Persino nella Spagna di oggi, e nonostante le insistenti manifestazioni di piazza, un sussulto di buon senso si è affermato, negando l’approvazione di interventi liberticidi come la proroga d’imperio dei contratti in essere, l’istituzione di una sorta di rapporto di locazione a tempo indeterminato e il blocco degli sfratti per gli inquilini considerati “vulnerabili”.
La strada da seguire è quella esattamente opposta. Quel che serve, in materia di affitti, non è restringere gli spazi di libertà, bensì ampliarli: fissando poche regole e lasciando alle parti la possibilità di concordare i propri diritti e i propri obblighi.
Soprattutto, poi, va data fiducia ai proprietari, convincendoli – con i fatti – che il loro diritto di rientrare in possesso dell’immobile al termine del contratto o in caso di morosità verrà garantito dallo Stato. E per far questo occorre, da un lato, rivedere le norme ordinarie sui rilasci – come ha opportunamente fatto il governo Meloni con il disegno di legge ora all’esame del Senato – e, dall’altro, non varare mai più misure come il blocco degli sfratti, che hanno indotto molti proprietari ad allontanarsi dall’affitto in via definitiva (ciò che è accaduto dopo quello varato dai governi Conte 2 e Draghi).
Giorgio Spaziani Testa, 4 ottobre 2026
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