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Non credete ai gufi: i mercati tifano Meloni. Ecco perché

Un esperto di finanza spiega il motivo della recente asta di buoni del tesoro italiano. Che è andata alla grande

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meloni finanza © traviswolfe e ncp18 tramite Canva.com

L’altro giorno chiacchierando con un amico che si occupa di finanza, gli ho chiesto come mai la recente asta dei buoni del Tesoro italiano avesse registrato una domanda così alta rispetto all’offerta, lui mi ha risposto: “È la stabilità, bellezza”. “Ma come la stabilità – ho replicato – ed Emanuele Pozzolo che spara a Capodanno, e il centinaio di svalvolati che fanno il saluto romano celebrando i morti della strage di Acca Larentia, e la sostituzione di Christian Solinas in Sardegna?”.

“Ma dove vivi? – mi ha risposto, l’esperto di finanza – Non hai un’idea di quel che sta succedendo in Europa? In Francia Emmanuel Macron ha presentato una legge sull’emigrazione che è stata bocciata, ne ha presentata un’altra che è stata approvata con il voto di gollisti e lepeniani mentre un bel po’ di deputati di En Marche hanno votato contro. Poi il primo ministro Elisabeth Borne ha fatto approvare il bilancio dello Stato con l’articolo 49.3 della Costituzione gollista che evita il voto parlamentare (altro che l’onda nera meloniana che mette la fiducia sulla finanziaria ma fa votare Camera e Senato). E allora lo Jupiter d’Oltralpe ha cambiato il premier con il risultato che Le Figaro gli fa notare come mentre la regione parigina rappresenta il 18 per cento del Paese, i ministri legati alla capitale sono ben oltre la maggioranza”.

“Vabbè la Francia è in difficoltà, ma la centralità della Germania come la metti?”.

“L’altro giorno una deputata socialdemocratica – osserva il mio maghetto dei soldi – ha chiesto di mettere fuori legge Alleanza per la Germania (l’AfD) per estremismo, gli ha replicato il capo dei Popolari, presidente della Cdu Friedrich Merz: siete pazzi mettere fuori legge un partito che in certe aree del Paese arriva al 30%. E ciò mentre i sondaggi danno il 14% all’Spd, il 13% ai verdi, il 5% ai liberali”.

“Bè, però c’è la Spagna di Pedro Sanchez – dico io – che ha sconfitto la destra”.

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“Hai presente che cosa sta succedendo da quelle parti? Il leader socialista per stare al potere ha fatto accordi con varie Regioni a partire dalla Catalogna scambiando favori (talvolta al limite e oltre la Costituzione) e amnistie con il voto per il governo, e ha scatenato così una corsa alle ricompense che sta spaccando la sinistra (Podemos contro Sumar); inoltre mette le regioni contro le regioni: quelle privilegiate contro quelle trascurate (altro che autonomia differenziata secondo criteri di merito: i premiati sono quelli che votano Sanchez); e infine divide anche gli indipendentisti catalani: tutti per ora sono con Sanchez ma gli indipendentisti di sinistra difendono gli immigrati mentre quelli di destra li vogliono cacciare. Durata probabile del governo iberico? Qualche mese”.

“Capisco – arrancando, replico – ma almeno la Polonia che ha sconfitto i sovranisti, quella sarà stabile”.

“Mah – prosegue il mio amico – da noi si è gridato al fascismo perché Corrado Augias ha lasciato Rai 3, a Varsavia il nuovo ministro della Cultura Bartłomiej Sienkiewicz ha licenziato i dirigenti dell’emittente statale TVP e della Radio polacca, sostituendoli con altri. Abbiamo gridato al fascismo perché Matteo Salvini non era d’accordo con le parole di Sergio Mattarella sui balneari, ma a Varsavia il neo governo Tusk ha fatto arrestare l’ex ministro degli Interni condannato nel 2007 per abuso d’ufficio mentre si trovava presso la sede del presidente della Repubblica (eletto dal popolo tra l’altro)”.

“Va bene però c’è sempre il Portogallo con il bravissimo Antonio Conte, socialista al comando”.

“Si è dimesso”.

“Ma per un errore giudiziario”.

“Sì, c’è stato un errore sulla sua persona, ma non sulla corruzione dei suoi decisivi collaboratori, tanto che Costa si è scusato per tutta la vicenda”.

“Però ci sono sempre i Paesi Bassi”.

“Quelli di Charles Michel e Frans Timmermans che abbandonano la nave della Commissione europea che affonda, contribuendo ad aggravare il naufragio? E poi in Olanda Mark Rutte aspetta solo qualche mese per non fare un dispetto a Macron ma infine farà il governo con il conservatore radicale Geert Wilders”.

“Insomma sei l’unico informato, caro il mio so-tutto-io. L’Italia sarebbe così tra i pochi paesi stabili del Continente. E perché la stampa non ne parla?”.

“Bé, c’è il terribile quesito se Elly Schlein sia meglio o peggio di Chiara Ferragni. Quello se il vero leader dei 5 stelle sia Giuseppe Conte o Rocco Casalino. Ci si chiede se Vittorio Sgarbi ha fatto aggiungere o no una candela a un certo quadro, se è meglio essere subalterni a Mohammad bin Salmam come Matteo Renzi o a Luca Cordero di Montezemolo come Carlo Calenda. Di fronte a questi rilevanti quesiti, che cos’è questa quisquillia dell’instabilità dei principali Stati membri dell’Unione?”

Il Corsaro nero, 15 gennaio 2023

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