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“Occupazioni? Iniziamo dai beni della Chiesa”

Il gesto del cardinale elemosiniere Konrad Krajewski, che ha provveduto personalmente a riallacciare la corrente staccata per morosità in uno stabile occupato da centinaia di persone, è oggetto di dibattito a Quarta Repubblica.

Alessandro Meluzzi va giù duro e sostiene che la Chiesa, invece di fare demagogia, dovrebbe mettere a disposizione (anche forzatamente) i propri beni. Gli risponde il produttore e regista Gaetano Di Vaio. Dopodiché è la volta di Mario Giordano. In questo estratto, alcuni dei momenti salienti del confronto.

Dalla trasmissione del 13 maggio 2019

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18 Commenti

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  1. A CHE TITOLO E DA QUANDO I PRETI SONO AUTORIZZATI AD INFRANGERE LE LEGGI DELLO STATO ?? FACCIAMO ATTENZIONE . SOR FRANCESCO SI STA AVVIANDO AD IMPORRE UNA VERA E PROPRIA TEOCRAZIA. QUELLA DEI PAESI MUSSULMANI

  2. La differenza sta tutta nel sentire chi è intelligente e chi è ignorante. Il becero pseudo regista che ha una presenza che lo colloca con sicurezza tra i non intelligenti dimostra altresì di soffrire di scorrettezza e di manina lunga già che difende chi ruba e la Chiesa affarista che si fa sempre bella col fondoschiena altrui. Ormai siamo un paese dedito al furto, agognato da quei beceri di falce e martello che per anni hanno fatto da imbonitori a che si rubasse di tutto ed a tutti.
    Meluzzi, Giordano, Porro- 3 uomini di corretto pensiero, d’intelligenti menti che, come sempre accade mai saranno capiti dai ladri, ladri tout-court che la logica e buonsenso ed un briciolo d’intelletto e d’onestà non sono sfiorati e la bestia che è in loro ha il sopravvento.

  3. Tanto per fare un esempio che conosco bene, due anni fa a Milano, in via Gadames 94, è stata sgomberata una palazzina di proprietà della Chiesa, che era stata occupata da squatters dei centri sociali. una volta sgomberata (in maniera energica), la Chiesa ha provveduto a installarci dentro due famiglie di ciellini devoti, tutt’altro che bisognosi, che si dividono questa palazzina di pregio per un totale di 500 mq, pagando una pigione simbolica alla Curia (che su questa casa non paga l’ICI).
    Ecco, qualcuno mi deve spiegare qual è la differenza tra questa occupazione sventata con energia a Milano, e quella sostenuta con spirito apostolico a Roma. Forse che i pancabbestia di Milano siano diversi da quelli romani? non credo. Forse che la casa di Milano è della Chiesa e andava concessa a dei fedeli baciapile? molto più probabile

  4. il dibattito di questi giorni ha sen’altro un merito: squarciare il velo di ipocrisia dietro cui si è nascosta per secoli (o millenni) la Chiesa. in tal senso, ben venga la disobbedienza civile di Konrad Krajewski, che secondo me rappresenta un clamoroso autogol ai danni di una Chiesa che oltre ad arricchirsi in barba ai tanto declamati principi morali che sostiene, commette un errore madornale: attirare l’attenzione sui propri affari sporchi. Quello che ci hanno insegnato secoli di dominio dei “poteri forti” è che chi ha il potere deve tenere un profilo basso. in tal senso la Chiesa dovrebbe prendere ripetizioni dai Rotcshildt, Bilderberg, Morgan e Rockefeller e chi più ne ha più ne metta. Gente che, senza tanto clamore, continua a fare i comodi suoi, mandando a combattere in prima linea i propri scagnozzi (Macron, Mario Monti, Lilli Gruber, Lerner ecc.), ma restandosene prodentemente nell’ombra.

  5. A ROSA- da quel che capisco, se sbaglio correggimi, per quale motivo la chiesa doveva essere risarcita, non erano i preti a dover comandare il popolo che già d’allora si era ribellato ai papi e alle gabelle poste su di esso. I territori vanno governati dai civili e non schiavizzati dalle religioni come questi hanno fatto per tempo e gli basta e avanza ciò che ci hanno sottratto. A roma ci sono sempre stati imperatori e non arabi, quindi di quali risarcimenti dobbiamo parlare, hanno posto chiese sopra i monumenti e con essi cancellato parte della nostra storia hanno costruito sopra territori di non appartenenza e sono loro a doverci risarcire, essi sono uomini comuni, Gesù non aveva palazzi e non ne chiedeva, ma che storie tiriamo in ballo?

    • Anche io trovo difficoltà all’invio dei commenti da quando è stata modificata “quella cosa lì” che ha un nome tra il lettone e il polacco.

