E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com
C’è un grande assente nel dibattito politico milanese proiettato verso il 2027. Un tema che pare essere considerato quasi tabù, proprio laddove invece più ti aspetteresti di trovarlo cerchiato in rosso nelle agende. Il salario minimo. Ovvero: stipendi milanesi adeguati al costo della vita milanese. Che – tra casa, spesa e altri servizi primari – è come noto superiore al resto d’Italia. Può apparire strano, infatti, che di fronte all’evidente problema della sostenibilità economica della città, raramente sia proposta la soluzione più lineare: rendere qui più pesanti le buste paga. Impossibile trovare un sistema che possa essere accettato da tutte le parti in causa? Non la pensa così Tomaso Greco, che da anni porta avanti questa crociata. Dapprima con Adesso!, oggi con Spazio Pubblico, di cui è tra i co-fondatori. “Non si possono affrontare i problemi di Milano senza intervenire sul problema degli stipendi. Con uno strumento che peraltro già esisterebbe, la contrattazione integrativa metropolitana sia per i salari che per il welfare. Consentendo ai tanti che oggi fanno fatica di poter rimanere a vivere in città”.
La prima buona notizia è che il percorso con i sindacati è già stato avviato: “A febbraio abbiamo riscontrato la disponibilità ad avviare una contrattazione territoriale da parte di Cgil, Cisl e Uil, con la prima per la verità più interessata ad ora alla componente welfare. Mentre la Cisl ha inserito il tema nel proprio libro verde”. Ma anche sul fronte datoriale ci sono alcune significative aperture: “La Confederazione nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa ha partecipato a diverse nostre iniziative: non è vero che non ci sia disponibilità al dialogo”. Al tavolo dovrebbe sedersi però anche la politica. Ed è qui che la fiducia di Greco pare incrinarsi per lasciare spazio ad una certa disillusione: “Le parti potranno essere convinte se Palazzo Marino si farà garante di questo processo. Gli accordi possono essere teoricamente fatti anche senza il Comune, ma è dall’ente garante dei bisogni dei cittadini che dovrebbe giungere lo stimolo”.
La paura della sinistra a parlare di stipendi
E si giunge a qualche giudizio sferzante: “Trovo molto divertente la prudenza e la paura con cui parte della sinistra parla di stipendi: c’è chi è pronto a fare proclami incendiari su tante cose, ma quando poi si va nel concreto… io la definisco la ‘sinistra dei miei stivali’, che si infiamma solo per grandi questioni di principio”. Greco fa anche nomi e cognomi: “Prendiamo Lorenzo Pacini: dice di voler tassare i milionari, poi il punto di caduta quale è? Convocare i cento residenti più ricchi per una attività di fund raising con il cappello in mano”.
Uno degli storici motivi di reticenza è il timore di “spaccare il Paese” riproponendo lo schema delle gabbie salariali: “Lo trovo un vecchio riflesso di una parte ideologica della sinistra. Ma le differenze esistono già ad ogni livello. Nello stesso ufficio si possono trovare un dipendente con contratto chimici ed uno con contratto metalmeccanici che fanno lo stesso identico lavoro e sono pagati diversamente. Medesime differenze in busta paga ci sono tra chi fa lo stesso lavoro in una grande azienda o in una piccola realtà. E’ semplicemente sbagliato considerare il solo salario nominale, ovvero il numero scritto in busta paga. E’ già così per chiunque confronti e valuti le condizioni di lavoro a Milano e in qualsiasi altra città non italiana: a essere determinante è il salario reale, quello cioè rapportato al costo della vita in quella data città”.
Questi e molti altri temi confluiranno sabato 3 ottobre al teatro Franco Parenti di Milano per l’assemblea regionale di Spazio pubblico. Ci sarà Pina Picerno. E Greco si aspetta grande partecipazione: “Sarà un dibattito di grande qualità e ci aspettiamo che diventi anche un momento importante per la nostra proposta su Milano e la Lombardia”.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).



