L’Iran potrebbe avere un’atomica entro tre mesi

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Neanche il Covid-19, con la scia di morti che ha seminato in Iran, il numero preciso non lo sapremo mai, e le rivolte interne, sempre soffocate nel sangue dai Guardiani della Rivoluzione, o le sanzioni internazionali, che sono riuscite solo ad affamare la popolazione civile, hanno fermato la smania nucleare degli Ayatollah. Questa volta a dire che, nonostante gli accordi internazionali, il programma nucleare iraniano non ha avuto la minima battuta di arresto, non è Israele ma due rapporti che sono stati pubblicati nell’ultimo mese. Si tratta di due pubblicazioni, una americana e l’altra che arriva direttamente dai servizi di intelligence tedeschi. Ambedue i rapporti giungono alla stessa conclusione e cioè: l’Iran sta continuando con il programma nucleare e entro circa tre mesi potrebbe avere uranio arricchito in quantità sufficiente per una prima bomba atomica.

L’A.I.E.A., l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, ha recentemente dichiarato che il regime iraniano non consente ai suoi ispettori l’ingresso in due siti dove c’è un’attività sospetta e materiale non dichiarato. Questa è solo l’ultima delle violazioni iraniane all’accordo sul nucleare, violazioni che sono state alla base, insieme a informazioni di intelligence che la Casa Bianca ha preso in seria considerazione, e che hanno portato il Presidente Usa Donald Trump ha ritirarsi dagli accordi di Ginevra. Dai rapporti giunti da Washington e da Berlino, per non parlare di quelli che giornalmente arrivano da Vienna dove l’A.I.E.A. ha la sua sede centrale, si capisce che proprio nei due siti interdetti si lavora febbrilmente, e se a questo aggiungiamo che nel mese di ottobre scadranno le sanzioni sulla vendita di armi all’Iran, con la Russia e la Cina che si oppongono in tutte le sedi internazionali alla richiesta Usa di prolungare l’embargo, richiesta inoltrata anche al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, abbiamo la quadratura del cerchio.

Israele, dopo che tutte le prove presentate in questi anni agli ‘alleati’ occidentali sono state ignorate, dopo che esperti della Cia americana, dell’MI-6 inglese e del Bundesnachrichtendienst Bnd, i servizi segreti della Repubblica Federale di Germania, hanno potuto analizzare ben cinquecento chilogrammi di documentazione sul programma nucleare iraniano che agenti del Mossad avevano trafugato a Teheran, ha probabilmente deciso, considerando che nessuno vuole o ha il coraggio di mettere l’Ayatollah davanti alle loro responsabilità, di agire da sola.

Le informazioni contenute nei rapporti della C.I.A. e del B.N.D. di cui ho scritto all’inizio di quest’articolo, sono solamente altri pezzi di un puzzle che, visto nell’insieme, portano a pensare, a livello di analisi militari e di opzioni possibili, che tra pochi mesi l’Iran potrebbe avere la bomba atomica e, se scadono le sanzioni, anche la possibilità di ottenere le armi avanzate che possano fare sia da vettore alla testata e portarla lontano per bombardamenti nucleari improvvisi, sia per proteggere il proprio territorio da eventuali strike aerei, preventivi o di risposta.

Sia la Russia che la Cina, le stesse potenze che si oppongono al prolungamento delle sanzioni, aspettano solamente il momento giusto per aprire i loro supermercati militari con la speranza di incamerare qualche miliardo di dollari a discapito di quegli equilibri che dal 1973, Guerra dello Yom Kippur, hanno mantenuto il Medioriente in una sorta di calma relativa. Non potersi fidare di nessuno e non lasciare in mani altrui la propria sicurezza sono i motivi per i quali da anni i piloti dell’aeronautica militare israeliana si esercitano su una distanza cha varia fra i 1200 e i 1300 chilometri in linea d’aria.

