La grande bufala della P4. Ora parlo io

“Vogliono fare una perquisizione personale a mamma, sono venuti da Napoli”, era la voce concitata al telefono di mia sorella. Così è iniziata per me la P4, con mia mamma, quasi novantenne, umiliata perché quando le avevano chiesto di consegnarle miei fantomatici floppy disk si era presentata con i vecchi dischi di vinile che conservava gelosa.

Era solo l’inizio. Molti mesi dopo venni accusato anche di ‘accesso abusivo alla rete informatica’. Di notte, dicevano, mi collegavo con chissà quale server in Israele per spiare chissà quali caselle di posta elettronica. Proprio io, che ancora oggi non so usare e non possiedo un computer. Le rogatorie internazionali inviate a Google non approdarono a nulla, ovviamente. Per ore dovetti dar conto di centinaia di telefonate intercettare: possibile che non rammentassi chi fosse Coccolino che incontravo in un supermercato? Non si poteva credere che fosse l’ammorbidente da portare a mia moglie. O perché la Ministra mi diceva testualmente di fare come volevo io solo perché le indicavo la strada giusta per inaugurare un asilo?

Eppure, per mesi, la P4 è stata un’associazione eversiva capace di sovvertire lo Stato. Composta da un parlamentare, già stimato magistrato, e da un maresciallo dell’arma che non avevo mai visto. Mesi di prime pagine e di misure cautelari. Ma io patteggiai dando corpo all’inchiesta. E lo farei mille e mille volte ancora. Fu l’unico modo per poter accompagnare mia figlia in Giappone per una delicata operazione al cervello. In fondo, alla fine, ho evitato quasi dieci anni di calvario.

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2 Commenti

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  1. La storia nazionale ci dice che la cultura dello stato di diritto ha abitato solo nelle pagine di qualche nostro grande filosofo ma non nel sentimento popolare, più incline ad accodarsi a qualche demagogo, salvo poi dargli il calcio dell’asino appena caduto in disgrazia. Siamo invece maestri nello stato “di rovescio” che è la sintesi delle due disgraziate culture che si sono unite in un matrimonio perverso: quella cattolico-sociale e quella comunista.

  2. Egregio Bisignani , leggo sempre con interesse i suoi articoli e , quando capita , seguo le sue interviste televisive ( rare ). Oggi , più incuriosito del solito , ho voluto fare un ” salto ” su wikipedia dove leggo testualmente : Luigi Bisignani è un Faccendiere ed ex Giornalista italiano , ritenuto uno degli uomini più potenti d’Italia . Definito anche ” Manager del Potere nascosto “. Non faccio ovviamente un copia incolla di quello che c’è scritto su wikipedia per quanto riguarda la sua carriera , notizie che mi portano a dire che se non è mai esistita la P4 probabilmente esiste una struttura KLMNGecc.ecc.ecc. segreta ( la chiami come vuole ) dove vengono decise le sorti di questo Paese . Non si spiega altrimenti tutto quello che è successo in questo ultimo mese . Sintetizzo : viviamo da anni in una Democrazia Totalitaria al vertice della quale ci sono le più alte cariche dello Stato ( militari , politici , magistrati ) che si permettono di mettere come Ministro degli Esteri un incompetente perfino in geografia facendo come quel tale , qualche millennio fa che fece senatore il suo cavallo , quella volta a disprezzo del Senato , questa volta a disprezzo del Ruolo.

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