Milano Quotidiano

Milano, Zecchi si propone come sindaco in ticket con Albertini

Tre associazioni lanciano la candidatura dell’ex assessore alla Cultura. Albertini disponibile, ma prevede: "Credo che il candidato sarà Perego di Cremnago"

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Stefano Zecchi si mette a disposizione per una candidatura a sindaco di Milano, con una condizione: al suo fianco deve esserci Gabriele Albertini. La proposta arriva da tre associazioni civiche, Milano in Circolo, la NostraMilano e I Repubblicani, che hanno affiancato sul territorio il centrodestra. Un’iniziativa che il professore presenta come un’offerta ai partiti della coalizione, mentre resta aperto il confronto sul nome da scegliere per Palazzo Marino.

Zecchi: “Perché non impegnarsi per fare una cosa buona per Milano?”

In un intervento su Il Giornale, Zecchi parte dalla filosofia per spiegare le ragioni della sua disponibilità. Il riferimento è all’Ippia Maggiore di Platone e al rapporto tra bellezza, potere e responsabilità politica. “In un dialogo di Platone, Ippia Maggiore, il filosofo dice che la bellezza è come un ‘poter-fare’, e la testimonianza migliore di questa verità è data dalla politica, dove si può avere il potere per fare cose belle, cioè buone. Ho iniziato così il perché non vorrei tradire la mia storia, quella di un professore che ha studiato per quasi tutta la vita filosofia e ha cercato di insegnarla nel modo migliore ai suoi studenti, senza rinunciare a competenze amministrative cittadine”. Un ragionamento che diventa una scelta di impegno per la città: “Essere responsabili della bellezza del mondo, che oltrepassa l’indifferenza, l’opportunismo: impegnarsi dove una cosa buona può essere fatta”.

“Perché non essere responsabili della propria città? Perché non impegnarsi per fare una cosa buona per Milano? Simplex sigillum veri. Tutto qui, questo è il motivo semplice per dire sì agli amici che mi hanno chiesto di preoccuparmi della nostra città e di candidarmi a sindaco di Milano. Amici che da anni lavorano con passione nell’associazionismo cittadino”.

La condizione: “Se c’è Albertini e solo con lui”

Il punto centrale della proposta resta la collaborazione con Albertini, alla cui esperienza amministrativa Zecchi lega il progetto. “Ma ritorniamo a quel dialogo di Platone: non finisce dove ho finito io. Proprio perché dice che il potere della politica è bello perché si possono fare cose buone, quello stesso potere si può usare male e fare cose cattive. Per fare cose belle e buone ci vuole sapienza. Una sapienza amministrativa. Questa sapienza, comprovata da grande esperienza, è di Gabriele Albertini. Se c’è lui e solo con lui, potremmo fare cose belle e buone, insieme a una squadra di persone competenti“.

Già nel 2021 Albertini aveva messo a disposizione la propria esperienza per un possibile incarico da vicesindaco superpartes, ma il progetto era poi tramontato. Ora torna a dichiararsi disponibile nell’ambito della proposta avanzata dalle associazioni.

“L’urbanistica è messa male, la sicurezza latita”

Nell’intervento, Zecchi elenca i problemi sui quali ritiene necessario intervenire: urbanistica, sicurezza, casa, cultura e traffico. Al centro della critica c’è una città che, nella sua lettura, ha mantenuto la dimensione dell’esposizione permanente, perdendo attenzione per la vita quotidiana di chi la abita.

“Governare una città come Milano non è facile, ma non è inutile: l’urbanistica è messa male, la sicurezza latita, la casa per il suo prezzo espelle, la cultura ha bisogno di energia, il traffico… dite voi. La città vive come se non fosse mai finito l’Expo: un’incessante esposizione, e l’abitare a Milano non è più un dono“. È a questi temi che il professore collega la domanda alla base della propria disponibilità: “Si può fare qualcosa per questa città?”.

Una proposta ai quattro partiti del centrodestra

La candidatura viene descritta come civica, o “ibrida” tra il civico e il politico, secondo le parole del professore. Zecchi chiarisce che l’iniziativa deve essere sottoposta ai partiti, per costruire un percorso comune. “Ultima considerazione ma non suggerita dal dialogo di Platone. Se si consolida la collaborazione con l’onorevole Albertini, questa candidatura deve essere intesa come una proposta alla politica liberale e popolare (ai quattro partiti di coalizione del centro destra) per un percorso da condividere“.

Il centrodestra è impegnato nella ricerca di una sintesi tra Matteo Perego di Cremnago, sostenuto da Forza Italia, Silvia Sardone, candidata della Lega, e Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati. Zecchi definisce la propria disponibilità “un’offerta che vogliamo fare alla politica“. Se questa proposta dovesse ostacolare una soluzione condivisa dalla coalizione, il professore sarebbe pronto a fare un passo indietro. “La mia è solo un’offerta“, precisa, pur ritenendo che “questa candidatura potrebbe essere una novità interessante per Milano”.

Le associazioni: “Dare voce alla parte civica della città”

A promuovere l’iniziativa sono le tre realtà civiche, tra i cui riferimenti figurano Adriana Pozzi, Andrea Del Corno e Marco Reguzzoni. L’avvocato Andrea Del Corno, di Milano in Circolo, spiega il senso della proposta: “Notiamo un momento di stallo, quello che sta emergendo è il desiderio di dare voce alla parte civica della città“.

Le associazioni indicano come obiettivo “la voglia di dare una smossa e di proporre gente che sarebbe in grado di amministrare la città bene”. Per Del Corno, Milano “è una città che ha bisogno di essere riaperta e rilanciata e questo potrebbe essere fatto grazie all’esperienza di chi ai tempi ha saputo rinnovare Milano”. Il riferimento è ai progetti dell’amministrazione Albertini, dei quali, nella sua valutazione, la città continua a beneficiare.

Casa, giovani e periferie: i primi punti del programma

Tra i temi individuati per un possibile programma ci sono sicurezza, mobilità, casa e permanenza dei giovani: persone che vorrebbero restare a Milano, ma incontrano difficoltà a viverci e a investire sul proprio futuro. “Questa città non consente un progetto di vita in maniera serena“, osserva Del Corno. Da qui la richiesta di una visione più ampia, che comprenda l’integrazione con l’hinterland e affronti il tema delle periferie. “Pensiamo che questa città debba crescere nella sua capacità di offerta di bellezza, di fruibilità e di là dell’aspetto lavorativo puro”, aggiunge.

Il percorso di Zecchi tra università e amministrazione

Ex professore ordinario di Estetica all’Università degli Studi di Milano, Zecchi è stato assessore alla Cultura nella seconda giunta Albertini. Alla conoscenza di Milano affianca un lungo rapporto con Venezia, dove ha trascorso 15 anni in consiglio comunale: per i continui spostamenti tra le due città si definisce “bipolare”. Il suo percorso comprende diversi incarichi nelle istituzioni culturali: dal consiglio di amministrazione della Triennale, l’esperienza più recente, a quello del Piccolo Teatro, fino alla presidenza dell’Accademia di Belle Arti di Brera e al ruolo di membro del consiglio dell’Istituto per la programmazione scientifica e culturale di Regione Lombardia.

È su queste esperienze, insieme alla collaborazione richiesta ad Albertini, che Zecchi fonda la proposta alle forze del centrodestra. Una disponibilità da discutere con la coalizione, alla quale il professore affida la possibilità di trasformare l’iniziativa civica in un percorso condiviso.

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