servire da avviso ai nostri, molti dei quali, del resto producono già in quel Paese.

    Quindi, se i burocrati socializzanti di Bruxelles e Strasburgo non cambiano idee e non imboccano strade che ci allontanino dal Socialismo, dovremo fare i conti con il nuovo imperialismo che giunge dall’Asia, senza far uso delle armi. Del resto, la conquista dell’Europa da parte degli Asiatici, non sarebbe la prima volta, la minaccia in altri tempi era giunta alle porte di Vienna e di Varsavia.
    Cordialmente, Tullio

  4. Chiunque capiti in estremo oriente e no abbia occhi foderati di prosciutto capisce che Europa no è più centro del mondo…ma da almeno vent’anni…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

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