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17 Commenti

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  1. Caro Alfredo,
    mi risulta difficile comprendere la nozione di “popolo violento e crudele”: cos’ e’ un gene? un tipo di educazione? un influsso extraterrestre?
    Wilson fu contrario alla punizione inflitta agli ex Imperi Centrali, che porto’ al II conflitto; Truman fu cosi’ cattivo che agli ex nemici porto’ la democrazia e una valanga di soldi per realizzarla. Se lei oggi ne puo’ dir male, addirittura diventar ricco per questo, lo deve a loro.
    Nei paesi che lei considera abitati da buoni, non puo’ farlo. In nessuno dei paesi satelliti della Cina, lei puo’ criticare la politica cinese, neanche dire che ha diffuso il virus e, fra un po’, dovra’ dire che il virus lo ha diffuso l’ Occidente: non e’ ne’ una battuta ne’ un’ iperbole, lo stanno gia’ dicendo.
    3000 contro 400.000. Questo conteggio dei morti non ha senso: la guerra la vollero i Giapponesi e ne pagarono le conseguenze. Col suo metro, dopo aver ucciso 3000 giapponesi gli americani avrebbero dovuto ritirarsi! Peccato che i giapponesi non si arresero se non dopo le atomiche! o dovevano arrendersi gli americani, anche se stavano vincendo, solo per apparir ‘buoni”? Da quando il mondo e’ mondo, le guerre si fanno per vincere e, a tale scopo -fin dai tempi di Ulisse- ogni metodo e’ buono, Gli Ittiti sconfissero Ramsete II perche’ avevano i carri trainati dai cavalli e la cavalleria che sterminarono i fanti egiziani. Alla sorte dei civili giapponesi, piu’ che Truman, avrebbe dovuto pensarci Hiro Hito. Lei ha ricordato il bombardamento di marzo, che pero’ fu solo l’ ultimo: in complesso a Tokio ci furono 200.000 morti: perche’ il Giappone non si arrese? L’ idea era di vender cara la pelle, di sacrificare milioni di persone per “salvare l’ onore” e ammazzare piu’ americani possibile. Hiro avrebbe fatto meglio a dissuadere la miglior gioventu’ nipponica dal sacrificarsi come kamikaze. Ad Okinawa, 150.000 civili morirono gettandosi a mani nude sui nemici o suicidandosi per il “disonore” di aver perso la propria terra: toccava agli americani arrendersi? Ma come ragiona, di grazia? Le atomiche furono giuste e sacrosante: infatti ottennero lo scopo che i 200.000 morti di Tokio non avevano ottenuto e nessuna vita americana venne perduta. Ma, le vuole entrare in testa che quella guerra, gli americani nemmeno l’ avevano voluta? Ma si puo; chiedere scusa per essere stati attaccati? e lei si limita a contare i morti? In realta’, anche li’, come in Europa, furono buoni e lungimiranti: risparmiarono l’ Imperatore, primo responsabile della catastrofe, portarono la democrazia e la finanziarono.
    Gli USA costrinsero anche gli Inglesi a rinunciare al loro impero coloniale. I Francesi, accecati dal loro orgoglio nazionale non vollero e mal gliene incolse. Oggi il Regno, grazie al suo ex Impero puo’ affrontare la Brexit mentre la Francia puo’ fare solo la foglia di fico allo strapotere tedesco, mentre gli ex coloni hanno portato la guerra in Francia.
    Che lei abbia avuto una grande delusione lo avevo capito anche io, Ma questo non giustifica quello che e’ non tanto un travisamento, ma addirittura un’ inversione dei fatti. Le consiglio la lettura di Toqueville, un classico della letteratura democratica. Se lei e’ rimasto deluso i motivi posson essere tanti: aspettative esagerate, insuccessi, incapacita’, soprattutto per un latino, di adattarsi a regole troppo stringenti, ad una mentalita’ “square”, ad una dimensione eccessivamente competitiva, dove piu’ che i “titoli” valgono le capacita’ sul campo, grandi spazi e solitudine: anche mia sorella resistette meno di due anni, poi torno’ in Europa, ma all’ italia preferi’ la Svizzera.
    I paesi “liberati” da Stalin ritornarono a condizioni pre- belliche: dittatura e miseria. Oggi hanno adottato il modello americano e stanno ottenendo risultati ottimi. Con l’ euro stanno traccheggiando: hanno capito che arricchisce Germania e pochi altri e impoverisce le economie piu’ deboli. E’ una cosa intuitiva, ma gli italioti non l’ hanno capita.

