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Le 10 regole che il governo deve imparare

mario draghi

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Stamane, mentre andavo all’edicola per la preghiera mattutina, come mi hanno insegnato mio nonno ed Hegel che nella mente si confondono fino all’uno, son passato davanti a una chiesa sul cui sagrato vi erano fedeli che partecipavano alla messa. Passavo tra la folla (sì, folla) e il sacerdote di verde vestito e con le braccia aperte diceva: “Preghiamo per chi governa perché Dio non gli faccia mai mancare la luce per i gravosi compiti che deve svolgere senza cadere nell’illusione diabolica del governo assoluto”. Mi allontanavo e ripetevo a me stesso che questa è da duemila anni la forza del cristianesimo sempre in lotta con il pagano sacrificio umano, la linea d’ombra che stiamo riattraversando.

Tutto nello Stato, nulla fuori dallo Stato. Il principio totalitario, esplicitato da Mussolini e realizzato al meglio da Tedeschi (nazionalsocialisti) e Comunisti nel 900, ispira amministrazione, società e scienza nel XXI secolo. Affidare la vita intellettuale, morale e sanitaria allo Stato è insieme un errore e un alibi. L’uomo è un animale che non può essere governato in modo totale senza perdere dignità. È il problema del nostro tempo.

Obbligo vaccinale per gli insegnanti: ora è chiaro perché si chiama “corpo docente” ed è ancor più chiaro che il corpo è dello Stato o lo Stato così ritiene. Tutto è dello Stato: corpo e scuola. Andrà tutto bene.