La politica si fa con i voti e con il pragmatismo, non con i purismi da salotto né con la convinzione illusoria di poter essere autosufficienti. Le recenti fibrillazioni interne al centrodestra attorno a Cateno De Luca – dalle tensioni con la Lega fino ai richiami alla misura arrivati da esponenti di Forza Italia come Alessandro Cattaneo – offrono lo spunto per una riflessione seria che la coalizione di governo non può permettersi di ignorare. Il messaggio agli alleati deve essere chiaro: attenzione a non peccare di superbia.
Credere di poter fare a meno di energie esterne all’attuale perimetro di governo, o peggio guardare con sufficienza a chi raccoglie consensi reali sui territori, è un errore che potrebbe rivelarsi decisivo per il futuro del centrodestra.
È assolutamente fisiologico, e per certi versi finanche salutare, che all’interno di una grande coalizione ci siano dibattiti, discussioni e persino divergenze sui temi e sulle proposte politiche. Fa parte del confronto democratico. Esiste, però, una pericolosa linea di confine tra il sano confronto e la supponenza di chi si sente già arrivato. De Luca ha dimostrato di possedere una forza propulsiva capace di smuovere le acque, portando nella dinamica della coalizione una ventata di energia e un attivismo di cui c’è davvero bisogno.
La sua presenza, piaccia o meno ai puristi della prima ora, più che un fattore di disturbo rappresenta un tassello determinante per il raggiungimento dell’obiettivo finale: consolidare la maggioranza e garantirne la tenuta. Non solo. In un quadro politico in costante evoluzione, l’attivismo di De Luca e la sua effervescenza rappresentano anche un efficace argine e un contrappeso politico importante in chiave anti-Vannacci. Offrono infatti ai territori e all’elettorato conservatore un’alternativa concreta, capace di evitare fughe in avanti verso pericolose polarizzazioni.
Il centrodestra vince quando sa sommare le differenze e allargare i propri confini, non quando si trincera dietro gelosie di bottega e veti incrociati. Finora, l’apporto di Cateno De Luca ha contribuito alla causa comune. Archiviare divergenze e gelosie con maturità e ricompattare le fila è dunque l’unica strada intelligente per non gettare alle ortiche un potenziale politico che potrebbe rivelarsi decisivo negli equilibri della prossima legislatura.
Salvatore Di Bartolo, 5 novembre 2026
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