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Le 10 regole che il governo deve imparare - Seconda parte

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Gli uomini non vogliono sentirselo dire che la vita è tragica. Lo sanno, lo sanno che la vita è senza soluzione, senza riparo. Pura tempesta. Ma non vogliono sentirselo dire. Altrimenti verrebbero meno illusioni, alibi, inganni, prebende. La vita è già scomoda di suo per poterci mettere anche quella grande scomodità che è il peso della libertà di pensiero e di azione. Meglio affidarsi a qualcosa che si prenda in carico il peso. Meglio fingere di credere che il potere può tutto e corrompere così anche il potere. (Per approfondimenti: Scritti selvaggi o della lotta con la vita che ci divora; La Selva. Un tentativo di serenità nel mezzo della tempesta; L’individualismo statalista. La vera religione degli Italiani)

È tornato il tempo della dissimulazione onesta di Torquato Accetto per chi, beato lui, ci riesce. Larvatus prodeo, secondo Cartesio. Vivi nascosto, secondo Eraclito. L’arte di tacere, secondo Abate Dinouart. Insomma, fatti i cazzi tuoi, secondo ‘Ntonio u’ curnut’.

Decalogo per Facebook e per il governo:

1. Impara a dire “non lo so”.
2. Impara la numero 1.
3. Ritorna alla numero 1.
4. Nessun uomo sa più di quel che non sa.
5. Chi sa tutto non è Dio, è fesso.
6. Se credi di sapere tutto aspetta che ti passi.
7. Per sapere qualcosa è necessario sapere di essere ignoranti.
8. L’ignoranza non è eliminabile.
9. L’uomo non sa tutto, dunque, non può tutto.
10. La 9 vale per tutti, compreso Stato e governo.

Giancristiano Desiderio, 9 agosto 2021