Simone Orlandi, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, commenta gli ultimi sviluppi della campagna elettorale a Milano. E apre: “Sardone, Perego, Lupi: tre candidature che a noi vanno bene. Ora parola al tavolo nazionale”. L’INTERVISTA
La prossima settimana ci sarà un vertice nel centrodestra per trovare l’intesa sul candidato. Mentre la Lega propone Sardone e Forza Italia Perego, Fratelli d’Italia come intende muoversi e chi intende appoggiare?
Fratelli d’Italia lo ha sempre detto con chiarezza: Sardone, Perego e Lupi sono tutti e tre profili politici di grande spessore e, ciascuno con le proprie peculiarità, sono candidature che ci vanno bene. La scelta spetterà al tavolo nazionale del centrodestra, anche tenendo conto del quadro complessivo delle candidature negli altri capoluoghi. Sono certo che verrà fatta la scelta giusta.
Ora che Lupi ha ufficializzato la sua candidatura, potreste esprimergli il sostegno pubblicamente?
No, in questa fase non ci sarà un sostegno esplicito a Lupi. Non perché non riteniamo valida la sua candidatura, ma perché continuiamo a considerare validi tutti e tre i profili: Sardone, Perego e Lupi. La scelta dovrà essere condivisa dalla coalizione. Quando verrà individuato il candidato unitario, Fratelli d’Italia sarà pronto a sostenerlo pienamente.
Può confermare che il candidato del centrodestra arriverà entro la fine di ottobre, come ha detto Lupi?
Non posso promettere una data perché la decisione spetta al tavolo nazionale e non dipende soltanto da noi. Certamente ogni giorno perso è un giorno di campagna elettorale perso, quindi auspico che la scelta arrivi il prima possibile. Personalmente mi auguro che già ai primi di ottobre si possa avere il candidato.
Calabresi ha elaborato una sua ricetta personale per combattere il problema della sicurezza. «Gli spazi vanno gestiti, gli spazi vuoti militarizzati non sono spazi di socialità, sono deserti. Abbiamo bisogno di panchine, alberi sotto cui stare». Questo problema si risolve con più panchine?
Francamente mi sembra una semplificazione della realtà. Gli spazi pubblici vanno certamente curati e vissuti, ma non si può pensare che una panchina risolva il problema della sicurezza. Basta vivere Milano per rendersene conto: in alcune piazze riqualificate con panchine, tavoli da ping pong e altri arredi, la sera continuano a esserci degrado e bivacchi. Il problema non sono le panchine, ma pensare che possano sostituire il presidio del territorio. I cittadini chiedono più presenza delle Forze dell’ordine e controlli, perché la presenza dello Stato è anche un deterrente.
Calabresi ha invocato anche il tema del costo della vita a Milano. Secondo voi come si può affrontare questo problema?
Il costo della vita, e soprattutto quello della casa, è una delle grandi emergenze di Milano. Non è corretto dire che dipenda tutto dal Comune, perché ci sono dinamiche di mercato e fattori nazionali. Ma il Comune ha responsabilità e strumenti importanti, soprattutto sulle politiche abitative. Servono più edilizia sociale e convenzionata, il recupero del patrimonio pubblico inutilizzato e una vera politica per l’affitto accessibile. Milano deve continuare a crescere, ma deve essere una città nella quale non sia necessario avere uno stipendio altissimo per poter vivere.
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