  6. Giuste considerazioni ma …non vorrà sostenere che per questo la Chiesa di Roma è autorizzata a distruggere la nostra Italia, dove le persone perbene sono umiliate e tartassate? Vorrebbe ripristinare lo Stato Pontificio con questo clero e questo pontefice?
    Seriamente? La carità del Papa si effettua normalmente attraverso le parrocchie, che seguono le famiglie disagwiate. Senza clamore e abbastanza chiaramente.
    In questo caso io vedo un assist indebito alla sinistra in vista delle elezioni.
    Niente di caritatevole per i buoni italiani…

  7. Ancora?
    Ma scusate non basta il Quirinale? e il contenuto del Quirinale?
    Anche quello è stato rubato ripeto RUBATO al papa, lo sapete o no?
    Ricordo che la legge delle Gurantigie statuiva, a favore del papato, per i danni subiti a seguito della presa di Roma, un risarcimento pari a 2 miliardi di lire del 1870!
    Ripeto danni subiti per la presa di Roma, ossia tutti i danni subiti nel resto dell’italia li mandiamo nel dimenticatoio… Tra i danni mandati nel dimenticatoio c’è ad esempio il Collegio Raffaello dei padri Scolopi ad Urbino, l’Università di Bologna, quella di Camerino, gli infiniti monasteri trasformate in caserme…..
    Ripeto nel 1870 il rimborso era 2 miliardi di lire del 1870!
    Dopo più di un secolo l’Italia è punto e a capo?
    Ma se è così è èer davvero meglio ritornare a come era prima!

  8. Evudentemente il cardinale elimosiniere crede di essere in casa sua, non so se é polacco o cittadino vaticano ma cetamente non é in casa sua. Questo é il vero problema che abbiamo, quello di vivere con un nemico.
    La storia della chiesa cattolica fu semprequella di appropiarsi di quello che non era suo, si ricordi la clamorosa falsificazione di ció che chiamarono la Donazione di Constantino chiamabdo in Italia stranieri di tutte le sorti fin dall’uso dei barbari Franchi per salvaguardare il loro bottino. PIO IX sognó, e con lui molti patriottu illusi, di arrivare ad essere al comando di una Italia liberale e cattolica, sogno umpossibile che per fortuna non si realizzó. Ma oggi per colpa dei Patti Lateranensi, firmati dall’Italia del Fascismo, riconosciamo al papa una autoritá totale su un minusccolo Stato chiamato Vaticano per cui egli é un dittatore assoluto nel suo Stato e come capo della chiesa cattolica il comandante assoluto di un enorme stuolo di religiosi sparsi in quasi tutto il mondo Essi, come suoi soldati devono eseguire i suoi ordini. Quí nasce il vero problema: egli ha in Italia una quintq cilonna che seguendo i suoi ordini esercita pressioni ed influenze politiche. In realtá abbiamo un capo, o meglio un dittatore, di uno stato straniero che cerca continuamente di influire sulla politica dello Stato Utaliano. Si ripete la difficile relazione tra Russia e gli USA,Ma di fronte a Putin c’é un Trump e noi di un Trump neanche la idea.

  9. Repubblica pubblica l’intervista al cardinale Parolin che dice : “L’ Occidente dovrà chiedere scusa a Francesco”. Ma perché ? Che male ha fattoTotti ?

  10. Radical chic 2.0/Comunisti col Rolex. Cuore a sinistra e portafogli a destra.

    C’è una certa stampa e una altrettanto certa tv, rigorosamente sinistroide, che monopolizza l’informazione e che gufa per l’attuale governo giallo-verde sin dalla suo primo vagito, facendo ‘spudoratamente’ il tifo per un prossimo esecutivo Pd-5stelle, magari subito dopo le elezioni europee!

    Il problema è che non si ‘gioca’ ad armi pari, nel senso che l’informazione è pilotata dai ‘sinistri’, giacchè giornalisti, scrittori, intellettuali, registi e conduttori di talk show sono tutti di quella parte. Cosicché l’altra parte, quella degli italiani che chiede ordine, pulizia, disciplina e rispetto delle regole, pur essendo maggioritaria, soccombe a quella dell’informazione che, con la ‘puzza sotto il naso’, la tratta con disprezzo bollandola come ‘fascista’ e ‘razzista’.

    Tali sinistri – che si credono, in maniera del tutto autoreferenziale, i garanti della giustizia, i custodi della democrazia, i paladini della verità assoluta, della libertà di espressione e di stampa, salvo quando a pubblicare un libro è un editore di destra – mettono al bando il fascismo e l’estrema destra di CasaPound, ma strizzano l’occhio al comunismo e all’estrema sinistra di Rifondazione Comunista!

    Ebbene, costoro sono i cosiddetti ‘buonisti’, o meglio i ‘buoni a nulla’, visto e considerato i disastri che hanno combinato quando sono stati chiamati al governo del paese. Disastri stigmatizzati dagli elettori italiani dal 4 marzo dello scorso anno fino ad oggi e molto probabilmente anche alle prossime elezioni europee!

    Insomma, ‘buoni’ sì, ma con le tasche degli altri. Sono favorevoli all’immigrazione, simpatizzano per i rom, sono convinti che la ‘diversità’ sia una ricchezza, e forse per loro una ricchezza lo è per davvero dal momento che ne traggono lauti alimenti, senza se, ma con un ‘MA’ grosso come una casa: ‘MA’ a patto che accoglienza e integrazione non avvengano nei pressi di casa loro.