    • Caro Raffaello ritengo che gli statunitensi siano un popolo cattivo non per un destino avverso o per deviazioni genetiche, ma per la loro storia, caratterizzata da guerre infinite, interne e verso altri paesi, e da violenza subita ed, inevitabilmente, praticata per sopravvivenza. La storia, la vita vissuta scolpiscono il carattere delle popolazioni, quanto degli individui, e gli Usa furono caratterizzati da immani sofferenze e lutti per la costruzione del paese come appare oggi. Il carattere dei suoi cittadini è, inevitabilmente, aggressivo, ostile a chi viene da fuori, proiettato su una continua competizione ed estraneo alla collaborazione. Apprezzo quindi la Sua sincerità (perché non rafforza oggettivamente la Sua difesa del paese) nella citazione dell’esperienza di Sua sorella che, come diverse persone che conosco, ha pensato bene di salutare un paese invivibile (ottima scelta la Svizzera). Ho letto Tocqueville, l’ho sempre considerato un testo di riferimento, ma lui stesso ammetteva di essersi fermato ad alcune realtà, anche geografiche, del paese; senza dimenticare che i suoi elementi di comparazione erano paesi come la Francia, in cui era in corso la reazione autoritaria ai moti del 1830. È poi verissimo ciò che scrive sulla suicida difesa ad oltranza del Giappone (solo la decisione di Hirohito impedì che fosse portato a compimento il disegno dei militari di far morire l’intero popolo), ma quelli Usa furono certamente crimini di guerra. Tuttavia la storia sui crimini di guerra dipende solo dall’esito della guerra stessa. Ergo benissimo che abbiano vinto gli alleati, meglio ancora che del modello Usa, in fondo abbiamo importato solo qualche pessima bibita, buona musica e cinema, a volte, di qualità, e non il resto. Infine delusione? Di entità indicibile, ma fa parte del gioco della vita. Cordialmente.

