Milano Quotidiano

San Siro, Truppo (FdI): “Scavuzzo ha poco da esultare, Sala ostaggio della sua maggioranza. E la vicenda non è chiusa”

Il capogruppo di Fratelli d'Italia a Palazzo Marino Riccardo Truppo commenta la bocciatura dei cinque ricorsi al Tar. L'INTERVISTA

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Il Tar ha respinto tutti e cinque i ricorsi contro la vendita dello stadio San Siro a Milan e Inter spianando la strada alla realizzazione del nuovo impianto. “Su San Siro il Tar della Lombardia ha parlato chiaro: il Consiglio comunale ha lavorato nel rispetto delle regole”, ha commentato la vicesindaca Anna Scavuzzo. Milano Quotidiano ne ha parlato con Riccardo Truppo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Comune a Milano. L’INTERVISTA

Come giudica il respingimento dei ricorsi da parte del Tar?
In parte è una non notizia. I ricorsi non sono stati neanche approfonditi. Sono stati considerati quasi tutti inammissibili. Nulla si dice sulla legittimità della delibera, questo in risposta al clima di esultanza della Scavuzzo che parla di correttezza delle procedure dell’amministrazione comunale. Fossi in lei non esulterei, perché di fatto sono stati graziati. Il capitolo giudiziario non è finito. C’è il Consiglio di Stato e il giudizio civile che è stato trascritto al catasto nel registro degli immobili. E poi c’è il contenzioso della Corte dei Conti. La vicenda è tutt’altro che chiusa. Si tratta di uno sviluppo urbano che sarà in mano al prossimo sindaco.

Non crede che la politica milanese stia abusando della burocrazia per non assumersi le proprie responsabilità decisionali?
Io ho paura che chi si lancia in queste affermazioni è soprattutto chi i dettagli non li ha proprio letti. C’è una barbara consuetudine a non studiarsi le carte e ad uscire con opinioni campate in aria per dare fiato alla bocca. Se dobbiamo fare i tifosi e ci fa piacere che Inter e Milan abbiano in pancia uno sviluppo immobiliare importantissimo, siamo alla stregua di quando Maradona fece gol con la mano in finale mondiale. È chiaro che il tifoso esulta, perché è tifoso. Ma chi ha a cuore le sorti delle vicende comunali dovrebbe fare degli altri ragionamenti.

La destra è un po’ di fronte a un bivio. Opporsi alla demolizione del Meazza per tutelare la storia di Milano, porta ad assumere una posizione vicina a quella di sinistra radicale e i Verdi. Se invece si sposa la linea della demolizione in nome del pragmatismo e degli investimenti privati, si avvallano le scelte di Beppe Sala. Da che parte sta Fratelli d’Italia?
È stato commesso un delitto amministrativo. Ora, noi siamo capacissimi di mettere un bel punto e girare pagina, ma non perdiamo di vista la premessa, altrimenti saremmo dei negazionisti. Li si è consumato un delitto amministrativo durato per anni, dovuto al fatto che il sindaco non ha potuto aprirsi in una dialettica serena con la sua maggioranza. Lo abbiamo visto con la delibera, dove appena poneva l’argomento in consiglio sapeva che sarebbe successo il Vietnam. La pratica autocelebrativa del Comune lo ha portato in una situazione delittuosa, a livello chiaramente politico e non in senso stretto giuridico. San Siro è un gioiello del Comune di Milano, non so con che cuore si può pensare al futuro con  la svendita di un tale gioiello.

Lei ha detto che la patata bollente spetterà al prossimo Sindaco. Ma se domani il centrodestra vincesse le elezioni, cosa farebbe?
Ci sarebbe da capire se i dettagli che emergono sono compatibili con il territorio. Adesso c’è il tema della vicinanza con i palazzi di via Tesio che andrebbe approfondita. Noi non abbiamo mai negato la possibilità di costruire un nuovo stadio. La giunta Sala ha venduto alla cieca un quartiere di Milano. È da valutare se il vecchio stadio è da abbattere veramente. Dobbiamo valutare se l’inquinamento a Milano farebbe passi indietro semplicemente avviando operazioni di demolizione dello stadio.

Vi sentite affini ai Verdi in questo caso?
I Verdi non vogliono proprio il nuovo stadio. Noi diciamo che il nuovo stadio può sorgere se ci sono i presupposti. Ci domandiamo se sia indispensabile abbattere quello vecchio. C’è sempre il tema della possibilità del doppio stadio da valutarsi. Il progetto ruota attorno ai diritti edificatori. Dispiace che non si parli minimamente di ricadute in termini di oneri anche sul resto del quartiere. In questi giorni si susseguono notizie sull’assorbimento deli oneri all’interno delle opere a carico del Comune. Tutto ciò si vedrà quando i progetti saranno depositati. Il centrodestra non può essere etichettabile come coloro che non vogliono lo sviluppo dell’area. Dobbiamo ragionare se è opportuno abbattere San Siro.

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