    Insomma, questi sono i cosiddetti “Radical chic 2.0”, i “Comunisti col Rolex”, ovvero coloro che hanno “il cuore a sinistra e il portafogli a destra”. Gente che predica bene e razzola male. Un po’ come faceva quel curato di campagna che dal pulpito predicava l’astinenza e la povertà, ma che poi in canonica non rinunciava a nessuno dei piaceri della vita!

  11. Cito da Mario Tedeschi – La Guerra dei Cent’Anni (Roma 1870-1970) – Edizioni del Borghese, Milano, 1970, pagg. 257-258:
    Quote
    Il 26 dicembre 1969 Paolo VI si recò a celebrare la Messa di Natale fra i baraccati romani del Borghetto Prenestino. Al suo ritorno in Vaticano, egli indirizzb al Sindaco di Roma, Clelio Darida, democristiano, questo telegramma:
    “Desideriamo rinnovarle il nostro ringraziamento per la sua presenza alla commovente e intima celebrazione del Natale, che abbiamo voluto passare quest’anno tra i buoni fedeli del Borghetto Prenestino, nella parrocchia di Sant’Agapito, e mentre ancora abbia-mo negli occhi Ia visione delle dolorose condizioni in cui vive quella diletta porzione dell’Urbe e della nostra diocesi, rivolgiamo a lei, in qualità di Sindaco di Roma, un caldo appello che sgorga dal nostro cuore nel giorno stesso della natività terrena del Figlio di. Dio, che ha nobilitato l’umana natura recando nel mondo il comandamento nuovo dell’amore operoso e fattivo, e le chiediamo che, col nobile impegno della sua responsabilità, mobilitando tutte le forze sinceratnente e volonterosanzente sensibili al lamentevole problema dei baraccati, si cerchi di portarvi quella soluzione che la coscienza umana e cristiana impongono nella sua urgente gravità. Glielo chiediamo nel Natale di Cristo Gesù, la cui confortante presenza abbiamo portato tra quei carissirni figli che soffrono, e, nel Suo nome, la benedicianzo, unitamente ai suoi validi collaboratori nel comune di Roma”.
    II messaggio, inutile dirlo, suscita l’entusiasmo dei comunisti, che nelle parole del Papa trovarono nuovi argomenti per la loro propaganda. Ma, in pratica, quel telegramma equivaleva ad una messa in stato d’accusa della Roma laica (anche se rappresentata da un Sindaco democristiano) da par¬te della Roma vaticana.
    Nello stesso anno 1969, una nostra ricerca al Ca-tasto di Roma sui beni di proprietà di enti ed organizzazioni ecclesiastiche nella capitale, dava i risultati che pubblichiamo in questa Appendice [Fabbricati da pag. 261 a pag. 402; Terreni da pag. 405 a pag. 468].
    Naturalmente, Ia situazione è arretrata rispetto alla realtà odierna [1970], perche gli uffici catastali italiani effettuano sempre le loro registrazioni con ritardo di cinque-sei anni; nè possiamo giurare che l’elenco delle proprietà, immobili e terreni, sia completo. Una cosa è certa, però: nel 1969, al Catasto di Ro¬ma erano censiti, come proprietà religiose, tutti i beni che sono indicati nella presente Appendice.
    Questa documentazione dimostra, innanzi tutto, che il 20 settembre del 1870 non è servito a nulla: il Vaticano infatti ha riconquistato anche materialmente Ia città, sfrattando il potere laico a colpi di carta bollata e di atti di acquisto, o di donazione.
    Inoltre, essa prova che l’Italia convive col Vati-cano senza avere, nè la forza, nè la capacità, di te¬ner testa al Papa. Infatti, al messaggio di Paolo VI del 29 dicembre 1969, si sarebbe dovuto rispondere ordinando la requisizione dei beni ecclesiastici nel-la citta di Roma e mettendoli a disposizione dei baraccati raccomandati dal Papa. Invece, il Sin-daco si preoccupò soltanto di giustificarsi e il Go-verno si affrettò a far sapere che avrebbe fatto “il possible”.
    Come temeva Nino Bixio, gli italiani si sono ridotti “a far da birri al Papa”.
    Unquote
    Nihil sub sole novi.

  12. Dal Web. L’allaccio della luce in quel palazzo abusivamente occupato da parte del Cardinale elemosiniere, tuttavia, è stato un atto mafioso e la procura di riferimento lo dovrebbe indagare. Inoltre, la sua disonesta bravata, è uno schiaffo dato ai milioni di italiani onesti che vivono in estrema povertà e sulle bollette dei quali, in quota parte, verranno anche caricate le enorme somme di chi le bollette non le paga. Che ne direbbe Francesco e il suo elemosiniere, se questa gente cominciasse a depredare le chiese e i loro lussuosi palazzi, per sfamarsi?

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