La data è cerchiata in rosso sul calendario politico del centrodestra: il 24 e 25 ottobre, Milano ospiterà il congresso straordinario della Lega. Una scelta tutt’altro che casuale per il partito guidato da Matteo Salvini, che ha deciso di ripartire e rilanciare la propria azione politica proprio dalla capitale economica d’Italia, nonché città natale del suo leader. Il congresso sarà il palcoscenico ideale per mandare un messaggio chiaro e inequivocabile agli alleati di coalizione: su Milano la Lega non intende fare passi indietro, né accettare decisioni calate dall’alto.
Al centro del dibattito, oltre alla linea politica del movimento e alla sicurissima riconferma di Salvini segretario, c’è infatti la complessa partita per le elezioni comunali del 2027. I nodi da sciogliere all’interno del centrodestra sono già sul tavolo. Il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, sta spingendo con forza per la candidatura a sindaco di Matteo Perego di Cremnago, attuale sottosegretario alla Difesa ed esponente di spicco dei berlusconiani. Una spinta, quella degli azzurri, che sta trovando però un muro invalicabile in via Bellerio.
Fonti vicine ai vertici leghisti spiegano che Salvini molto difficilmente accetterà un candidato imposto da Roma, soprattutto in un territorio che storicamente rappresenta il cuore pulsante del Carroccio. Se l’ipotesi di una candidatura di Maurizio Lupi viene liquidata dall’ala leghista e dalla stessa Forza Italia ma anche da Fratelli d’Italia (ovviamente non Ignazio La Russa) come priva di reali chance concrete, la vera bandiera del partito fondato da Umberto Bossi per Palazzo Marino rimane quella di Silvia Sardone. L’eurodeputata viene indicata come la candidata naturale per la sua costante e visibile presenza sul territorio, da anni focalizzata sui temi chiave della sicurezza, del contrasto al degrado e della difesa della legalità – battaglie che le sono costate nel tempo anche pesanti minacce e che ne hanno cementato la credibilità tra i militanti.
Per la Lega Milano resta troppo importante
La posizione che Salvini ribadirà con forza proprio durante l’assise del 24-25 ottobre è improntata alla massima coerenza: Milano è una città troppo importante per la Lega per essere ceduta senza una convergenza totale. La soluzione all’impasse? Il centrodestra unito potrebbe lavorare per individuare una terza figura di forte profilo, possibilmente un candidato civico di area in grado di fare sintesi. In caso contrario, lo spettro di una divisione della coalizione già al primo turno, anche se molto remota, non si può escludere. La Lega è pronta a tenere il punto, e il congresso straordinario milanese sarà il momento della dimostrazione di forza per provare a blindare il futuro della città.
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(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)