  2. Sig. Branzanti,
    lei ricostruisce la Storia a suo piacere. Il Giappone, nei fatti, stramerito’ il trattamento che poi subi’. L’ attacco di Pearl Harbour proditorio e senza dichiarazione di guerra, quello si’ fu un crimine contro l’ umanita! La reazione americana fu ovvia e legittima: se lei mi da’ un cazzotto, senza motivo e senza avvertirmi, mentre le passo accanto, io le sparo in fronte.
    Il fatto e’ che i giapponesi si comportarono come i fascisti: credevano che la guerra, una volta distrutta la flotta americana, sarebbe stata una passeggiata. Con gli Americani non e’ cosi’. Loro non sarebbero mai entrati in guerra, ma se li attacchi, devi aspettarti delle conseguenze.
    I bombardamenti di citta’ non furono un’ invenzione USA. L’ Asse li utilizzo’ molto prima dell’ intervento americano. Dalla Spagna, alla Polonia, alla Francia, all’ Inghilterra, alla Cina, e a tutti i paesi della costa del Pacifico Cio’ che distingue la guerra moderna da quelle ottocentesche e’ che, piu il conflitto diventa tecnologico, piu’ la distinzione fra militari e civili diventa labile: la popolazione partecipa attivamente allo sforzo bellico e fiaccarne la resistenza, assicura la cadutadel fronte interno e conduce alla vittoria quanto un grande trionfo militare. Questov lo avevano capito i paese dell’ Asse -ricorda Guernica?- ma anche gli Alleati.
    Se gli effetti dei bombardamenti nazisti e nipponici non furono altrettanto devastanti, fu solo per una questione tecnica: i bombardieri di Ro.ber.to erano meno effcienti.
    Il bombardamento di Tokio, che lei cita, e’ la prova che i successivi bombardamenti atomici erano indispensabili per porre fine al conflitto.
    Il primo causo’ piu’ vittime dei due successivi, ma non servi’ da lezione:
    il conflitto duro’ altri 4 mesi e Iwo Jima, ma soprattutto Okinawa, dimostrarono che l’ invasione del Giappone sarebbe costata un enorme bagno di sangue, La decisione del Governo americano fu giusta e doverosa:nessun governo manda al macello i propri giovani se esiste un’ altra soluzione.
    Desta ilarita’ la citazione di Germania e Russia definiti paesi non criminali: ma che vuol dire? se Hitler e Stalin erano criminali i popoli che li seguivano lo erano altrettanto. Gia’, per lei neanche Suleimani era un criminale: lo e’ invece Trump! Ma mi faccia il piacere… La Germania e’ stata “convinta” alla democrazia grazie alla lezione che le hanno impartito gli USA; il comunismo e’ caduto anche grazie all’ azione di contenimento dei gringos: senza di loro, la feccia comunista al potere ce la saremme goduta anche noi, con i risultati di miseria e terrore che io ho constatato personalmente in Romania. Il comunismo era marcio, ma e’ caduto solo perche gli USA ne hanno bloccato l’ espansione. Questi sono fatti storici acquisiti e sono sotto gli occhi di tutti. A contestarli sono solo i nazi-comunisti, per odio ideologico contro la democrazia.
    Curiosamente, tra gli “aggrediti” lei annovera persino il Giappone, con una inversione dei fatti che fa letteralmnte accapponare la pelle! Cita poi Korea, Viet nam, Iraq, Afghanistan, e paesi dell’ America latina: lei sta sempre dalla parte dei dittatori nazi-comunisti o islamisti, chissa’ perche’. Per lei rendono il mondo migliore. Da buon italiano, non e’ rimasto per caso un po’ fascista? Nel dettaglio, la Korea del Nord invase quella del Sud e per fortuna gli americani la salvarono: al Nord si muore di fame, il Sud e’ una potenza economica che sta per superare l’ italia; in Viet nam accadde le stesso, solo che vinsero i rossi e ora tutti sono felicemente affamati; in Iraq gli Americani intervennero perche il dittatore di turno aveva invaso il Kwait: ha tifato per Saddam?;
    e che ne dice dei talebani? o dei dittatori gestori del narcotraffico in Sud America? Dovevamo comunque stare al loro fianco? Oppure con MIR, Sendero Luminoso, Castro, Che, Chavez, Maduro e compagnia bella?
    Abbastanza buffo il fatto che lei se la prenda con Trump, che sta ritirando le truppe in tutto il mondo, mentre quasi tutte le guerre di cui lei ha parlato, tranne Korea e Iraq, le hanno fatte i dem!
    Sui nativi americani, c’ e’ da dire che i morti nelle guerre indiane, furono cc. 19.000 bianchi a fronte di 45.000 nativi: molti, sicuramente, ma pochi per parlare di genocidio. Gli indiani, per lo piu’, morivano per malattie di cui i bianchi avevano gli anticorpi e per abuso d’ alcool cui non erano abituati. Lo schiavismo, all’ epoca era prassi usuale: ma gli americani hanno avuto una guerra civile per abolirlo. Tra gli italiani “massacrati” annovera anche i mafiosi?
    Caro Alfredo, lei non mi ha ancora risposto a una domanda che le ho rivolto in un precedente intervento: se gli USA sono l’ inferno che lei descrive, come mai ci sono decine di milioni di persone che li’ si sono riversate e non se ne vogliono andare? come mai ci sono dodici milioni di clandestini e almeno altrettanti che premono alle frontire per entrare ad ogni costo? Come mai da tutto il mondo chiedono di entrare ma nessuno se ne vuole andare? Guardi che gli immigrati che decidono di andarsene non li chiudono nei campi di concentramento…….
    L’ America e’ l’ inferno esattmente come il comunismo era il paradiso: laggiu’ non ci voleva andare nessuno, ma dovettero costruire un muro per non farseli scappare; nell’ “orrenda” America e’ esattamente il contrario. Per di piu’, se li accompagni alla frontiera, nessuno se li vuol riprendere.

    • Caro Raffaello premettendo che sono arrivato a 65 anni senza dare o ricevere un cazzotto, Le assicuro che mi guardo bene dall’aggredirla, visto la reazione che annuncia. Lei mostra di apprezzare le reazioni sproporzionate, se un attacco, a tradimento senza dubbio, che costò la vita a, vado a memoria, poco più di tremila persone, di cui alcuni civili, merita di essere ricompensato con quasi 400.000 civili bruciati vivi in tre bombardamenti. La verità é che, come Lei ha efficacemente citato, gli Usa hanno sempre seguito una politica di sterminio e terrore (sostanzialmente quella seguita dai tedeschi in Italia dopo l’8 settembre), a dimostrazione di essere un paese crudele, abitato da gente crudele. Ci sarà un motivo se i suoi estimatori (lo so bene) devono sempre difendere il paese dall’accusa di crimini contro l’umanità, esattamente quello che Lei ha sostenuto nel Suo apprezzabile intervento. Quanto alla domanda, posso risponderle, in tutta sincerità, citando i motivi che mi avevano spinto a pensare di andarci a vivere. La martellante propaganda, costruita con molta efficacia, presenta un paese libero, accogliente, ospitale, generoso, sempre nel giusto, dove è piacevole vivere. Poi arrivi, vedi la miseria e la disperazione nelle strade, conosci una popolazione ostile ai limiti della violenza, ti senti minacciato in ogni tuo movimento, capisci la mostruosità del sistema. Tante persone sognano semplicemente un paese inesistente e, se non vi si recano, il sogno rimane. Per chi ha la sventura di arrivare i sogni muoiono all’alba. O nel Rio Grande.

