Il Pentagono ha deciso che la morte di un assassino diventerà uno spettacolo pubblico. Non è una metafora. Il prossimo 3 dicembre, nella base militare di Fort Hood, in Texas, Nidal Malik Hasan verrà fucilato da un plotone di soldati americani. E l’esecuzione, secondo quanto annunciato dal Dipartimento della Difesa, sarà trasmessa in diretta streaming.
Il protagonista di questa vicenda non è certo un innocente. Hasan, ex maggiore e psichiatra dell’esercito statunitense, il 5 novembre 2009 aprì il fuoco contro i militari della base texana, uccidendo 13 persone e ferendone altre 32. Durante l’attacco, secondo le testimonianze, gridò «Allahu Akbar». Cittadino statunitense, musulmano e di origine palestinese, si era radicalizzato e aveva sviluppato avversione contro le guerre in Iraq e in Afghanistan essendo contrario a musulmani che combattono contro altri musulmani. Nel 2013 un tribunale militare lo condannò a morte. Dopo un lungo percorso giudiziario, Donald Trump ha approvato la sentenza il 2 ottobre scorso. E il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha deciso di trasformare l’ultimo atto in un messaggio pubblico.
«Faremo in modo che la gente possa guardare, che sia pubblico», ha spiegato Hegseth in un’intervista a Real America’s Voice. Il motivo? Far capire che per azioni del genere esistono conseguenze molto serie. Non solo. La fucilazione è stata fissata per un giovedì, alle 13, proprio nel giorno della settimana e all’incirca nell’orario in cui Hasan compì la strage. E avverrà nella stessa base militare. Una scelta evidentemente simbolica, oltre che giudiziaria.
Il precedente storico rende ancora più singolare la decisione. L’ultima esecuzione militare americana risale al 1961, mentre l’ultima fucilazione eseguita dalle forze armate statunitensi risale al 1945. Secondo CBS News, l’ultima esecuzione pubblica negli Stati Uniti risalirebbe addirittura al 1936, quando Rainey Bethea venne impiccato in Kentucky davanti a una folla immensa. Novant’anni dopo, il pubblico non dovrà nemmeno presentarsi sul posto: basterà una connessione Internet.
Geoffrey Corn, docente di diritto alla Texas Tech University ed ex giurista militare, ha osservato alla CBS che trasformare l’applicazione della pena in uno spettacolo pubblico richiama pratiche del passato che sembravano ormai superate. Intanto il Pentagono ha confermato la diretta, ma non ha ancora spiegato attraverso quale piattaforma sarà diffusa né come verrà organizzata la visione. E non si possono escludere ulteriori iniziative legali capaci di incidere sui tempi dell’esecuzione.
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