Al castello di Alden Biesen, alla vigilia del vertice informale dei Ventisette sulla competitività, prende forma un passaggio politico delicato per gli equilibri europei. Accanto alla tradizionale centralità del tandem franco-tedesco, si rafforza infatti il dialogo tra Italia e Germania, con l’obiettivo dichiarato di imprimere un’accelerazione alle decisioni su industria, energia e regole del mercato interno.
La premier Giorgia Meloni ha parlato apertamente di un «motore tedesco-italiano» sui temi della competitività, sottolineando che la cooperazione bilaterale con Berlino «non è qualcosa che si fa contro qualcun altro». Un messaggio rivolto soprattutto a Parigi, presente al tavolo e protagonista, insieme alla Germania, del tradizionale asse che orienta le scelte dell’Unione. Meloni ha definito «molto positivo» il ruolo del cancelliere Friedrich Merz, ringraziandolo per il lavoro condiviso su un dossier che Roma considera prioritario: la tenuta dell’apparato produttivo europeo in un contesto globale sempre più competitivo.
Proprio Merz, presentandosi alla stampa accanto al presidente francese Emmanuel Macron, ha rimarcato la convergenza tra Berlino e Parigi «su diverse questioni, come quasi sempre», indicando come obiettivo comune una Ue «più veloce» e capace di garantire un’industria competitiva. Il cancelliere ha però precisato che l’incontro seminariale non è destinato a produrre decisioni formali, che saranno invece assunte al Consiglio europeo di marzo a Bruxelles. Macron ha insistito sulla necessità di «decisioni molto concrete entro giugno», evocando, in caso di stallo tra i Ventisette, la possibilità di ricorrere a cooperazioni rafforzate per accelerare in ambiti strategici.
Nel confronto sulla competitività, l’Italia ha posto al centro il nodo dei costi energetici. Meloni ha annunciato che il governo porterà in Consiglio dei ministri una misura articolata sui prezzi dell’energia, ma ha evidenziato che molte leve sono europee. La premier ha parlato della necessità di una «profonda revisione» del sistema Ets e di un intervento per frenare la speculazione finanziaria legata al meccanismo delle quote di emissione, ritenuto uno dei fattori che incidono sui costi per le imprese. Senza un correttivo a livello Ue, ha avvertito, sarà difficile garantire risposte strutturali su quello che viene considerato «il tema più serio» per la competitività.
Sul commercio internazionale, Roma si è detta «molto aperta» agli accordi di libero scambio, a condizione che vi sia reciprocità. L’Unione, secondo la premier, deve scegliere se proseguire sulla strada dell’apertura commerciale evitando però di imporre regole eccessivamente gravose ai propri produttori, che rischiano di trovarsi in svantaggio rispetto ai concorrenti extraeuropei. In questo quadro si inserisce anche il dibattito sugli strumenti comuni di finanziamento: Meloni si è dichiarata personalmente favorevole agli eurobond, pur riconoscendo che si tratta di uno dei temi più divisivi tra gli Stati membri.
Il vertice di Alden Biesen, dunque, non segna decisioni definitive ma fotografa un’Unione alla ricerca di una nuova sintesi politica. L’asse franco-tedesco ribadisce la propria centralità, l’Italia rafforza il dialogo con Berlino e rivendica un ruolo attivo nella definizione dell’agenda economica, mentre sullo sfondo resta la sfida di tradurre l’urgenza evocata dai leader in misure operative. La scadenza indicata da Macron, giugno, rappresenterà il primo banco di prova per verificare se l’Europa saprà trasformare le dichiarazioni di intenti in scelte condivise.
Non è mancata la bordata sul ruolo di inviato speciale per la competitività: “Non credo che esista una figura del genere”, ha detto Meloni, quando le è stato chiesto dell’ipotesi che uno dei due ex premier, Mario Draghi ed Enrico Letta, entrambi oggi invitati al vertice Ue informale, possano ricoprire quel ruolo. “Ma sicuramente – ha rimarcato Meloni – sia Draghi che Letta stanno fornendo un contributo molto importante. Si parte dai loro rapporti e e penso che siano stati entrambi preziosi”.
Franco Lodige, 12 febbraio 2026
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