  3. Qui tutti contro gli USA !..memoria corta ..tedeschi russi afghani giapponesi iraniani …altro che sovranisti !…gli Americani ci hanno salvato dai tedeschi e dai giapponesi che avevano in mano la seconda guerra a mondiale pur essendo piccoli come l’Italia è feroci come
    I tedeschi …andare in Russia e in Iran o Afghan a vivere e lasciate il bel pease che ama gli Usa e i turisti americani..o no forse meglio i russi e i tedeschi ??…aprite gli occhi

  4. Di tutto ciò in Italia che ce ne cale? L’avessimo anche noi la bomba atomica, con i gringos fuori dai piedi! E poi, perché Pakistan e Corea del nord si e Iran no?

  5. Se la situazione è questa, e stante la presenza di un rapporto tedesco posso assolutamente crederci (a quello Usa non credo, anche se di atomiche se ne intendono, visto che sono stati gli unici, nella storia umana, ad utilizzarle per sterminare una popolazione civile), dobbiamo ringraziare chi ha distrutto l’accordo internazionale, che aveva garantito controlli costanti. Dopo la sua conclusione, l’Iran ha riattivato le attività tese alla realizzazione dell’atomica. Good job orange!!!!

  6. Non ho capito. Le atomiche le hanno gli americani, che ne hanno già sganciate due, e non le possono avere gli iraniani?

    • Con la non trascurabile differenza che le atomiche americane sono servite per porre termine ad una guerra che se avesse dovuto contemplare l’invasione del Giappone avrebbe causato milioni di morti tra civili giapponesi e militari sia giapponesi che americani. L’Iran islamonazista l’atomica molto più probabilmente la userebbe per scatenare una guerra.

      • Gentilissimo mi perdoni, ma ciò che Lei scrive è la tradizionale versione della propaganda Usa, che tende a far passare le atomiche su Hiroshima e Nagasaki come….pacifiste. Furono due orrendi crimini contro l’umanità, ma non il peggiore in quella guerra. Nella notte del 9 marzo 1945 il bombardamento al napalm di Tokio, una città all’epoca priva di presenza militare, causò lo sterminio di circa 150.000 donne, bambini ed anziani bruciati vivi (sic). Sono solo episodi della storia Usa che mi portano ad una riflessione sul concetto di crimini di guerra. La Germania nazista e la Russia sovietica furono paesi governati da regimi criminali, ma i cambiamenti politici avvenuti hanno dimostrato che non si trattava di paesi criminali. Gli Usa invece, in tutta la loro storia e senza cambiamenti di regime politico, hanno sempre commesso crimini contro l’umanità, sia all’interno (schiavitù, segregazione e linciaggi degli afro, sterminio dei nativi, massacri di italiani, irlandesi, cinesi ed altre minoranze) come all’esterno (Giappone, Korea, Vietnam, Iraq, Afghanistan direttamente, Sud e Centro America spesso per interposte forze). Possiamo quindi affermare, sulla base della realtà storica e dell’attualità, che gli Usa sono un paese criminale. Normale che oggi alla casa bianca ci sia quell’onesto uomo. Dobbiamo preoccuparci dell’Iran quando abbiamo militari di quel paese (usciti dalle loro scuole di crimini) in casa nostra?

        • Ma gli stai anche a rispondere? Questi partono dal presupposto di essere i buoni, e chi non la pensa come loro è cattivo (e quindi sono legittimati persino a decidere chi può e chi non può detenere armi). Eppure la presenza dal ’45 di basi militari USA sul nostro territorio dovrebbe essere esplicativa… Ma non sentono ragioni: il loro modello di società è il migliore e va esportato in tutto il mondo, eventualmente con la forza; le loro non sono guerre, sono azioni di polizia, hanno degradato moralmente l’avversario, il quale non è più il nemico leale che può anche avere ragione ma è diventato il delinquente.

