Milano Quotidiano

Milano 2027, Fratelli d’Italia (rigorosamente dietro le quinte e senza annunci) verso il sostegno alla candidatura dell’azzurro Perego

Il suo profilo istituzionale e la provenienza da una nota famiglia della città rispondono ai requisiti ideali per una piazza esigente come quella milanese

Matteo Perego di Cremnago
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Anche se i fari della politica sono puntati sui principali temi scadenze nazionali e internazionali — dalla delicata sessione di bilancio 2027 (con la zavorra del deficit-Pil rimasto sopra il 3%) ai complessi equilibri su Ucraina e Medio Oriente, fino ai nodi della riforma elettorale — sotto la cenere del Centrodestra continua a far discutere il dossier per le elezioni comunali di Milano del 2027. La coalizione di governo sa bene che la riconquista di Palazzo Marino rappresenta una sfida cruciale, una partita a scacchi dove ogni mossa va calcolata con estrema prudenza per evitare i passi falsi delle precedenti tornate amministrative.

In questo scenario, Fratelli d’Italia rivendica inevitabilmente il peso del proprio primato nei consensi all’interno della coalizione. Eppure, proprio da via della Scrofa e dagli ambienti più vicini alla premier Giorgia Meloni, filtra la consapevolezza che Milano richiede una formula politica e umana del tutto peculiare. La metropoli lombarda, storicamente refrattaria ai toni radicali o alle candidature troppo polarizzanti, esige un profilo marcatamente moderato, capace di dialogare con il mondo produttivo, con le professioni e con la borghesia meneghina che spesso decide l’esito del voto.

Finora, uno dei nomi più spesi nel dibattito interno è stato quello di Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati. Una figura autorevole, da sempre sponsorizzata dal presidente del Senato Ignazio La Russa, che vedrebbe di buon occhio un candidato di provata esperienza cattolica e centrista. Tuttavia, i nodi politici e i riscontri numerici sembrano frenare questa opzione. Da un lato, Forza Italia non appare affatto intenzionata a cedere il passo su una figura esterna al proprio nucleo storico e che darebbe visibilità a una forza politica concorrente che vale meno dell’1%; dall’altro, i sondaggi riservati che circolano tra i tavoli dei leader del Centrodestra non lascerebbero scampo a Lupi nei potenziali testa a testa contro i possibili candidati del Centrosinistra.

Ecco perché, in modo sempre meno sotterraneo, stanno salendo le quotazioni di Matteo Perego di Cremnago. Sottosegretario alla Difesa, milanese doc e quarantenne, Perego rappresenta l’identikit perfetto su cui Antonio Tajani e i vertici azzurri intendono puntare per rilanciare l’azione del partito nella culla storica di Silvio Berlusconi. Il suo profilo istituzionale e la provenienza da una nota famiglia della città rispondono ai requisiti ideali per una piazza esigente come quella milanese.

Il principale ostacolo per il sottosegretario resta la popolarità tra il grande pubblico, ma la macchina per colmare questo deficit sembra già avviata. Non è un caso che la sua presenza sui canali televisivi, sia Mediaset sia Rai, si sia fatta via via più frequente e trasversale, toccando temi che vanno ben oltre le strette competenze della Difesa. Si tratta di una strategia di posizionamento mirata a farne un volto familiare per l’elettorato.

Fratelli d’Italia, pur mantenendo una posizione di prudente attesa e non esprimendosi ancora ufficialmente, non esclude affatto questa soluzione. Nell’entourage della presidenza del Consiglio si fa strada l’idea che un candidato giovane, moderato ma spendibile sul piano del rinnovamento generazionale, sia la carta migliore per scardinare il fortino del Centrosinistra. Se le diplomazie continueranno a lavorare con questa intensità, la convergenza del Centrodestra sul nome di Perego di Cremnago potrebbe trasformarsi presto da semplice ipotesi di lavoro a realtà ufficiale. Va detto, infine, che se Matteo Salvini dovesse insistere sul nome di Silvia Sardone Fratelli d’Italia non avrebbe ostilità (che peraltro consentirebbe di coprire bene il fianco destro da Vannacci) ma gli equilibri politici nazionali e regionali (con molti comuni leghisti al voto il prossimo anno) fanno pendere nettamente la bilancia delle possibilità a favore di Perego di Cremnago.

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