  7. Sfaradi, seguendo la sua logica, ci dica chi autorizzerebbe oltre ad Israele, a detenere per la “salvezza” del mondo, la bomba atomica.
    Sappiamo che il suo articolo non ha nulla a che fare con l’annessione “pacifica” della Cisgiordania, ma di certo continuare a criminalizzare l’Iran, in questo momento, può essere un ottimo diversivo.
    Israele, intendiamoci bene per evitare equivoci, ha tutto il diritto di esistere e se aggredita, con o senza bomba atomica, di difendersi. Ma onestamente non mi pare proprio, che l’Iran ridotta alla fame, da una comunità internazionale pronta a puntarle il dito contro, ed a bendarsi occhi, naso e orecchi, contro altri regimi dittatoriali altrettanto spietati, per pura convenienza economica ed ideologica, possa attualmente rappresentare una minaccia per Israele o per l’Occidente. Spero che Trump, che continua a digrignare i denti, al solo fine di trattare, anche con l’Iran, eviti lo scempio e lo sterminio che Obama e l’occidente stesso hanno permesso in Siria, tuttora sotto sanzioni, benchè quasi rasa al suolo.
    La storia ci insegna che per disfarci del regime dittatoriale di Hitler, abbiamo avuto un disperato bisogno della collaborazione di Stalin.
    E l’esistenza del deterrente nucleare russo cinese, mi pare un buon antidoto contro dem o (neocon )niache tentazioni di certi ambientini americani, che non cercano altro che guerre infinite per primeggiare sul mondo.

  8. Sig. Alessandro 2,
    la sua constatazione e’ vera ma non mi sembra rifletta i reali schieramenti in campo. Se Bin Laden era saudita, cio’ non significa che il suo paese e il relativo governo vogliano la distruzione di Israele. L’ Arabia non e’ entrata in lutto per la sua morte. E’ come dire che, siccome alcuni italiani erano brigatisti rossi, l’ italia era un paese di terroristi.
    Al contrario, l’ Iran dichiara ad ogni pie’ sospinto che il suo principale obbiettivo e’ annientare gli Ebrei e tutti ricordiamo la sarabanda organizzata quando fu giustiziato il terrorista Suleimani organizzatore e capo di tutti coloro che, sciiti o sunniti, sono impegnati in quel compito.
    Al contrario, i governi di molti paesi sunniti hanno accettato, piu’ o meno ufficialmente, l’ esistenza di Israele e non si dotano di bombe atomiche.
    Purtroppo, se l’ inquilino della Casa Bianca dovesse cambiare, il futuro di Israele sarebbe in gravissimo pericolo.Spero solo di non dover assistere allo scontro finale, in cui gli Ebrei sarebbero lasciati completamente soli com’ e’ gia avvenuto coi nazisti.

    • Un altro leccapiedi… quanto ti pagano per sparare stronzate??
      Mi sono già fermato alla seconda riga perchè ho subito capito che eri filo-israeliano e per un altro motivo..
      “L’Iran non ha permesso a due funzionari di controllare e bla bla bla.. e poi scrivi e perciò il presidente Trump si ritirò dal’accordo”
      Come se fosse colpa loro e come se fossero stati LORO a non rispettare gli accordi. Ma zitto

  9. Mah, secondo me puntando il dito contro l’Islam sciita abbiamo proprio sbagliato nemico.

    In Siria come in Palestina o nello Yemen, e negli attentati terroristici antichi e recenti, sono sempre e solo stati in azione i sunniti. Che però, avendo dietro i Saud, sono amiconi di tutti, da Trump a El Papa, dai media occidentali (spesso comprati proprio con i cari vecchi petrodollaroni, come quasi tutto lo sport professionistico) a quelli mediorientali.

    Ma è l’Iran quello brutto, sporco e cattivo. Mah.

    • Vero. L’Europa aveva avviato una collaborazione economica e politica con l’Iran, ma i soliti noti hanno fatto saltare tutto, ripreso le sanzioni e l’embargo illegittimo con la speranza di affamare la popolazione e staccare l’Europa da loro, ad attaccare e provocare su tutti i fronti l’Iran. Queste ‘notizie’ sanno di disinformazione e forse preparano al peggio…

    • Bisogna diffidare da qualsiasi tipo di Islam radicale. Sunniti e sciiti nonostante se le suonano da secoli rappresentano comunque un pensiero religioso radicale e fondamentalista che ha portato il medio oriente ed il nord Africa ad essere una polveriera. Alla fine Trump ha fatto bene a rompere perchè la ritrovata amicizia sotto Obama ha dimostrato solo tante falsità e forzature. Personalmente non sto con nessuno, né con l’Iran né con Saud+Erdocane.

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